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Una scritta sul muro

Una scritta sul muro

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Una scritta sul muro

Tratto dalla raccolta di narrativa
Racconti di gente normale

Titolo: Una scritta sul muro

30 agosto 2005.
Protesa com’ero dal finestrino lo vidi subito e sorrisi felice. Lui era sulla piazzola del binario 13 con una rosa in una mano e un cofanetto nell'altra. La sera stessa, a lume di candela, aprii con mani tremanti il prezioso dono di cui intuivo il contenuto. Dentro vi trovai un diamante. Senza proferire parola alla tacita domanda che lui mi fece guardandomi negli occhi, con fare serio quasi compito annuii e per l’imbarazzo abbassai timidamente lo sguardo. Di quella particolare e meravigliosa circostanza, ad oggi, fortunatamente, rimane la consolazione di non essere riuscita a proferire parola. La rappresentazione cristallizzata del più impegnativo degli avverbi di tempo si consumò con una proposta di matrimonio muta. È anche vero che il silenzio a volte conta più delle parole, nel mio caso specifico però se avessi espresso chiaramente al mio futuro consorte i dubbi, i rancori sotterranei e le paure che covavo da tempo nei suoi confronti e in quelli di tutto il parentato, le cose sarebbero andate diversamente.
Ci sposammo in autunno in una chiesa alle porte della capitale d’Italia . Durante il servizio fotografico, a due mani scrivemmo, tra una posa e l’altra, con una bomboletta di colore bianco fornitaci gentilmente dal fotografo, sul muro della villa che avevamo scelto per l’evento, la frase “Insieme per sempre”. Quella scritta da allora nessuno l’ha più cancellata, è ancora lì per dare voce alle promesse reciproche ben sigillate nella bacheca delle speranze di tutti i novelli sposi che fiduciosi si apprestano ad affrontare la quotidianità della convivenza per costruire insieme il binario sul quale far viaggiare di comune accordo sogni e speranze, nel bene e nel male. Se il nostro amore non si fosse sciolto come neve al sole, oggi avremmo festeggiato cinque anni di matrimonio. Probabilmente le fiamme della passione sono state talmente impetuose, potenti e alte, da bruciare e carbonizzare completamente il rapporto che avevamo costruito durante gli anni felici di fidanzamento. Per superare i granitici muri delle nostre incomprensioni facemmo scintille contribuendo, non poco, ad arricchire le motivazioni per le quali siamo poi giunti alla separazione. Evidentemente il destino, con la nostra storia, non ha calcolato bene la lunghezza del binario che quel giorno, alla stazione, ci ha proiettati in un futuro fatto solo di false speranze. Il treno importante lo abbiamo perso per sempre, se fossimo riusciti a prenderlo ci avrebbe portati insieme nel meraviglioso tempo autunnale colmo di colori dai caldi toni arancio della terza età.

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