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Una storia banale

Tratto dalla raccolta di narrativa
Racconti di gente normale

Titolo: Una storia banale

Mi chiamo Aldo, sono un bel moro, sposato, separato con una figlia di otto che vedo una volta a settimana a week end alterni, la mia città la respiro da quando sono al mondo e quando ancora la bicicletta era il mezzo di locomozione più usato per le consegne a domicilio, mio nonno faceva il lattaio. Mio padre è un ex funzionario dello stato ora in pensione, mia madre lavora ancora alle poste. Diceva sempre, quando veniva a scuola per portarmi la merenda che dimenticavo spesso di mettere nella cartella, “Ognuno di noi al mondo ha il suo bel da fare e tu Aldo devi comportarti da ometto, fare bene i compiti e rispettare le bambine”. Prima che mi imbarcassi nell’avventura a due del matrimonio, la mia, era un’esistenza a forma di triangolo, la percorrevamo tutti insieme in salita. Poi mio padre ha avuto un infarto dal quale non si è più ristabilito perfettamente.
Ricordo che il mio primo bacio l’ho dato ad una bambina di due anni più grande di me, allora avevo dieci anni, una fionda la quinta elementare in tasca, ed ero pronto a baciare l’altra parte del cielo e l’intero universo femminile fino alla fine dei miei giorni. Dopo la maturità mi sono arruolato nell’esercito, volevo essere decorato, salvare la gente, combattere per la pace nel mondo. Durante il periodo dell’addestramento, mentre facevo coriandoli del presente, i miei amici pensavano al futuro e quando in libera uscita andavamo nei locali dove c’era la possibilità di rimorchiare io ero sempre quello che se ne andava via da solo . In quelle occasioni volevo tutto e subito, nell'assurda convinzione che l’uniforme potesse essere una garanzia per qualsiasi tipo di donna. Oggi mi rendo conto del motivo per il quale non mi si filava mai nessuna e, quando uno dei miei amici, calabrese, per scuotermi e farmi reagire mi propose di fare una scommessa, io accettai e fu così che, per la prima volta nella mia vita, riuscii ad ottenere grazie al suo aiuto un appuntamento dalla ragazza più carina della città che poi nel corso degli anni è diventata mia moglie.

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