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Cosa c'è di nuovo?

Mauro Borbey


Pro Membro, Charvensod ( Aosta )

Un lieto ritorno

Le marmotte sono uscite da poco dal loro lungo letargo invernale, trascorso nel buio delle loro profonde tane ( anche sei o sette metri) e con sopra altri due o tre metri di neve, che però le aiutava molto, isolandole perfettamente dalle rigide temperature esterne scese anche fino a - 25 gradi.
Durante il lungo sonno durato ben sei mesi ( sono andate in letargo ai primi di ottobre) la loro temperatura corporea scende da 35-36 gradi a meno di 5 gradi, i battiti cardiaci scendono fino a 5 - 15 al minuto e la respirazione diventa appena percettibile ( gli atti respiratori scendono a 12 - 20 al minuto).
Riescono a sopravvivere grazie alle loro scorte di grasso accumulate durante i mesi estivi. Tutto questo ha davvero dell'incredibile !

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