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homo faber fortunae suae

homo faber fortunae suae

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homo faber fortunae suae

Questo progetto, è un omaggio ai grandi pittori classici, i pionieri, a mio avviso, dello "still life fotografico". Per la prima volta, a partire dalla fine del '500, sono riusciti ad imporre una "rappresentazione autonoma di cose inanimate". Dapprima, infatti, gli oggetti, avevano una funzione "riempitiva" di spazi all'interno delle opere. Erano messi in secondo piano come "accessori ornamentali" in scene in cui il protagonista era l'uomo e la sua storia.
Oggi, grazie a pittori come Ludger tom Ring, Vincenzo Campi, Giuseppe Arcimboldi e via via, fino a Caravaggio e oltre, possiamo considerare la natura morta o Still-life, non più un "genere minore" ma un "mondo" che escludeva ed esclude ancora oggi la presenza dell'uomo, assegnando la priorità alle cose inanimate e agli elementi naturali, evidenziando le loro proprietà: volumi, forme, materia, colore erelazione alla luce.

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