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Daniele Aulenta


Free Account, milano

Commenti 7

  • Ida M. 16/03/2006 17:42

    Non credo,in base alla mia esperienza,di poter esprimere un giudizio tecnico sull'immagine,ma un pensiero,un opinione si....mi piace molto.!Sembra una ripresa in soggettiva di due persone che ballano o che parlano.Mi diverte molto!
  • Roberto Russo 15/03/2006 11:15

    E' stato interessante assistere alla discussione che avrebbe meritato forse una foto più adeguata al livello della tiritera fra marco e luca.
    Sono daccordo invece con l'opinione espressa dall'autore, sulla casualità e sulla soggettivita del fotografo.
    Forse siamo giunti ad un punto in cui tutto è immagine ? tutto è fotografia? non lo so.E' evidente che siamo in una condizione di super esposizione di immagini e che non si riesce più a trovare il bandolo della matassa.
    So solo che al di la degli stili, dei modi di guardare, della rappresentazione più o meno originale , la Fotografia deve comunicare qualcosa: un sentimento una irritazione, comunque uno stato d'animo, resta ovvio che l'emozione, se ne si è degni, la si prova davanti al sorriso di un bambino che torna a casa con la cartella, un tulipano in un vaso su cui si poggia un raggio di sole, il viso di una donna amata, una nuvola sopra una casa, e così via, cose semplici ma vere, ecco con questo voglio dire che se c'è qualcosa di vero nelle foto di Daniele questo prima o poi uscirà fuori e noi saremo i primi a coglierne i frutti.
  • Vittorio Dercole 01/03/2006 8:01

    Esprimo solidarieta con Daniele,anche io condivido lo stile "casual"(scatta in qualsiasi modo ma scatta)
    A volte si riesce a cogliere quell'attimo di vita che e' sempre difficile fermare.Questa foto ne e' l'esempio piu' lampante.Ottima nell'espressione,meno nella forma.





  • Daniele Aulenta 28/02/2006 23:37

    ciao luca, maricla. capisco la vostra perplessità che è presto spiegata. la foto non è frutto di un ragionamento nella costruzione e nella realizzazione, è frutto di un impulso è il risultato del mio desiderio di impadronirmi di quel sorriso che tanto mi ha affascinato. Indubbiamente ne risentono messa a fuoco e inquadratura decisamente approssimativi.
    Marco, capisco perfettamente quello che hai scritto, anche perchè si avvicina molto a quello che ho provato io guardando per la prima volta la foto. una realizzazione casuale, un inquadratura inusuale una errata messa a fuoco e uno sfondo nero che però si adattano perfettemente alla situazione. guardando la foto ho rivisto quel sorriso, lo stesso sorriso che hai visto anche tu... ; )
  • Maricla Martiradonna 23/02/2006 8:27

    Luca, una critica motivata e analitica fa parte dello spirito della fotocommunity, i commenti sono fatti di parole e le parole siamo noi ad usarle, possono avere un suono e un tono anche loro, dipende da come siamo noi che le usiamo. La sgradevolezza, a mio parere, è nel dire: "mah..." o "non mi dice niente" e simili, punto e basta. Non ha senso, semplicemente. Sulla foto io ho un'idea a metà tra la tua e quella di Marco: mi piace il taglio e l'idea ma penso che se la ragazza fosse stata più a fuoco l'idea sarebbe stata realizzata meglio. Daniele, ora tocca a te...
  • LUCA FERSINI 22/02/2006 10:11

    Concordo sul fatto del giudizio/parere, hai perfettamente ragione che tutto quel che scriviamo sono opinioni e per questo opinabili. Vorrei anche premettere che non era un commeto arrogante o presuntuoso il mio anche se potrebbe risultare per la natura del web, fredda e distaccata, magari nell'intercorrere di una telefonata il tono avrebbe evitato questa premessa.
    Sul fatto che questa foto ti evochi quelle sensazioni non è messo in discussione ma il fatto sta se tutto quel che ti evoca è supportato da quel che vedi. Una cosa è la fantasia e un'altra è la fotografia. Una foto evocativa parte dal principio che devo scrutare, osservare, percepire il soggetto, qui l'uso della messa a fuoco in una zona non pertinete non mi aiuta pure i toni di grigi così piatti mi scollegano dal pensare alla solarità e dinamicità del soggetto. E' un confine stretto di difficile distinzione da quel che si vede e quello che si pensa di vedere.
  • LUCA FERSINI 22/02/2006 9:33

    Devo essere sincero, mi sono soffermato incuriosito dal commento di Marco. Guardo guardo guardo e cerco per lo più di capire cosa lo aveva spinto nel dire "bellissima", perchè mi piace partire dal presupposto che sono io che non vedo. Però più la guardo e più posso aprezzare il bel sorriso e le forme gradevoli del soggetto, ma ..... perchè sia stata fatta la fotografia mi risulta difficile capire. E' sicuramente inusuale un taglio del genere, anche la messa a fuoco sulla spalla invece che sul sorriso mi rende perplesso per non parlare di tutta la metà del lato destro completamente nero e senza informazioni utili per una ragionata composizione. Forse mi manca il background dell'autore e qui magari il mio "non capire", aspetterò.