Uno spazio per parlare di fotografia: teorie, pratiche, tecniche.
Discussione Ultimo messaggio Riposte / Clic
lucy franco

Fabrizio Bertini è il Fotografo del Mese di Dicembre 2015

è il nostro Fotografo del Mese di Dicembre 2015.

C’è romanticismo, la magnificenza della natura, spesso la ricchezza del dettaglio finissimo: le foto di Fabrizio Bertini diventano riconoscibili, al pari di un’opera pittorica, di una scultura ma anche una poesia o un racconto: espressioni della creatività caratterizzate inequivocabilmente dallo stile dell’Autore.

Tutto questo significa possedere una sensibilità speciale, emotiva, che porta ad avere uno sguardo attento in grado di sollecitare negli altri attenzione, quale che sia lo stile scelto: il b/n piuttosto che il colore, i virtuosismi della digiart piuttosto che la bellezza della semplicità.

Questa, allora, la fotografia creativa, quale “segno” inconfondibile delle immagini di Fabrizio.

Visitiamo ancora una volta, in questa galleria virtuale creata da Fabrizio, le tappe che ha scelto per noi di questo suo percorso, introdotto dalle sue parole, sentite e vere, nello spazio a lui dedicato nella sezione I Fotografi del Mese.

http://www.fotocommunity.it/temi/75-dic ... tini/20144
136 Clics
lucy franco

L'eclettico Man Rey ne "I nostri Maestri"

“Il mio scopo non è mai stato documentare i sogni, ma realizzarli” scrisse l’irrequieto MAN RAY protagonista della nuova scheda nel forum ” I nostri Maestri”

É un errore fotografico a renderlo famoso presso l’alta società parigina. Infatti, fotografando la marchesa Casati in scarse condizioni di luce, ottiene dei negativi sfocati dove però appaiono tre paia di occhi. La marchesa rimane strabiliata dal risultato asserendo che ha ottenuto “il ritratto della sua anima”.

“Fotograferei un’idea piuttosto che un oggetto, ed un sogno più che un’idea.”

E per farlo, artista multimediale, Man Ray inventa e reinventa tutto; là dove la fotografia “classica” non basta ai suoi scopi, egli sviluppa nuove tecniche e procedimenti …

per conoscere, o ri - conoscere Man Ray e le sue innovative fotografie:
http://www.fotocommunity.it/forum/i-nos ... 8#p6040258
126 Clics
lucy franco

Sonja Franceschetti è il Fotografo del Mese di Ottobre 2015

Le fotografie di sono le protagoniste della sezione di Ottobre 2015 a lei dedicata ne : “I Fotografi del Mese”

La traccia sempre visibile di una lucidità di percorso scolpisce il suo testo di presentazione, così come fa il suo b/n per le fotografie: il messaggio arriva chiaro, ma veicolato da una sensibilità e una profondità rara, delicata, vera.

Sonja ci regala, per introdurci nel suo mondo di immaginifiche visioni , passaggi colti, interessantissimi e illuminanti per arrivare a Lei, in una fusione di linguaggi diversi, ma sempre cristallini. La capacità di fondere input di altissima ispirazione ne fa una Autrice che lascia col fiato sospeso, catturando il nostro sguardo, e parlando alla nostra anima.

“ Una piccola Halina per i miei 14 anni e le fotografie sperimentali in
bianco e nero su pellicola , Iso 100 , 400 ..immagini di casa ,
cortili innevati , alberi della mia infanzia del piccolo paese di
provincia nel quale sono cresciuta, come primissimi soggetti di studio
e il primo impatto col mondo della fotografia”

E da lì l’inizio di un viaggio che noi su Fotocommunity abbiamo il privilegio di seguire, e amirare.

“(…) Il tema ricorrente sta nella narrazione della solitudine dei rapporti
umani , e qui “La Notte “ di Michelangelo Antonioni ha fatto strada dal
punto di vista della composizione dello spazio fotografico.
Non uso quasi mai il colore. Le mie fotografie nascono in bianco e
nero. Il colore è percepito come orpello che distoglie l’osservatore
dalla richiesta di elaborazione piu’ profonda dell’immagine. Il bianco
e nero , e per inciso mai il grigio di fatto , mi permette di puntare
dritto al sentimento , al pensiero che voglio esprimere con l’immagine
stessa.

(…) Adoro grandi fotografi come Federico Patellani , Uliano Lucas , Gianni
Berengo Gardin, Robert Frank con “The Americans” , Gordon Park, Paolo
Pellerin, Willy Ronis con le sue “Regole del Caso” . Ho amato “Un Paese
“ di Strand e Zavattini ; rimango affascinata dalla capacita’ di
Pasolini di coniugare la scrittura con le immagini dell’Italia ne “La
lunga Strada di Sabbia” e della sintesi critica presente negli
attualissimi testi di Quentin Bajac “Dopo la fotografia” per intuire
quale sia il destino della Fotografia in senso lato.”

Ma altro ancora ci regala Sonja di sè, attraverso la sua scrittura e la sua magnifica cifra stilistica racchiusa nelle sue produzioni, spesso opere riconosciute a altissimi livelli.

Complimenti!








http://www.fotocommunity.it/temi/73otto ... etti/20116
01.10.15, 08:47
Le fotografie di sono le protagoniste della sezione di Ottobre 2015 a lei dedicata ne : “I Fotografi del Mese”

La traccia sempre visibile di una lucidità di percorso scolpisce il suo testo di presentazione, così come fa il suo b/n per le fotografie: il messaggio arriva chiaro, ma veicolato da una sensibilità e una profondità rara, delicata, vera.

Sonja ci regala, per introdurci nel suo mondo di immaginifiche visioni , passaggi colti, interessantissimi e illuminanti per arrivare a Lei, in una fusione di linguaggi diversi, ma sempre cristallini. La capacità di fondere input di altissima ispirazione ne fa una Autrice che lascia col fiato sospeso, catturando il nostro sguardo, e parlando alla nostra anima.

“ Una piccola Halina per i miei 14 anni e le fotografie sperimentali in
bianco e nero su pellicola , Iso 100 , 400 ..immagini di casa ,
cortili innevati , alberi della mia infanzia del piccolo paese di
provincia nel quale sono cresciuta, come primissimi soggetti di studio
e il primo impatto col mondo della fotografia”

E da lì l’inizio di un viaggio che noi su Fotocommunity abbiamo il privilegio di seguire, e amirare.

“(…) Il tema ricorrente sta nella narrazione della solitudine dei rapporti
umani , e qui “La Notte “ di Michelangelo Antonioni ha fatto strada dal
punto di vista della composizione dello spazio fotografico.
Non uso quasi mai il colore. Le mie fotografie nascono in bianco e
nero. Il colore è percepito come orpello che distoglie l’osservatore
dalla richiesta di elaborazione piu’ profonda dell’immagine. Il bianco
e nero , e per inciso mai il grigio di fatto , mi permette di puntare
dritto al sentimento , al pensiero che voglio esprimere con l’immagine
stessa.

(…) Adoro grandi fotografi come Federico Patellani , Uliano Lucas , Gianni
Berengo Gardin, Robert Frank con “The Americans” , Gordon Park, Paolo
Pellerin, Willy Ronis con le sue “Regole del Caso” . Ho amato “Un Paese
“ di Strand e Zavattini ; rimango affascinata dalla capacita’ di
Pasolini di coniugare la scrittura con le immagini dell’Italia ne “La
lunga Strada di Sabbia” e della sintesi critica presente negli
attualissimi testi di Quentin Bajac “Dopo la fotografia” per intuire
quale sia il destino della Fotografia in senso lato.”

Ma altro ancora ci regala Sonja di sè, attraverso la sua scrittura e la sua magnifica cifra stilistica racchiusa nelle sue produzioni, spesso opere riconosciute a altissimi livelli.

Complimenti!








http://www.fotocommunity.it/temi/73otto ... etti/20116
163 Clics
springrage

Illustrator cs4 file non poteva essere scritta a causa di un

Posizionare il danneggiato file di Illustrator in un nuovo file di Illustrator, è uno dei metodi che possono aiutare

Quando il file .AI è gravemente danneggiata, è possibile fare riferimento a un potente soluzione https://onlinefilerepair.com/it/illustr ... nline.html Illustrator riparazione online

Importante: questa soluzione non funziona se non è stato possibile selezionare Crea File PDF compatibili con Illustrator in formato nativo finestra di dialogo Opzioni al momento di salvare il file originale. Per la piattaforma Macintosh, il danneggiato file di Illustrator possono essere visualizzati in grigio nella finestra di dialogo del luogo, ma sarà comunque in grado di selezionare e metterlo nel nuovo file di Illustrator.

1. In Illustrator, scegliere File > Nuovo.
2. Selezionare le dimensioni appropriate e modalità di colore e quindi fare clic su OK.
3. Scegliere File > Posto.
4. In finestra di dialogo, scegliere Tutti i formati di file di tipo pop-up menu (Windows) o scegliere Tutti i documenti dal menu a comparsa Mostra (Mac OS), scegliere il file danneggiati, quindi fare clic su Salva.
5. Nome e salvare il file.
238 Clics
lucy franco

"BERLIN HAUS SCHWARZENBERG" in 23 immagini la Mostra on Line

"BERLIN HAUS SCHWARZENBERG" è il titolo della Mostra on Line di , un percorso attraverso gli Hackeschen Höfe, cortili interni nel quartiere di mitte, a Berlino est.

Gli Hackeschen Höfe sono cortili interni nel quartiere di Mitte, nella parte est di Berlino. Furono costruiti nel 1904 con l’intenzione di essere un insieme di edifici tra loro comunicanti attraverso dei cortili interni: non c’erano solo edifici residenziali ma anche negozi e laboratori. In questa zona, fino al 1930, prosperavano la vita e gli affari degli ebrei di Berlino, oggi soppiantati dal proliferare di ristorantini patinati e vetrine luccicanti.

Dopo la caduta del Muro vennero ristrutturati ed ora sono una grande attrazione turistica.

Sono 8 cortili che comunicano tra loro, in stile modernista, disegnati dall’architetto berlinese Kurt Berndt. Ma con un'eccezione: al numero 39 della Rosenthaler Straße ci troviamo di fronte a un edificio vistosamente fatiscente.

Haus Schwarzenberg, letteralmente “casa Schwarzenberg”, oggi è uno spazio dedicato all'arte e alla creatività di writer e street artist di tutto il mondo che qui, grazie alla missione dell'omonima associazione che fa capo alla struttura, sanno di potersi esprimere liberamente e lasciare un segno del loro passaggio.

Era il 1995 quando l’Haus Schwarzenberg nasceva con la speranza di coltivare un ambiente sociale collettivo necessario a favorire una creatività libera. Nonostante le visioni fortemente utopiche, il progetto ha attraversato diciotto anni, superando le critiche e, soprattutto, il processo di gentrificazione.

Le pareti, i soffitti, i corridoi, le finestre, le scale, ogni superficie di questo antico complesso racconta un artista.Commistione tra identità specifiche, differenze e senso di comunità sono i valori che hanno caratterizzato la storia di questo luogo, e che oggi continuano ad essere trasmessi attraverso la street art.

Ma se Haus Schwarzenberg è rimasta immune alla gentrificazione che ha progressivamente inghiottito il quartiere ed é diventata uno spazio d'arte “libero”, legale e riconosciuto, il merito è della storia che custodisce, e degli umani eroi che l'hanno scritta.

Uno di questi è Otto Weidt, un imprenditore tedesco che durante la Seconda Guerra Mondiale aprì le porte dell'edificio - al tempo sede della sua fabbrica di spazzole - a decine di ebrei, molti dei quali ciechi o sordomuti, dando loro lavoro e nascondendoli per salvarli dalle deportazioni.

http://www.fotocommunity.it/soggetti/ma ... d=36825009
16.09.15, 18:14
"BERLIN HAUS SCHWARZENBERG" è il titolo della Mostra on Line di , un percorso attraverso gli Hackeschen Höfe, cortili interni nel quartiere di mitte, a Berlino est.

Gli Hackeschen Höfe sono cortili interni nel quartiere di Mitte, nella parte est di Berlino. Furono costruiti nel 1904 con l’intenzione di essere un insieme di edifici tra loro comunicanti attraverso dei cortili interni: non c’erano solo edifici residenziali ma anche negozi e laboratori. In questa zona, fino al 1930, prosperavano la vita e gli affari degli ebrei di Berlino, oggi soppiantati dal proliferare di ristorantini patinati e vetrine luccicanti.

Dopo la caduta del Muro vennero ristrutturati ed ora sono una grande attrazione turistica.

Sono 8 cortili che comunicano tra loro, in stile modernista, disegnati dall’architetto berlinese Kurt Berndt. Ma con un'eccezione: al numero 39 della Rosenthaler Straße ci troviamo di fronte a un edificio vistosamente fatiscente.

Haus Schwarzenberg, letteralmente “casa Schwarzenberg”, oggi è uno spazio dedicato all'arte e alla creatività di writer e street artist di tutto il mondo che qui, grazie alla missione dell'omonima associazione che fa capo alla struttura, sanno di potersi esprimere liberamente e lasciare un segno del loro passaggio.

Era il 1995 quando l’Haus Schwarzenberg nasceva con la speranza di coltivare un ambiente sociale collettivo necessario a favorire una creatività libera. Nonostante le visioni fortemente utopiche, il progetto ha attraversato diciotto anni, superando le critiche e, soprattutto, il processo di gentrificazione.

Le pareti, i soffitti, i corridoi, le finestre, le scale, ogni superficie di questo antico complesso racconta un artista.Commistione tra identità specifiche, differenze e senso di comunità sono i valori che hanno caratterizzato la storia di questo luogo, e che oggi continuano ad essere trasmessi attraverso la street art.

Ma se Haus Schwarzenberg è rimasta immune alla gentrificazione che ha progressivamente inghiottito il quartiere ed é diventata uno spazio d'arte “libero”, legale e riconosciuto, il merito è della storia che custodisce, e degli umani eroi che l'hanno scritta.

Uno di questi è Otto Weidt, un imprenditore tedesco che durante la Seconda Guerra Mondiale aprì le porte dell'edificio - al tempo sede della sua fabbrica di spazzole - a decine di ebrei, molti dei quali ciechi o sordomuti, dando loro lavoro e nascondendoli per salvarli dalle deportazioni.

http://www.fotocommunity.it/soggetti/ma ... d=36825009
147 Clics
lucy franco

"SKELETON BAY" la nuova Mostra on Line, di Paolo Barbaresi

Riprendono le nostre Mostre on Line, e lo spazio a loro dedicato nel canale Soggetti

“SKELETON BAY” è una raccolta di un lavoro più vasto, di prossima visibilità in una Mostra a Bergamo. Intanto qui, su fotocommunity possiamo già osservare il risultato eccellente raggiunto dal nostro amico , in cerca da sempre di un punto di vista differente e, tornando alle origini, di nuovi mezzi espressivi e di ricerca visiva.
Estetica, coraggio, ricerca… in risonanza emotiva che giorno dopo giorno genera visioni.

Skeleton Bay è geografia umana, memoria collettiva, rappresentazione della contemporaneità, ma al di sopra di tutto è un’inquietudine, un andare oltre l’apparenza della normalità per scoprirne un significato meno ovvio, un sentimento che viene metabolizzato divenendo nostalgia.
La figura umana non è quasi mai visibile: i simboli, possono raccontare quanto i volti? Paolo ci insegna che sì, i luoghi a volte sanno essere molto più espressivi e profondi dei volti. E qui siamo in presenza di veri e propri ritratti di un continuo divenire, un movimento non evidente ma palese, un “mondo nel mondo”, in un universo parallelo, dove tracce rese visibili da occhi sapienti ci portano a sognare ad occhi aperti, decriptando ciò che c’è intorno a noi.

Non la realtà, bensì la visione della realtà, la poetica propria e personalissima di un Autore, come in un’opera letteraria, in un lavoro pittorico.
La fotografia per poter comunicare deve necessariamente essere creativa, imparare cosa si ha da dire e trovare i giusti termini per dirlo.
Con arte antica del foro stenopeico e della pellicola washi, Paolo Barbaresi mischia alchemicamente l’imprevedibilità e la fragilità del supporto ottenendo il risultato perfetto dal sapore antico di rarefatta, evocativa bellezza: Skeleton Bay, le tracce visibili di un passato prossimo eloquente e silenzioso, inquietante e malinconico.

http://www.fotocommunity.it/soggetti/pa ... resi/20107
14.09.15, 09:38
Riprendono le nostre Mostre on Line, e lo spazio a loro dedicato nel canale Soggetti

“SKELETON BAY” è una raccolta di un lavoro più vasto, di prossima visibilità in una Mostra a Bergamo. Intanto qui, su fotocommunity possiamo già osservare il risultato eccellente raggiunto dal nostro amico , in cerca da sempre di un punto di vista differente e, tornando alle origini, di nuovi mezzi espressivi e di ricerca visiva.
Estetica, coraggio, ricerca… in risonanza emotiva che giorno dopo giorno genera visioni.

Skeleton Bay è geografia umana, memoria collettiva, rappresentazione della contemporaneità, ma al di sopra di tutto è un’inquietudine, un andare oltre l’apparenza della normalità per scoprirne un significato meno ovvio, un sentimento che viene metabolizzato divenendo nostalgia.
La figura umana non è quasi mai visibile: i simboli, possono raccontare quanto i volti? Paolo ci insegna che sì, i luoghi a volte sanno essere molto più espressivi e profondi dei volti. E qui siamo in presenza di veri e propri ritratti di un continuo divenire, un movimento non evidente ma palese, un “mondo nel mondo”, in un universo parallelo, dove tracce rese visibili da occhi sapienti ci portano a sognare ad occhi aperti, decriptando ciò che c’è intorno a noi.

Non la realtà, bensì la visione della realtà, la poetica propria e personalissima di un Autore, come in un’opera letteraria, in un lavoro pittorico.
La fotografia per poter comunicare deve necessariamente essere creativa, imparare cosa si ha da dire e trovare i giusti termini per dirlo.
Con arte antica del foro stenopeico e della pellicola washi, Paolo Barbaresi mischia alchemicamente l’imprevedibilità e la fragilità del supporto ottenendo il risultato perfetto dal sapore antico di rarefatta, evocativa bellezza: Skeleton Bay, le tracce visibili di un passato prossimo eloquente e silenzioso, inquietante e malinconico.

http://www.fotocommunity.it/soggetti/pa ... resi/20107
139 Clics
lucy franco

Franco Bergamini è il Fotografo del Mese di Settembre 2015

Riprende la nostra rubrica dei Fotografi del Mese, e Settembre verrà raccontato dai paesaggi colti con grande passione dal nostro amico

"(...) un fotografo amatoriale con davanti ancora tanta strada da percorrere" scrive Franco nella sua presentazione, a corredo dello spazio a lui dedicato nel quale possiamo ammirare ancora una volta l'uso della luce e della inquadratura che hanno fatto delle sue fotografie, immagini inconfondibili.

I suoi colori sono cromie naturali, pennellate per quadri di una natura amica, in cui il rosso sconfina nel blu di immensi cieli estivi, e panorami mozzafiato si aprono solo per farsi attraversare nella loro serena quiete, dal nostro sguardo.

Percorriamo ancora una volta le sue fotografie, nella selezione scelta per questa rubrica, e lasciamoci conquistare dal meraviglioso spettacolo del mondo.

http://www.fotocommunity.it/temi/72-set ... mini/20104
205 Clics
lucy franco

Laura Daddabbo è La Fotografa dei Mesi di Luglio/Agosto 2015

La sezione "I Fotografi del Mese" è da oggi arricchita dallo spazio dedicato a , nostra Fotografa del mese di Luglio/Agosto 2015

"(...) Fotografo semplicemente perché ne ho bisogno, mi fa stare bene. Non ci sono astratte ricerche di mezzo, né presunti sogni di gloria. Lo faccio e basta, in modo un po' compulsivo forse. Accumulo quantità d’immagini impensabili, accumulo vita e la stocco in qualche disco esterno con l’illusione di tenere tutto, ricordare tutto, vincere l’oblio. (...) Amo nelle mie fotografie giocare con luci ed ombre, illudermi di mettere in luce quel che è celato o,
viceversa, illudendomi ancor più di nascondere quel che non mi piace, tutto in modo un po'
teatrale, molto bianco e molto nero, così come mi sento in fondo anch’io, senza ambiguità.
Penso non si finisca mai d’imparare, mi piace ascoltare critiche e consigli, seguire il lavoro di altri che ammiro e stimo e circondarmi dei libri dei fotografi che adoro: Bresson, Izis, Trent Parke, Diane Arbus, Hoppè e mille altri perché non c’è fine al numero di stimoli che mi piace avere e perché trovo importante e salutare circondarsi di cultura e bellezza."

Quale migliore presentazione se non le sue stesse parole, di cui leggiamo qui solo un breve estratto, ma rimandiamo per l'intero alla sua sezione, assieme ad una selezione delle sue fotografie, così intense nella loro leggerezza, nella loro verità.

Le sue immagini sono interpretazioni mai scontate della sua "anima bella" intrisa dell'entusiasmo della età dell'oro, dello stupore incessante per un universo che ancora tutto ha da regalare.

Fotografie senza "rumori di fondo" , solo appunti visivi tracciati con la poesia che solo la luce alcune volte, e solo ad alcuni, sa rivelare.

http://www.fotocommunity.it/temi/71-lug ... abbo/20076
01.07.15, 13:12
La sezione "I Fotografi del Mese" è da oggi arricchita dallo spazio dedicato a , nostra Fotografa del mese di Luglio/Agosto 2015

"(...) Fotografo semplicemente perché ne ho bisogno, mi fa stare bene. Non ci sono astratte ricerche di mezzo, né presunti sogni di gloria. Lo faccio e basta, in modo un po' compulsivo forse. Accumulo quantità d’immagini impensabili, accumulo vita e la stocco in qualche disco esterno con l’illusione di tenere tutto, ricordare tutto, vincere l’oblio. (...) Amo nelle mie fotografie giocare con luci ed ombre, illudermi di mettere in luce quel che è celato o,
viceversa, illudendomi ancor più di nascondere quel che non mi piace, tutto in modo un po'
teatrale, molto bianco e molto nero, così come mi sento in fondo anch’io, senza ambiguità.
Penso non si finisca mai d’imparare, mi piace ascoltare critiche e consigli, seguire il lavoro di altri che ammiro e stimo e circondarmi dei libri dei fotografi che adoro: Bresson, Izis, Trent Parke, Diane Arbus, Hoppè e mille altri perché non c’è fine al numero di stimoli che mi piace avere e perché trovo importante e salutare circondarsi di cultura e bellezza."

Quale migliore presentazione se non le sue stesse parole, di cui leggiamo qui solo un breve estratto, ma rimandiamo per l'intero alla sua sezione, assieme ad una selezione delle sue fotografie, così intense nella loro leggerezza, nella loro verità.

Le sue immagini sono interpretazioni mai scontate della sua "anima bella" intrisa dell'entusiasmo della età dell'oro, dello stupore incessante per un universo che ancora tutto ha da regalare.

Fotografie senza "rumori di fondo" , solo appunti visivi tracciati con la poesia che solo la luce alcune volte, e solo ad alcuni, sa rivelare.

http://www.fotocommunity.it/temi/71-lug ... abbo/20076
230 Clics
vers
le haut