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lucy franco

Ettore Caio ci ha lasciati.

straordinariamente gentile .
02.01.17, 21:47
straordinariamente gentile .
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lucy franco

Marc Riboud ci ha lasciato a 93 anni

È morto a 93 anni il celebre fotografo francese Marc Riboud, dopo una lunga malattia. Ne ha dato notizia Le Monde sul suo sito Internet.


Riboud aveva legato il suo nome ad alcune foto diventate celebri ed era uno dei più prestigiosi esponenti dell'agenzia Magnum. Era noto in tutto il mondo per i suoi reportages.

Dopo studi di ingegneria, Riboud diventò negli anni soprattutto un fotografo di viaggi. Per lunghi periodi si stabilì in India, in Cina (è stato uno dei pochi fotografi europei ad aver raccontato la Cina della rivoluzione culturale di Mao Zedong) e in Giappone e a Cuba, dopo aver coperto le rivolte per l'indipendenza in Algeria e nell'Africa subsahariana. Fu uno dei pochi a compiere reportages nel sud e nel nord del Vietnam alla fine degli anni Sessanta. Tra le riviste che hanno pubblicato le sue foto, oltre a Life, Paris Match e Stern.

Arrivò in breve ai vertici della Magnum, di cui fu presidente dal 1974 al 1976, dove Robert Capa lo prese sotto la sua protezione e Cartier-Bresson gli fece da maestro, e disse di lui: "Ha un compasso negli occhi".
Tre anni dopo lasciò l'agenzia, proclamando di "non amare la competizione per la gloria" .

La sua fotografia più celebre, probabilmente più famosa di lui stesso, la cercò con caparbio intuito il 21 ottobre del 1967, giorno di una grande marcia per la pace a Washington: in mezzo alla tensione del corteo colse con la coda dell'occhio la figura di una ragazza con un vestito a fiori e un fiore in mano che si avvicinava ai militari schierato, la seguì con l'obiettivo continuando a scattare (come la sequenza dei fotogrammi ancora ci racconta) finché al sesto frame colse l'icona: il crisantemo offerto alle baionette.

01.09.16, 09:55
È morto a 93 anni il celebre fotografo francese Marc Riboud, dopo una lunga malattia. Ne ha dato notizia Le Monde sul suo sito Internet.


Riboud aveva legato il suo nome ad alcune foto diventate celebri ed era uno dei più prestigiosi esponenti dell'agenzia Magnum. Era noto in tutto il mondo per i suoi reportages.

Dopo studi di ingegneria, Riboud diventò negli anni soprattutto un fotografo di viaggi. Per lunghi periodi si stabilì in India, in Cina (è stato uno dei pochi fotografi europei ad aver raccontato la Cina della rivoluzione culturale di Mao Zedong) e in Giappone e a Cuba, dopo aver coperto le rivolte per l'indipendenza in Algeria e nell'Africa subsahariana. Fu uno dei pochi a compiere reportages nel sud e nel nord del Vietnam alla fine degli anni Sessanta. Tra le riviste che hanno pubblicato le sue foto, oltre a Life, Paris Match e Stern.

Arrivò in breve ai vertici della Magnum, di cui fu presidente dal 1974 al 1976, dove Robert Capa lo prese sotto la sua protezione e Cartier-Bresson gli fece da maestro, e disse di lui: "Ha un compasso negli occhi".
Tre anni dopo lasciò l'agenzia, proclamando di "non amare la competizione per la gloria" .

La sua fotografia più celebre, probabilmente più famosa di lui stesso, la cercò con caparbio intuito il 21 ottobre del 1967, giorno di una grande marcia per la pace a Washington: in mezzo alla tensione del corteo colse con la coda dell'occhio la figura di una ragazza con un vestito a fiori e un fiore in mano che si avvicinava ai militari schierato, la seguì con l'obiettivo continuando a scattare (come la sequenza dei fotogrammi ancora ci racconta) finché al sesto frame colse l'icona: il crisantemo offerto alle baionette.

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lucy franco

“COMMUNIS” il nuovo progetto di Fc.it, ideato da Eras Peran

Caro Staff di FC, premettiamo che imparare l'ironia non fi farebbe male, rimane il fatto che quando lo staff parla agli utenti può farlo anche con un nome ed un cognome (visto che al di là di ogni retorica, a digitare è una persona sola) pur mantenendo il suo ruolo istituzionale... come d'altro canto d'uso in altri portali più friendly... Così facendo mostra alla comunity di non essere un freddo e distante simbolo che fa cadere gli spottoni dall'alto, generando di conseguenza maggiore empatia e coinvolgimento.
In un periodo in cui la gran parte degli utenti (utenti che per altro hanno pagato parecchio in anticipo un servizio di cui usufruiscono solo parzialmente) si sente abbandonata nell'incertezza, invece di affermare l'ovvio, sarebbe stato gradito che aveste colto l'occasione per spiegare a che punto siate arrivati nel risolvere i disagi... se esiste una previsione di massima in cui torneremo a vedere le foto in maniera decente, se prevedete di rifondere chi è stato danneggiato dalle vostre scelte...
Attenti, non sto sottovalutando il vostro lavoro ne per quanto riguarda la soluzione dei disagi ne per quanto riguarda il progetto specifico... occupandomi di organizzazione in vari campi (da progetti scientifici a quelli fotografici) so bene quanto ci sia da fare in background ma proprio perchè questo lavoro è invisibile, al fine di non surriscaldare animi già parecchio irritati, vi consiglierei di lavorare sulla vostra strategia comunicativa che fin qui si è rivelata alquanto carente.
Una community non è costituita solo dagli amici dello staff! :)
Anch'io mi auguro che presto si possa tornare a parlare di progetti come Communis e di fotografia... ed al contempo mi auguro magari anche di poterlo fare tra persone e non con icone virtuali! ;)
15.06.16, 11:51
Caro Staff di FC, premettiamo che imparare l'ironia non fi farebbe male, rimane il fatto che quando lo staff parla agli utenti può farlo anche con un nome ed un cognome (visto che al di là di ogni retorica, a digitare è una persona sola) pur mantenendo il suo ruolo istituzionale... come d'altro canto d'uso in altri portali più friendly... Così facendo mostra alla comunity di non essere un freddo e distante simbolo che fa cadere gli spottoni dall'alto, generando di conseguenza maggiore empatia e coinvolgimento.
In un periodo in cui la gran parte degli utenti (utenti che per altro hanno pagato parecchio in anticipo un servizio di cui usufruiscono solo parzialmente) si sente abbandonata nell'incertezza, invece di affermare l'ovvio, sarebbe stato gradito che aveste colto l'occasione per spiegare a che punto siate arrivati nel risolvere i disagi... se esiste una previsione di massima in cui torneremo a vedere le foto in maniera decente, se prevedete di rifondere chi è stato danneggiato dalle vostre scelte...
Attenti, non sto sottovalutando il vostro lavoro ne per quanto riguarda la soluzione dei disagi ne per quanto riguarda il progetto specifico... occupandomi di organizzazione in vari campi (da progetti scientifici a quelli fotografici) so bene quanto ci sia da fare in background ma proprio perchè questo lavoro è invisibile, al fine di non surriscaldare animi già parecchio irritati, vi consiglierei di lavorare sulla vostra strategia comunicativa che fin qui si è rivelata alquanto carente.
Una community non è costituita solo dagli amici dello staff! :)
Anch'io mi auguro che presto si possa tornare a parlare di progetti come Communis e di fotografia... ed al contempo mi auguro magari anche di poterlo fare tra persone e non con icone virtuali! ;)
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