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lucy franco

WORLD PRESS PHOTO a Torino fino al 26 Novembre 2017

la 62° Mostra Internazionale World Press Photo 2017 è il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo, che vede annualmente la partecipazione di circa 6.000 fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais.
Ogni anno, una giuria internazionale seleziona tra 100.000 scatti i 150 migliori che vanno a comporre la celebre mostra apprezzata da milioni di visitatori in tutto il mondo.

World Press Photo rappresenta l’eccellenza della fotografia d’attualità con la foto vincitrice dell’anno “World Press Photo of the Year” e le diverse categorie: Contemporary Issues, Daily Life, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports e Spot News.

Vincitore assoluto del 2017 è Burhan Ozbilici, fotografo turco di Associated Press, con la sua An Assassination in Turkey – Mevlüt Mert Altıntaş. L’immagine, scattata da Burhan Ozbilici subito dopo l’omicidio avvenuto ad Ankara il 19 dicembre 2016 durante l’inaugurazione di una mostra, ritrae l’assassino, un poliziotto fuori servizio subito dopo aver sparato all’ambasciatore russo, Andrey Karlov.

Quattro gli italiani premiati: Antonio Gibotta, secondo premio Daily life con lo scatto “Infarinati”, Francesco Comello terzo premio Daily life con “Isola della salvezza”, Alessio Romenzi terzo premio per la sezione General news con “Non prendiamo prigionieri” e Giovanni Capriotti vincitore del primo premio per la categoria Sport sezione ‘Storie’ con un reportage sulla squadra di rugby gay-friendly canadese, i Muddy York Rugby Football Club.

La mostra internazionale "World Press Photo 2017" sarà esposta a Torino presso il Mastio della Cittadella in Corso Galileo Ferraris n.0 / Via Cernaia dal 3 al 26 novembre 2017.
15.11.17, 21:45
la 62° Mostra Internazionale World Press Photo 2017 è il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo, che vede annualmente la partecipazione di circa 6.000 fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais.
Ogni anno, una giuria internazionale seleziona tra 100.000 scatti i 150 migliori che vanno a comporre la celebre mostra apprezzata da milioni di visitatori in tutto il mondo.

World Press Photo rappresenta l’eccellenza della fotografia d’attualità con la foto vincitrice dell’anno “World Press Photo of the Year” e le diverse categorie: Contemporary Issues, Daily Life, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports e Spot News.

Vincitore assoluto del 2017 è Burhan Ozbilici, fotografo turco di Associated Press, con la sua An Assassination in Turkey – Mevlüt Mert Altıntaş. L’immagine, scattata da Burhan Ozbilici subito dopo l’omicidio avvenuto ad Ankara il 19 dicembre 2016 durante l’inaugurazione di una mostra, ritrae l’assassino, un poliziotto fuori servizio subito dopo aver sparato all’ambasciatore russo, Andrey Karlov.

Quattro gli italiani premiati: Antonio Gibotta, secondo premio Daily life con lo scatto “Infarinati”, Francesco Comello terzo premio Daily life con “Isola della salvezza”, Alessio Romenzi terzo premio per la sezione General news con “Non prendiamo prigionieri” e Giovanni Capriotti vincitore del primo premio per la categoria Sport sezione ‘Storie’ con un reportage sulla squadra di rugby gay-friendly canadese, i Muddy York Rugby Football Club.

La mostra internazionale "World Press Photo 2017" sarà esposta a Torino presso il Mastio della Cittadella in Corso Galileo Ferraris n.0 / Via Cernaia dal 3 al 26 novembre 2017.
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lucy franco

Robert Doisneau a Pavia fino al 28 gennaio 2018

L'intera vicenda artistica di Robert Doisneau, tra i più importanti fotografi del''900, è al centro di una grande mostravisitabile fino al 28 gennaio nel Broletto di Pavia (Piazza della Vittoria) intitolata Pescatore d’immagini.



Nello storico palazzo del XII secolo saranno esposte circa 70 immagini in bianco e nero in grado di ricostruire l'intero universo creativo del maestro francese, autore di uno scatto come 'Il bacio (Le Baiser de l'Hotel de Ville)', divenuto una vera e propria icona del secondo dopoguerra.

Robert Doisneau (1912-1994), che amava paragonarsi a Eugène Atget, uno dei padri della fotografia del Novecento, percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.


È una Parigi umanista e generosa ma anche sublime che si rivela nella nudità del quotidiano; nessuno meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità quotidiana, qualche volta reinventata. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si riconosce con emozione.
Il lavoro di Doisneau dà risalto e dignità alla cultura di strada dei bambini; ritornando spesso sul tema dei più piccoli che giocano in città, lontani dalle restrizioni dei genitori, trattando il tema del gioco e dell’istruzione scolastica con serietà e rispetto, ma anche con quell’ironia che si ritrova spesso nei suoi scatti.
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lucy franco

FOTO/INDUSTRIA a Bologna fino al 19 Nov 2017

Foto/Industria continua fino al 19 novembre 2017, con giorni e orari di apertura legati alle varie sedi espositive: questa particolare Biennale di fotografia, anche quest’anno porta a Bologna (e in Italia) grandi fotografi, capaci di indagare con straordinaria maestria il rapporto tra l’uomo e il lavoro nei suoi aspetti sociali, economici, politici e geopolitici, filosofici, spirituali.

Foto/Industria parte dal MAST (Via Speranza, 42, Bologna) per arrivare nel cuore della città, coinvolgendo nel suo programma espositivo 13 luoghi simbolo della storia e della cultura cittadina, palazzi e residenze di grande rilevanza artistica.

Talvolta aperte solo in occasione di Foto/Industria, queste sedi contribuiscono a fare della Biennale un evento diffuso, che offre al pubblico l’occasione di esplorare nuovi scenari della creazione fotografica e al tempo stesso di scoprire una città che sorprende e affascina.

Una selezione originale di opere di artisti italiani e stranieri, che vanno da Mimmo Jodice (con le inedite immagini dei bambini al lavoro nelle vie di Napoli, testimoni del suo impegno civile negli anni Settanta) a Michele Borzoni, dal giapponese Yukichi Watabe al francese Mathieu Bernard- Reymond, passando per il catalano Joan Fontcuberta e il ceco Josef Koudelka


Tra le 14, interessantissime mostre in programma, sicuramente da segnalare quelle dei fotografi Thomas Ruff e Carlo Valsecchi.


Per l'elenco completo delle sedi espositive, consultare il sito Foto/Industria
11.11.17, 21:07
Foto/Industria continua fino al 19 novembre 2017, con giorni e orari di apertura legati alle varie sedi espositive: questa particolare Biennale di fotografia, anche quest’anno porta a Bologna (e in Italia) grandi fotografi, capaci di indagare con straordinaria maestria il rapporto tra l’uomo e il lavoro nei suoi aspetti sociali, economici, politici e geopolitici, filosofici, spirituali.

Foto/Industria parte dal MAST (Via Speranza, 42, Bologna) per arrivare nel cuore della città, coinvolgendo nel suo programma espositivo 13 luoghi simbolo della storia e della cultura cittadina, palazzi e residenze di grande rilevanza artistica.

Talvolta aperte solo in occasione di Foto/Industria, queste sedi contribuiscono a fare della Biennale un evento diffuso, che offre al pubblico l’occasione di esplorare nuovi scenari della creazione fotografica e al tempo stesso di scoprire una città che sorprende e affascina.

Una selezione originale di opere di artisti italiani e stranieri, che vanno da Mimmo Jodice (con le inedite immagini dei bambini al lavoro nelle vie di Napoli, testimoni del suo impegno civile negli anni Settanta) a Michele Borzoni, dal giapponese Yukichi Watabe al francese Mathieu Bernard- Reymond, passando per il catalano Joan Fontcuberta e il ceco Josef Koudelka


Tra le 14, interessantissime mostre in programma, sicuramente da segnalare quelle dei fotografi Thomas Ruff e Carlo Valsecchi.


Per l'elenco completo delle sedi espositive, consultare il sito Foto/Industria
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lucy franco

Wildlife photographer of the year, Milano, fino al 10 dic 20

Fino al 10 dicembre 2017 la Fondazione Matalon(in Foro Buonaparte 67) ospita la mostra Wildlife photographer of the year.

In competizione per la 52a edizione, 50mila scatti realizzati da fotografi professionisti e non, provenienti da 95 Paesi, che sono stati selezionati, alla fine dello scorso anno, da una giuria internazionale di esperti, in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica.

Come sempre sono 100 le immagini scelte dai giurati, suddivise in 16 categorie per questa edizione che per l’Italia è davvero speciale con ben 8 premiati, tra vincitori di categoria e finalisti.
Vincitori, rispettivamente per le categorie Rettili, anfibi e pesci, Piante e funghi e Sul territorio, il lombardo Marco Colombo, con Piccolo Tesoro,

il veneto Valter Binotto con La composizione del vento

e il valdostano Stefano Unterthiner con Spirito delle montagne.

Sono inoltre giunti finalisti Walter Bassi, con Verme ipnotico (categoria Invertebrati), Hugo Wassermann, con Ritiro alpino (categoria Ambiente urbano), Fortunato Gatto con Dopo la tempesta (categoria Terra), Stefano Baglioni con Piccola Stella (categoria Piante e funghi) e Nicola Di Sario con Luce degli occhi (categoria Bianco e nero).


L'acclamata esposizione mostra straordinarie immagini della Terra che riflettono la bellezza e la diversità della natura e evidenziano la fragilità della fauna selvatica sul nostro pianeta.

I paesaggi, il regno botanico e quello animale, immortalati dai fotografi, regalano uno sguardo emozionante ma altresì consapevole quale testimonianza visiva di un ambiente da salvaguardare e preservare.

L’esposizione presenta le immagini premiate a partire dal massimo riconoscimento, il Wildlife Photographer of the Year, assegnato al fotografo americano Tim Laman per lo scatto realizzato nella foresta pluviale indonesiana, Vite intrecciate (categoria The Wildlife Photojournalist Award: Story), che mostra un orangutan del Borneo in via di estinzione a causa della perdita di habitat edel commercio illegale di animali da compagnia.

Il sedicenne Gideon Knight dal Regno Unito ha vinto il Young Wildlife Photographer of the Year con l’immagine fiabesca La luna e il corvo, ripresa vicino alla sua casa di Londra, tra i ramoscelli di un albero di sicomoro che si staglia contro il cielo azzurro e la luna piena.
02.11.17, 00:31
Fino al 10 dicembre 2017 la Fondazione Matalon(in Foro Buonaparte 67) ospita la mostra Wildlife photographer of the year.

In competizione per la 52a edizione, 50mila scatti realizzati da fotografi professionisti e non, provenienti da 95 Paesi, che sono stati selezionati, alla fine dello scorso anno, da una giuria internazionale di esperti, in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica.

Come sempre sono 100 le immagini scelte dai giurati, suddivise in 16 categorie per questa edizione che per l’Italia è davvero speciale con ben 8 premiati, tra vincitori di categoria e finalisti.
Vincitori, rispettivamente per le categorie Rettili, anfibi e pesci, Piante e funghi e Sul territorio, il lombardo Marco Colombo, con Piccolo Tesoro,

il veneto Valter Binotto con La composizione del vento

e il valdostano Stefano Unterthiner con Spirito delle montagne.

Sono inoltre giunti finalisti Walter Bassi, con Verme ipnotico (categoria Invertebrati), Hugo Wassermann, con Ritiro alpino (categoria Ambiente urbano), Fortunato Gatto con Dopo la tempesta (categoria Terra), Stefano Baglioni con Piccola Stella (categoria Piante e funghi) e Nicola Di Sario con Luce degli occhi (categoria Bianco e nero).


L'acclamata esposizione mostra straordinarie immagini della Terra che riflettono la bellezza e la diversità della natura e evidenziano la fragilità della fauna selvatica sul nostro pianeta.

I paesaggi, il regno botanico e quello animale, immortalati dai fotografi, regalano uno sguardo emozionante ma altresì consapevole quale testimonianza visiva di un ambiente da salvaguardare e preservare.

L’esposizione presenta le immagini premiate a partire dal massimo riconoscimento, il Wildlife Photographer of the Year, assegnato al fotografo americano Tim Laman per lo scatto realizzato nella foresta pluviale indonesiana, Vite intrecciate (categoria The Wildlife Photojournalist Award: Story), che mostra un orangutan del Borneo in via di estinzione a causa della perdita di habitat edel commercio illegale di animali da compagnia.

Il sedicenne Gideon Knight dal Regno Unito ha vinto il Young Wildlife Photographer of the Year con l’immagine fiabesca La luna e il corvo, ripresa vicino alla sua casa di Londra, tra i ramoscelli di un albero di sicomoro che si staglia contro il cielo azzurro e la luna piena.
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lucy franco

Sebastião Salgado,“Genesi”a Napoli fino al 28 gennaio 2018

Fino al 28 gennaio 2018 si potrà visitare, presso il Palazzo delle Arti di Napoli, via dei Mille 60, la straordinaria mostra fotografica di Sebastião Salgado dal titolo “Genesi”, con ben 245 immagini in bianco e nero che raccontano ai visitatori la bellezza di un luogo unico e prezioso, da comprendere e salvaguardare: il nostro pianeta.

Sebastião Salgado, nato in Brasile e vissuto tra Londra e Parigi, è il più celebre fotografo documentario dei nostri tempi, che ha scelto di dedicare la propria vita al viaggio e alla scoperta dei luoghi più remoti del nostro mondo. Il progetto fotografico “Genesi” nasce, infatti, da un viaggio durato 8 anni e diventato un tour internazionale di grande successo.

I messaggi trasmessi da questa intensa mostra, composta da 245 scatti in bianco e nero, sono dei più puri e universali: l’amore verso la Terra; la necessità di tutelare il nostro ambiente e il nostro futuro conoscendone i diversi aspetti; l’importanza di assumere, di conseguenza, comportamenti che rispettino la natura, instaurando un rapporto armonico con essa.

“Genesi” è il tentativo artistico di Salgado di realizzare un atlante antropologico del pianeta, ma è anche un segnale d’allarme che ci avverte, foto dopo foto, che il luogo in cui viviamo è sacro e non va distrutto.
E' un suggestivo itinerario fotografico suddiviso in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha scattato le sue fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.
01.11.17, 23:38
Fino al 28 gennaio 2018 si potrà visitare, presso il Palazzo delle Arti di Napoli, via dei Mille 60, la straordinaria mostra fotografica di Sebastião Salgado dal titolo “Genesi”, con ben 245 immagini in bianco e nero che raccontano ai visitatori la bellezza di un luogo unico e prezioso, da comprendere e salvaguardare: il nostro pianeta.

Sebastião Salgado, nato in Brasile e vissuto tra Londra e Parigi, è il più celebre fotografo documentario dei nostri tempi, che ha scelto di dedicare la propria vita al viaggio e alla scoperta dei luoghi più remoti del nostro mondo. Il progetto fotografico “Genesi” nasce, infatti, da un viaggio durato 8 anni e diventato un tour internazionale di grande successo.

I messaggi trasmessi da questa intensa mostra, composta da 245 scatti in bianco e nero, sono dei più puri e universali: l’amore verso la Terra; la necessità di tutelare il nostro ambiente e il nostro futuro conoscendone i diversi aspetti; l’importanza di assumere, di conseguenza, comportamenti che rispettino la natura, instaurando un rapporto armonico con essa.

“Genesi” è il tentativo artistico di Salgado di realizzare un atlante antropologico del pianeta, ma è anche un segnale d’allarme che ci avverte, foto dopo foto, che il luogo in cui viviamo è sacro e non va distrutto.
E' un suggestivo itinerario fotografico suddiviso in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha scattato le sue fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.
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Peter Lindberg "A different vision on fashion photography"

Alla Reggia di Venaria, Torino, fino al 7 Gennaio 2018 c'è la mostra dedicata a Peter Lindberg "A different vision on fashion photography"

Esposte ben 220 delle più belle fotografie di Lindberg, considerato uno dei più importanti fotografi di moda contemporanei. In questi scatti ci sono le più importanti modelle della fine del secolo scorso come Cindy Crawford, Naomi Campbell, Linda Evangelista e molte altre.

Peter Lindberg ha rivoluzionato la fotografia di moda, abbandonando gli scatti freddi e in posa e proponendo invece uno stile disinibito che oltre ad esprimere la bellezza delle modelle vuole esprimerne anche la grazia. Per fare ciò Lindberg si è ispirato al mondo del cinema e della danza.
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lucy franco

ELLIOTT ERWITT "personae" Forlì, fino al 7 gen 2018

ELLIOTT ERWITT presenta "personae" a Forlì - Musei San Domenico - Piazza Guido da Montefeltro fino al 7 Gennaio 2018.

I suoi scatti in bianco e nero sono ormai diventati delle icone della fotografia, esposti con grande successo a livello internazionale, mentre la sua produzione a colori è quasi del tutto inedita. il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, la profonda umanità, l’ironia e talvolta la comicità, tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, non a caso considerato il fotografo della commedia umana.

Marilyn Monroe, Che Guevara, Sophia Loren, John Kennedy, Arnold Schwarzenegger, sono alcune delle numerose celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo acuto e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge l’ironia e la complessità del vivere quotidiano. Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt rivolge la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto.

Con il titolo Personae si allude proprio a questa sua adesione alla vita concreta degli individui e, nello stesso tempo, a un senso della maschera e del teatro, che caratterizza tutta la sua produzione, in particolare le foto realizzate con lo pseudonimo di André S. Solidor.

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"ARAKI", Montecchio Maggiore, fino al 3 dic 2017

Montecchio Maggiore - Fondazione Bisazza
Nobuyoshi Araki presenta "ARAKI"


Fino al 3 dicembre 2017, l'universo del maestro giapponese, dai nudi femminili, alle composizioni floreali qui diventate quasi sensuali, agli scorci cittadini e ai cieli di Tokyo, ritratti nella loro massima esplosione di luminosità. Settanta fotografie inducono l'osservatore ad una profonda riflessione sull’universo femminile, sull’eros e sulla morte, facendogli rivivere anche tutti quegli stati d'animo ad essi correlati.
All'interno del percorso espositivo saranno visibili due video: il primo documenta il dietro le quinte dello shooting della campagna pubblicitaria realizzata per BISAZZA e il secondo è un breve film con un'intervista ad ARAKI.
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lucy franco

Nan Goldin alla Triennale di Milano, fino al 26 nov 2017

Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency

la Mostra ospitata dalla Triennale di Milano, Viale Emilio Alemagna 6, Milano, fino al 26 novembre 2017, è un diario visivo autobiografico e universale sulla fragilità degli esseri umani, che racconta di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia, solitudine. Un work in progress avviato agli inizi degli anni Ottanta, riconosciuto tra i capolavori della storia della fotografia.

Lo sguardo di Nan Goldin abbraccia ogni momento della propria quotidianità e del proprio vissuto. L’artista fotografa se stessa e le travagliate vicende dei suoi compagni, nella downtown di Boston e New York, tra gli anni ’70 e ’80.

La sua è una fotografia istintiva, incurante della bella forma, che va oltre l’apparenza, verso la profonda intensità delle situazioni, senza mediazione alcuna.

circa 700 immagini a colori montate in sequenza filmica, per una durata di 45 minuti, e accompagnate da una colonna sonora che spazia dal punk all’opera. Completano l’esposizione materiali grafici e alcuni manifesti originali, utilizzati per le prime performance di Nan Goldin nei pub newyorkesi.
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lucy franco

Roma ''77 una storia di quarant'anni fa' fino al 14 gen 2018

’77 una storia di quarant’anni fa nei lavori di Tano D’Amico e Pablo Echaurren

al Museo di Roma in Trastevere piazza S. Egidio, 1/b - fino al 14 gennaio 2018

La mostra è il ritratto dell’umanità, dei fatti e degli eventi accaduti nell’anno 1977, la storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche (circa 200 opere) di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea.

Si struttura attorno ad aree tematiche: le facce, le feste, le donne, il rapporto uomo-donna, l’opposizione, la morte e il sangue, le lettere, la poesia visiva, la creatività urbana…
Durante lo svolgimento della mostra sono previsti tre seminari tematici con giornalisti, storici, storici dell’arte e protagonisti del “movimento”.
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lucy franco

I GRANDI MAESTRI - ROMA dal 16 nov al 18 feb 2018

I Grandi Maestri si intitola la mostra che si svolgerà al Complesso del Vittoriano, Via San Pietro In Carcere • Roma, da giovedì 16 novembre a domenica 18 febbraio 2018

100 anni di fotografia Leica: una mostra rende omaggio alla prima macchina fotografica 35 mm provvista di pellicola, alla fotografia d’epoca e a tutti gli artisti che hanno utilizzato la Leica dagli anni venti ai giorni d’oggi.
Oltre 350 opere dei maggiori e più prestigiosi autori – da Henri Cartier-Bresson a Gianni Berengo Gardin, da William Klein a Robert Frank, a Robert Capa a Elliott Erwitt e molti altri – decine di documenti originali, riviste e libri rari, fotografie vintage, macchine fotografiche d’epoca, compongono questa ricca esposizione che occuperà le sale del Complesso del Vittoriano di Roma nella sua unica ed eccezionale tappa italiana.

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Luisa Briganti

Il CsfAdams al Prague foto 2017

PRAGUE PHOTO 2017

CSFAdams

The CsfAdams is celebrating 20 years of activities by participating also this year to the Prague Photo exhibition, which by a cheerful coincidence is celebrating its’ 10th anniversary too!!!
We do it by exhibiting our best projects with our best students.
This year we’ll show the works of:

Gabriele Agostini and Marco Di Meo with the project Earth, light, flesh
Luisa Briganti with the project Annuska
Gaia Adducchio with the project Naked:#she
Roberta Marsigli with the project Closer. An Atrocity Exhibition


In the Off section, we’ll show the works of:

Silvia Agostini with the project Alfa day portrait
Emanuela Rizzo with the project Self portrait



Il CsfAdams festeggia i 20 anni di attività partecipando anche quest’anno al Prague Photo che per una felicissima coincidenza festeggia i suoi 10 anni!
Lo facciamo esponendo i nostri progetti e il meglio dei nostri allievi migliori.
Quest’anno esporranno
Gaia Adducchio con il progetto Naked:#she
Gabriele Agostini e Marco di Meo con il progetto Terra, luce, carne
Luisa Briganti con il progetto Annuska
Roberta Marsigli con il progetto Closer. An Atrocity Exhibition

Nella sessione Off esporranno:
Silvia Agostini con il progetto: Alfa day portrait
Emanuela Rizzo con il progetto Self portrait

http://www.csfadams.it/novit%C3%A0/prag ... exhibition

https://www.praguefoto.cz/
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