... Daniele Deriu

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gigi cabiddu brau gigi cabiddu brau Messaggio 16 di 29
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qualche settimana fa abbiamo preso un caffè assieme ... ho poi avuto la fortuna di sentirlo raccontare i suoi lavori .... e mai ho avuto la sensazione che volesse essere più importante delle sue foto .
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 17 di 29
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Citazione: cristian volpara 10.06.16, 22:13Al messaggio citatoL'Arte,infatti,non dovrebbe consolare.
Credo che lui stesso all'interno di questo percorso si sia smarrito,ritrovato e perso ancora.
Questa è la fotografia che non lascia indifferenti.
L'immagine che mina l'anima....per chi ancora ce l'ha,un anima.Non so se è il mio caso....ma davvero nutro rispetto e ammirazione per questo lavoro. E soprattutto per queste Donne...che mi fanno sentire tanto piccolo.


Grazie per queste belle parole, Cristian... non ho mai nascosto le difficoltà che ho avuto nel corso di questi quattro anni. Completare questo progetto mi ha portato a cambiare spesso prospettiva (e non soltanto in ambito fotografico) e soprattutto a saggiare continuamente i miei limiti (che ho scoperto essere numerosi)... difficile dire cosa sarebbe rimasto di questo progetto senza la determinazione e il coraggio di queste donne.
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 18 di 29
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Citazione: gigi cabiddu brau 12.06.16, 00:09Al messaggio citatoqualche settimana fa abbiamo preso un caffè assieme ... ho poi avuto la fortuna di sentirlo raccontare i suoi lavori .... e mai ho avuto la sensazione che volesse essere più importante delle sue foto .

E' interessante notare i commenti delle persone sulla mia pagina fb. Quasi tutti si rivolgono direttamente alle donne. Parlano con loro. Le incoraggiano, le ringraziano... ben pochi si rivolgono a me. E la cosa mi sta benissimo.

Io sono soltanto il Tizio che racconta le loro storie... e che beve un caffè con gli amici. Grazie Gigi.
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 19 di 29
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Citazione: Alessandro Rovelli 11.06.16, 10:15Al messaggio citatoHo conosciuto Daniele sul Web e ci frequentiamo spesso, sono rimasto subito affascinato dal suo stile...anzi direi che ne sono profondamente invidioso :) ...Questa sua serie è di una levatura gigantesca e questa eccellente intervista conferma la sua grandezza...Brave Lucy e Paola e bravissimo Daniele!

Ecco, brave Lucy e Paola... e tu hai davvero poco di cui essere invidioso, mio caro cacciatore di aurore.
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 20 di 29
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Citazione: ann mari cris aschieri 11.06.16, 16:38Al messaggio citatoApprezzo anche molto quello che io interpreto come proposito "compensativo", quasi un impegno da parte dell'Autore-Fotografo a voler restituire seduzione, fascino e autostima a donne ingiustamente deprivate, riuscendo magistralmente nell'intento.
Grazie Lucy, grazie Paola, e un grazie ovviamente a Daniele Deriu per questa emozionante condivisione. CIAo!


Grazie a te per il bell'intervento... è stata mia cura cercare di mostrare quello che io vedevo, senza nessun approccio ti tipo "consolatorio". Per me, queste donne, non sono belle "nonostante" le loro cicatrici. Nessun "nonostante". Le memorie incise sulla pelle ne fanno delle splendide guerriere e ci tenevo che fosse "evidente".
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 21 di 29
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Citazione: EraS Perani 11.06.16, 19:49Al messaggio citatoConoscevo già il progetto di Deriu, ma non conoscevo la persona, questa intervista colma in parte la mia ignoranza, resto sempre dell'idea che confrontarsi a quattr'occhi è la cosa migliore, specialmente quando ci si trova di fronte a un progetto come questo.
Credo che Deriu nel suo transitare nel progetto abbia ricevuto molto da queste Donne, lo si sente, profondamente.
Affrontare un lavoro come questo non è facile, mi piace molto quando dice
Citazione: lucy franco 10.06.16, 19:16Al messaggio citatoNon ho mai permesso a me stesso di essere “impermeabile”, la permeabilità con una macchina fotografica in mano è il valore aggiunto di un Fotografo.
Grazie a Lucy, Paola e Daniele.


Ti ringrazio, EraS...
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 22 di 29
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Citazione: Vincenzo Galluccio 11.06.16, 20:38Al messaggio citatoMi ha toccato il lavoro di Daniele Deriu, non per la sua bellezza o la profondità d'animo mostrata attraverso le fotografie,ma per quelle poche parole pronunciate da Daniele che ho apprezzato e sentite mie per l'assente banalità. Mi sembra di trovarmi di fronte ad un lavoro vero anche se, non me ne vogliate, la fotografia, anche questa fotografia, ha finito per mistificarlo. Io parlo a nome del mio mestiere di medico, in quanto il fotografo ho smesso di farlo da tanto,e la fotografia mi interessa molto meno rispetto ad ieri perché il digitale ha vomitato una quantità di immagini tali che a volte trovare un "Daniele" è come trovare un ago in un pagliaio. Io guardo le foto di Deriu con grande difficoltà, perché gli occhi si sono abituati ad altro in quanto lo sguardo è un gusto malfamato che facilmente può essere mortificato da "cattive visioni"così come accade per il gusto e la "cattiva digestione”.La verità più vera è che le donne, tutte le donne, sono più coraggiose, affrontano il parto in una maniera più serena di quanto lo facciano i loro compagni , si tengono le ferite con più coraggio ma anche con più vergogna . Le donne nascondono le ferite gli uomini tendono a mostrarle, ma solo dopo che son guarite e non più “infette”. Le donne sono più fiere. La donna meno fiera è sempre più fiera dell'uomo più fiero che entra in una sala operatoria. Io non parlo della vita in genere, parlo della vita che si trascorre tra esseri umani, medici e pazienti, in un ospedale che è come un confessionale, dove non si confessano peccati ma solo dolori e, perdonatemi la banalità gioie. Mi è piaciuta quella donna che ha detto "io sono quella da chiamare....quando c'è bisogno”. Ecco io spero, al di là delle chiacchiere e delle belle fotografie, di trovarmi di fronte a persone "da chiamare in caso di bisogno” . Ecco io spero questo ! Vincenzo

Grazie per le preziose riflessioni, Vincenzo... personalmente sono rimasto molto sorpreso quando ho riscontrato interesse da parte dei medici riguardo al progetto. Quasi sconcertato. Sono stato pubblicato due volte in un famoso magazine di medicina scientifica e invitato al convegno annuale di oncologia a Bergamo. Mi hanno spiegato che è in corso (da anni) una sorta di cambio di paradigma che riguarda il rapporto medico-paziente. Ora i medici sono più interessati a conoscere quello che prova il paziente. L'empatia è diventata fondamentale per la cura di quest'ultimo. In qualche modo, quel senso di "distacco" con cui i medici si "proteggono" alla lunga non è efficace e procura ulteriori problemi al paziente. Pensa che bello se "quelli da chiamare", "quelli che comprendono", alla fine, si rivelassero proprio quelli che possono aiutarti davvero.
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 23 di 29
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Citazione: Elvio Bartoli 2 11.06.16, 23:37Al messaggio citatoRacconti che colpiscono duro, non basso ma profondo. I ritratti, che già da soli sono notevoli, danno forza ai testi a corredo e viceversa. Potenza delle immagini e della parola.

Vero. Trovo anch'io che i testi e le immagini siano indivisibili. Grazie Elvio.
gino lom gino lom Messaggio 24 di 29
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Non avevo capito l’importanza del lavoro di Deriu, soprattutto perché ritenevo superfluo rappresentare il dolore derivante dalle cicatrici del corpo e i suoi effetti nell’animo di coloro che di queste cicatrici sono portatori, ritenevo superfluo evidenziare il come la sofferenza possa essere sconfitta dalla voglia di vivere, di esistere e di andare avanti ad onta di difficoltà in teoria insormontabili. Lo ritenevo superfluo perché ero convinto che tutto questo facesse parte dell’esperienza comune (se non personale, di quella di un parente, di un amico, del vicino di casa). Poi ho ricercato le opinioni intorno alla serie “Scars of life”, ed ho scoperto che probabilmente le cicatrici della vita non fanno abbastanza parte dell’esperienza comune, potendo essere percepite con un certo disagio, proprio per timore di quell’empatia tanto auspicata dall’autore, timore cioè di immedesimarsi e comprendere uno stato d’animo sofferente e di non poter reggere l’identificazione che ne deriverebbe. Ed ecco, allora, che la rappresentazione schietta, diretta ed autentica di ciò che si vorrebbe allontanare, unitamente alle testimonianze di forza delle persone che realmente vivono questa verità, squarcia il velo del timore, permettendo all’osservatore di assaporare una sconosciuta energia del vivere che si trasfonde in lui proprio grazie a quell’empatia dalla quale voleva rifuggire.
Bravo Daniele Deriu, e brave Lucy e Paola.
G
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 25 di 29
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Citazione: gino lom 12.06.16, 12:58Al messaggio citatoNon avevo capito l’importanza del lavoro di Deriu, soprattutto perché ritenevo superfluo rappresentare il dolore derivante dalle cicatrici del corpo e i suoi effetti nell’animo di coloro che di queste cicatrici sono portatori, ritenevo superfluo evidenziare il come la sofferenza possa essere sconfitta dalla voglia di vivere, di esistere e di andare avanti ad onta di difficoltà in teoria insormontabili. Lo ritenevo superfluo perché ero convinto che tutto questo facesse parte dell’esperienza comune (se non personale, di quella di un parente, di un amico, del vicino di casa). Poi ho ricercato le opinioni intorno alla serie “Scars of life”, ed ho scoperto che probabilmente le cicatrici della vita non fanno abbastanza parte dell’esperienza comune, potendo essere percepite con un certo disagio, proprio per timore di quell’empatia tanto auspicata dall’autore, timore cioè di immedesimarsi e comprendere uno stato d’animo sofferente e di non poter reggere l’identificazione che ne deriverebbe. Ed ecco, allora, che la rappresentazione schietta, diretta ed autentica di ciò che si vorrebbe allontanare, unitamente alle testimonianze di forza delle persone che realmente vivono questa verità, squarcia il velo del timore, permettendo all’osservatore di assaporare una sconosciuta energia del vivere che si trasfonde in lui proprio grazie a quell’empatia dalla quale voleva rifuggire.
Bravo Daniele Deriu, e brave Lucy e Paola.
G


Ti ringrazio Gino per queste tue parole. Temo purtroppo che siano ancora in pochi, troppo pochi, coloro che danno per scontato alcune cose. Come a suo tempo per la malattia mentale, la Società tende a nascondere sotto il tappeto la sofferenza... una sofferenza che, dici bene, ci riguarda tutti da vicino.
Maricla Martiradonna Maricla Martiradonna   Messaggio 26 di 29
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Un saluto e un benvenuto su fc a Daniele, e un grazie a Lucy e Paola per la sensibilità e l`intelligenza delle loro domande.
Grazie per questo regalo doppio, fotografie e parole nella forma delle didascalie e dell´intervista. Credo che un progetto così delicato e profondo, sincero e toccante, non nasca per caso nella mente del fotografo ma si innesti su un tessuto preesistente e personale di riflessioni e di domande che cercano una risposta. E a volte la potenza di un`immagine, come in questo caso quella, bellissima e poetica, del Kintsugi, può indicare per vie misteriose un percorso da seguire.
Le crepe, i segni di rottura che risplendono nell´oro... Ecco, a me questa serie ha donato questa immagine che non conoscevo, e che d`ora in poi compendierà in sé un agglomerato di tematiche scomode e dolorose: la malattia, lo sgomento nell´improvvisa scoperta della nostra fragilità, la sensazione spiazzante di vedersi cambiare e sentirsi impotenti, estranei a se stessi, nella fatica di assorbire una nuova percezione di sé e di ridisegnare per se stessi i propri contorni. E la paura, l´angoscia, il disagio profondo verso gli altri, verso il futuro, quasi la vita fosse diventata improvvisamente un magma inquietante. Il prima e il dopo, la cesura netta, il rimpianto e la speranza... Tutto questo e tanto altro, adesso, per me è diventato una lunga, sottile striscia d´oro che si dirama, in un suo imprevedibile e inesorabile percorso. Libera.
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 27 di 29
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Citazione: Maricla Martiradonna 12.06.16, 23:07Al messaggio citatoUn saluto e un benvenuto su fc a Daniele, e un grazie a Lucy e Paola per la sensibilità e l`intelligenza delle loro domande.
Grazie per questo regalo doppio, fotografie e parole nella forma delle didascalie e dell´intervista. Credo che un progetto così delicato e profondo, sincero e toccante, non nasca per caso nella mente del fotografo ma si innesti su un tessuto preesistente e personale di riflessioni e di domande che cercano una risposta. E a volte la potenza di un`immagine, come in questo caso quella, bellissima e poetica, del Kintsugi, può indicare per vie misteriose un percorso da seguire.
Le crepe, i segni di rottura che risplendono nell´oro... Ecco, a me questa serie ha donato questa immagine che non conoscevo, e che d`ora in poi compendierà in sé un agglomerato di tematiche scomode e dolorose: la malattia, lo sgomento nell´improvvisa scoperta della nostra fragilità, la sensazione spiazzante di vedersi cambiare e sentirsi impotenti, estranei a se stessi, nella fatica di assorbire una nuova percezione di sé e di ridisegnare per se stessi i propri contorni. E la paura, l´angoscia, il disagio profondo verso gli altri, verso il futuro, quasi la vita fosse diventata improvvisamente un magma inquietante. Il prima e il dopo, la cesura netta, il rimpianto e la speranza... Tutto questo e tanto altro, adesso, per me è diventato una lunga, sottile striscia d´oro che si dirama, in un suo imprevedibile e inesorabile percorso. Libera.


E' vero, Maricla... le domande di Lucy e Paola sono state di quel genere che ti costringe, una volta di più, a riflettere sul tuo lavoro e su quello che sei. Per il resto, adoro la tua "lettura". Grazie a te.
ilmondodieLIOT ilmondodieLIOT   Messaggio 28 di 29
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A volte trovi uomini che hanno cuore di donna, io sono certa che tu appartenga a uno di loro.

Non so perché ma il tuo lavoro fotografico mi ha ricordato la poesia “Piccolo valzer viennese” del Lorca tradotto e cantato tra l’altro anche da Leonard Cohen.

https://youtu.be/ytdjYjM-cLg

Grazie per questo lavoro tra il dolore e la speranza.
Daniele Deriu Daniele Deriu Messaggio 29 di 29
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Citazione: ilmondodieLIOT 30.07.16, 19:24Al messaggio citatoA volte trovi uomini che hanno cuore di donna, io sono certa che tu appartenga a uno di loro.

Non so perché ma il tuo lavoro fotografico mi ha ricordato la poesia “Piccolo valzer viennese” del Lorca tradotto e cantato tra l’altro anche da Leonard Cohen.

https://youtu.be/ytdjYjM-cLg

Grazie per questo lavoro tra il dolore e la speranza.


Grazie a te per questa pregevole citazione musicale (che riascolto dopo tanto tempo, ri-scoprendola)... lo apprezzo.
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