Rimuovere la pubblicità? Diventa adesso Premium!
... l'orologio della piazza

... l'orologio della piazza

1.277 6

Sandro Cherenti


Free Account, iglesias

Commenti 6

  • Antonio Locci 23/08/2009 16:49

    Chi avrà le chiavi di quel lucchetto? E soprattutto, riuscirà a farle girare in quella serratura ormai provata dal passare del tempo?
    Comunque complimenti, una bella foto. Un saluto.
  • efisio lai 31/08/2008 19:24

    Bellissima,mi ricorda il titolo di una vecchia canzone degli anni 70,complimenti.
    efisio
  • Carlo Esposito 27/08/2008 23:51

    Semplicemente perfetta Sandro!
    Mi ricorda l'orologio che mio nonno portava appeso con una catenella ai pantalloni.
    Ottima immagine piena di ricordi e tecnica fotografica .
    Complimenti !
    Carlo
  • Eliseo Gutiérrez 26/08/2008 17:06

    Poética reflexión del tiempo, genial....¡¡¡¡¡
  • Fabio Stori 25/08/2008 15:23

    Fu l'anno 1928 quando Italo Ragazzola rinnova i locali della gioielleria sita in piazza Lamarmora che, nel 1902, rilevò da un altro gioielliere, Gabriele Bruneri, creando una facciata classica a "mascheroni" e l’orologio da tasca pendulo e funzionante.

    Ottant'anni dopo quell'orologio è ancori lì a testimonianza del periodo di espansione economica che Iglesias conobbe in quelli anni grazie al boom dell’industria estrattiva mineraria.

    E' un vero peccato che il 31/12/2007 la ditta Ragazzola abbia deciso di decretare la chiusura dell'attività conosciuta da generazioni di Iglesienti.

    Grazie Sandro per aver consegnato alla memoria fotografica collettiva uno spaccato della nostra storia cittadina.

    Fabio
    Oltre un secolo di storia... ci lascia.
    Oltre un secolo di storia... ci lascia.
    Fabiola Franchi

  • Domenico Sedona 25/08/2008 12:18

    A questa foto voglio dedicare una poesia
    Sperando che sia gradita:
    L'orologio
    L'horloge
    di Charles Baudelaire


    L'orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,
    ci minaccia col dito e dice: Ricordati!
    I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore
    pieno di sgomento come in un bersaglio;

    il Piacere vaporoso fuggirà nell'orizzonte
    come silfide in fondo al retroscena;
    ogni istante ti divora un pezzo di letizia
    concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.

    Tremilaseicento volte l'ora, il Secondo
    mormora: Ricordati! - Rapido con voce
    da insetto, l'Adesso dice: Sono l'Allora
    e ho succhiato la tua vita con l'immondo succhiatoio!

    Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!
    (La mia gola di metallo parla tutte le lingue).
    I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe
    da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

    Ricordati che il tempo è giocatore avido:
    guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.
    Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!
    L'abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

    Presto suonerà l'ora in cui il divino Caso,
    l'augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,
    lo stesso Pentimento (oh, l'ultima locanda!),
    ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!


    Horloge! dieu sinistre, effrayant, impassible,
    dont le doigt menace et nous dit: Souviens-toi!
    Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d'effroi
    se planteront bientôt comme dans une cible;

    ainsi qu'une sylphide au fond de la coulisse;
    chaque instant te dévore un morceau du délice
    à chaque homme accordé pour toute sa saison.

    Trois mille six cents fois par heure, la Seconde
    chuchote: Souviens-toi! - Rapide, avec sa voix
    d'insecte, Maintenant dit: le suis Autrefois,
    et fai pompé ta vie avec ma trompe immonde!

    Remember! Souveniens-toi! prodigue! Esto memor!
    (Mon gosier de métal parte toutes les langues).
    Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues
    qu'il ne faut pas lâcher sans en extraire l'or!

    Souviens-toi que le Temps est un joueur avide
    qui gagne sans tricher, à tout coup! c'est la loi.
    Le jour décrôit; la nuit augmente; souviens-toi!
    Le gouffre a toujours soif; la clepsydre se vide.

    Tantôt sonnera l'heure où le divin Hasard,
    où l'auguste Vertu, ton épouse encor vierge,
    où le Repentir même (oh! la dernière auberge!),
    où tout te dira: Meurs, vieux lâche! il est trop tardI
    Grazie Sandro per avermi dato l'occasione di rileggere
    questa poesia