... Aldo Feroce

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Maricla Martiradonna Maricla Martiradonna   Messaggio 1 di 23
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Aldo Feroce è una persona pura. E lo è anche la sua fotografia. Semplice, forte, dal sapore antico.
Aldo è riuscito a trasportare nel digitale il carattere classico e senza tempo dell'analogico, la sua fragranza.
Sa ritrarre le persone, coglie la loro "verità": un sorriso, o un'ombra, lo sguardo in macchina ed ecco un volto che ci emoziona, perché racchiude la sua vita nei suoi occhi.
Aldo ha girato il mondo con la sua macchina fotografica, e ovunque (India, Brasile, Argentina, Cuba, Ghana, ...) ha scelto di raccontare la vita difficile, la sofferenza, la fatica. Ricordo qui, en passant, un suo drammatico reportage dedicato ai lavoratori di Mumbai e alle loro condizioni al limite dell'umano:
http://blog.fotocommunity.net/it/2012/0 ... libro.html

E' anche affascinato dalla danza, dalla figura umana: le sue fotografie di ballerini trasmettono l'alchimia che si crea tra il corpo dell'artista e la musica, le sue fotografie di nudo hanno gran classe, ma sanno preservare ed esprimere la naturale vitalità e forza delle donne ritratte. La loro "verità". Anche in questo caso.


# 35 # 35 Aldo Feroce 27.01.12 19


#14 #14 Aldo Feroce 10.01.12 16


Monsone # 4 Monsone # 4 Aldo Feroce 26.09.11 20


#0005# #0005# Aldo Feroce 18.04.11 9


#0004# #0004# Aldo Feroce 09.04.11 22


Dobi Ghat Dobi Ghat Aldo Feroce 23.07.11 16


Monsone # 7 Monsone # 7 Aldo Feroce 26.08.11 17


Giovanni Giovanni Aldo Feroce 09.01.10 17


i ragazzi della Boca i ragazzi della Boca Aldo Feroce 22.01.10 21


julio # 2 La foto non è stata votata per la galleria julio # 2 Aldo Feroce 11.05.09 39
Maricla Martiradonna Maricla Martiradonna   Messaggio 2 di 23
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#4# La foto non è stata votata per la galleria #4# Aldo Feroce 02.03.11 104


Dobi Ghat -Agra- Dobi Ghat -Agra- Aldo Feroce 09.11.11 12


cuba # 23 cuba # 23 Aldo Feroce 21.02.09 17


Around Accra #12 La foto non è stata votata per la galleria Around Accra #12 Aldo Feroce 23.03.09 114


mira La foto non è stata votata per la galleria mira Aldo Feroce 07.02.10 48


untitled La foto non è stata votata per la galleria untitled Aldo Feroce 30.12.09 29


1981 1981 Aldo Feroce 27.06.09 20


#11 #11 Aldo Feroce 17.09.09 7


untitled untitled Aldo Feroce 01.02.10 30
Maricla Martiradonna Maricla Martiradonna   Messaggio 3 di 23
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D. Il tuo primo incontro con la fotografia.

R. Il mio primo incontro con l'importanza della fotografia nacque in una vacanza: avevo 19 anni, era l'anno 1978 e avevo appena comprato una Zenith russa quando un uomo mi fece entrare nel mondo magico della pellicola, incuriosendomi, tra camera oscura e diaframmi. TornaTo a casa iniziai questo meraviglioso viaggio.


D. Hai realizzato a Buenos Aires nel 2011 una stupenda serie,
"Tangueros", in 17 fotografie. Lì hai fermato un momento magico ed emozionante, carico di elettricità. Qual è la sua genesi?

Tangueros #2 Tangueros #2 Aldo Feroce 05.12.11 11


Tangheros Tangheros Aldo Feroce 07.01.11 16

R. Tornai in Argentina, uno dei paesi che amo maggiormente, e andai a cercare Julio e Ector nella stazione di Retiro. Loro erano stati i veri artefici di un progetto sui pulitori della città, i "cartoneros". Volevo rendergli le foto che avevo preparato e mangiare con loro, purtroppo non li trovai. Per una settimana intera andai alla Boca, ogni giorno notavo qualcosa, eppure il posto era sempre lo stesso. Tra un bicchiere di cerveza ed una chiacchiera avevo incontrato Juan (Giovanni), un italo-argentino che mi parlò della sua vita... mentre intorno a noi dei giovani ballavano il tango: movimenti di passione che sembrava volessero raccontare di un amore travolgente, scarpe lise, visi scavati... Ero totalmente preso, non riuscivo ad andar via da quel posto.


D. Ricordo con ammirazione un tuo bellissimo ritratto del poeta argentino Mario Trejo, pubblicato in due versioni su fotocommunity: raccontaci del tuo incontro con lui.

Mario Mario Aldo Feroce 19.12.09 9


"Senza Titolo" di Aldo Feroce "Senza Titolo" di Ald… fotocommunity.it 06.12.09 12

R. Andammo io ed Enrico, un mio amico di Bologna, a casa di Mario Trejo, non sapevo chi fosse. Viveva e vive in un appartamento alla periferia di Buenos Aires molto dignitoso, lui poeta, sceneggiatore, scrittore, amico di Pasolini e Bertolucci, con il quale collaborò per alcune sceneggiature. Molto ammalato, ma ancora con una voglia di vivere incredibile, volle portarci a vedere uno spettacolo di musica di tango e nel mezzo della serata il cantante annunciò la nuova canzone: "Il pajero perdito". Ci fu un attimo di silenzio, poi disse che aveva l'onore di cantare la canzone di fronte all'autore del testo, musicato da Astor Piazzolla...! Oddio, che tensione" Mario piangeva ed accarezzava Fernanda, io fotografavo le sue mani e i suoi occhi nascosti dagli occhiali.
Mario non vuole parlare dei momenti in cui una intera generazione del popolo argentino fu fatta sparire, come se lui avesse rimosso. Gli chiesi il perché, e lui: "Voglio parlare solo di AMORE...". Ci sentiamo ogni tanto, ed ogni volta suscita in me emozioni forti.


D. Come descriveresti l'Aldo Feroce fotografo?

R. Descrivermi sarebbe difficile, ad una persona è stato semplice farlo, Carlo Atzori . Io lo condivido in pieno e lo ringrazio:
"Aldo è una persona molto complessa nella sua infinita semplicità, la sua sensibilità ed umanità lo porta ad aiutare e capire quelle persone che stanno al limite della società e che vivono di stenti e sofferenze. Aldo ed il suo mondo fotografico fatto di persone, di volti e sguardi, di occhi che chiedono un senso a questa vita, e le risposte sono nelle emozioni che le sue foto ci regalano. Un mondo fatto di dignità, anche se queste persone vivono nella povertà più assoluta, ed ogni gesto diventa un aquilone dove poter portare nel cielo la speranza. La sua sensibilità che diventa solidarietà umana, una carrellata di ritratti intensi, veri e vissuti. Una storia fotografica, l’amore per la vita, il ricordo che si interseca con quel modo particolare di raccontare e di raccontarsi, senza pregiudizi o preconcetti, semplicemente, intensamente. Aldo che viaggia attraverso le realtà più povere e riesce a restituirci mondi lontani che spesso pensiamo non ci appartengano ed una volta entrati in questi occhi, in questi sguardi, in questi volti, non li scorderemo mai più" (Carlo Atzori).


D. Cosa, nel mondo, nella vita dell'uomo, rifiuteresti di fotografare?

R. I momenti di gioia o di morte secondo me vanno a braccetto, non esiste un'etica dalla quale dobbiamo eclissarci. Certo, se dovessi trovarmi di fronte ad un improvviso soccorso non esiterei un solo secondo. Una foto può offendere solo se collocata male.


D. Hai realizzato reportage in India, a Cuba, in Ghana, in Brasile, in Argentina, … Hai mai vissuto momenti di pericolo, di paura?

R. Più che reportage i miei sono "racconti". Nulla di pericoloso, non credo di aver mai realizzato qualcosa di particolare, cerco di farlo potendo raccontare tra una mia emozione anche qualcosa che ho davanti.
In Ghana ad esempio andai ingaggiando una persona, che pagai per farmi da scorta e da guida. In un villaggio ci fu una discussione, c'era spaccio di stupefacenti e qualcuno si era alterato, lui per difendermi venne quasi alle mani, lo portai via dicendomi che non mi interessava, insomma capitai al posto sbagliato involontariamente. Così come in Argentina in pieno centro a Buenos Aires un ragazzino di 15 anni mi disse che dovevo dargli 200 pesos e che lui aveva una pistola... Mai reagire, non serve. Enrico gli allungò 20 pesos e la storia fini così. Incidenti di percorso che possono succedere a Roma, Napoli e Milano.


D. Sei con noi dal 2008: il tuo bilancio.

R. Nel 2006-2007 iniziai un'esperienza in rete, e saltando tra un forum di fotografia e l'altro entrai in fc. Non sono mai stato un utente attento e costante, ho sempre cercato di essere obiettivo nel dare collaborazioni, sono stato ripagato da belle amicizie di cui sono fiero.
Con l'arrivo del 2009 la mia vita cambia notevolmente: a 52 anni termino di andare in giro per il mondo a portare persone da un posto ad un altro e mi ritrovo anzitempo a casa senza un lavoro. Fu un duro colpo.
La fotografia mi aiutò molto, cambiò notevolmente il mio rapporto con lei.
Iniziai a fotografare andando per temi. Gli anni di lavoro non andarono persi, tornai a cucire tutti gli attimi vissuti cercando di poterli realizzare in uno o più progetti fotografici.


D. Attraverso la tua presenza qui, vorrei ricordare il nostro Mauro Moschitti , a cui eri profondamente legato. Siete stati insieme in India, con Barbara Orienti . Avete condiviso momenti importanti. Concludiamo la nostra conversazione con un pensiero per lui: un ricordo tuo speciale di quei giorni in India.

R. Ero appena tornato dall'India quando Barbara mi chiese se mi andava di tornare... Le dissi di sì, anche se secondo me eravamo troppi. Partimmo io, Barbara e Mauro.
Mauro poteva essere cittadino del mondo! Si adeguava ad ogni lingua, parlava tutte le lingue senza conoscerle... Attraverso gli occhi ed il labiale, lui comunicava con tutti.
Non mi fu difficile convivere con lui. Mi prendeva in giro, perché non faceva in tempo a dirmi qualcosa in stanza che io già dormivo! e concludeva: "Buonanotte Aldo!".
Non pensava di trovare tanta solidarietà in India, credeva che gli homeless fossero lasciati al loro destino... Il suo cuore già grande si gonfiò ulteriormente dopo quell'esperienza. Rimase fulminato ad Agra: quel posto lo aveva conquistato e voleva tornare... Non so quanti bambini si portava dietro, non lesinava un sorriso a nessuno...
Maricla Martiradonna Maricla Martiradonna   Messaggio 4 di 23
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Che bella conversazione, vero?

Aldo aspetta ora le vostre domande.

A sabato prossimo, con lucy franco
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 5 di 23
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Qui siamo di fronte ad un grande artista che ammiro da tanto e che ho avuto occasione di incontrarlo anche in altri lidi,ammiro la sua fotografia seria e precisa.
La mia domanda è questa:
Che differenza hai trovato nel passaggio dall'analogico al digitale?
Grazie.
Carlo Atzori Carlo Atzori Messaggio 6 di 23
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Ciao Aldo, prima di tutto grazie per aver citato un mio commento al tuo modo di fotografare, questo mi riempie il cuore di gioia perchè sei, per me, da sempre, un maestro vero, che con umiltà e serietà hai sempre cercato il linguaggio fotografico e il tuo stile, la classe ed il talento non si discutono...
Una mia semplice domanda:
hai mai avuto problemi nel fotografare una persona a distanza ravvicinata?? Per problemi intendo reazioni di qualcuno che stava là vicino.....so che non sempre è facile fare fotografie in certe parti del mondo...

Carlo Antonio ATZORI
Aldo Feroce Aldo Feroce Messaggio 7 di 23
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Ciao Paolo, si soprattutto all'inizio molta,venivo dalla camera oscura e mi portai dietro quell'esperienza per fortuna,l'inizio fu drammatico perche'sebbene fare camera oscura in camera chiara presuppone che tu sei a conoscenza di un linguaggio informatico. Investii nel tempo notturno dove per motivo di fuso orario ero sveglio e così recuperai pareggiando il conto.Naturalmente da una parte si iniziava la strada del photoshop dall'altra si intervallavano i prototipi di reflex che agli inizi erano terribili-
Oggi abbiamo buoni file ,solo che vedo molta tendenza a "forzare" troppo rendendo le foto molto spesso fuori dai canoni
Aldo Feroce Aldo Feroce Messaggio 8 di 23
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Carlo sono onorato per le cose che mi scrivesti e che custodisco gelosamente, non mi sarei permesso di proporlo se non trovassi una identita' in quella immagine che descrivi,a volte puo' essere timidezza ,ma non nascondo di riconoscere le tue parole in quello che ho dentro.
Ti ringrazio per la domanda che mi fai in quanto mi ha messo in crisi ultimamente. l'ottica che predilico è quella corta, quella che mi permette di stare a pochissimi vm dal soggetto.
è vero ho fotografato molti soggetti e situazioni "facili" in tanti casi soprattutto quando ero solo la situazione è stata piu' simpatica, la fretta non c'è ,in India ad esempio nessuno ha fretta, nessuno pensa di allontanarsi o di allontanarti......in Argentina ho dedicato piu' tempo ed è stato anche piu' interessante...solo una volta a Shangai feci la cavolata della mia vita:scattai a tradimento,non so cosa mi prese ma mi resi subito conto della cavolata, naturalmente quella foto non la cancello e la guardo spesso per guardarmi gli occhi della donna.Tornando a lla tua domanda, il problema che ho oggi è quello di non interagire qui a casa mia con realta' sociali in difficolta'. Sto cercando di farlo, anzi sono gia' partito, anche se uso il telefono come strumento fotografico poiche' non mi fido ne tantomeno mi sento sicuro.
Questo modo sta stravolgendo un attimo il mio modo di fare, non ci sono occhi, ma sagome, quello che manca al momento è interagire cosa che con Julio e Ector feci, qui non mi riesce



Messaggio Modificato (20:14)
Santino Mineo Santino Mineo Messaggio 9 di 23
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#10 #10 Aldo Feroce 05.03.09 28


s.t. La foto non è stata votata per la galleria s.t. Aldo Feroce 30.03.09 120

Non ho domande ma solo tanti complimenti.
In quei due esempi che ho postato, questo è il mio modo di vedere il nudo.
Bravo per i tuoi racconti e per quella breve esperienza di nudo:-)
Peccato.
Aldo Feroce Aldo Feroce Messaggio 10 di 23
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i nudi Santino furono casuali, a voce saprai anche il perche' !!! mi sono ripetuto ma non c'era feeling
Santino Mineo Santino Mineo Messaggio 11 di 23
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Cmq in parole povere....ottimi lavori.
bravo.
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 12 di 23
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In molte tue immagini spingi in avanti il micro contrasto e l’acutanza intesa come variazione di contrasto tra due parti differenti della stessa immagine con interventi corposi, o almeno credo, di postproduzione digitale. non entro nel merito di questa prassi che non adotto ma ti pongo una domanda che nasce dalla visione delle tue fotografie soprattutto di quelle che hanno una forte presenza umana: non credi che al dramma, o presunto tale, l’aggiunta di “teatralità” possa spingere l’esegesi critica sui binari della semplice lettura della qualità percettiva e consentimi “grafica” del soggetto ripreso a scapito di una analisi più approfondita non della situazione raffigurata o del contesto socio-culturale che a mio avviso dovrebbero essere estranei al dibattito fotografico, ma del valore documentaristico della fotografia? In altre parole esasperare certi aspetti dell’immagine non credi che semplifichi la vita della fotografia?
laura fogazza laura fogazza Messaggio 13 di 23
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immagini splendide e umane quelle di Aldo Feroce...così come la persona...con la quale ho avuto modo di colloquiare qualche volta qui su fc...

grazie di tutto...
laura
Aldo Feroce Aldo Feroce Messaggio 14 di 23
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leggo che ritieni che io spinga "troppo" con l'intervento postproduttivo nelle mie immagini e ti ringrazio perche' dovro fare attenzione maggiormente.
Non perdo molto tempo nella postproduzione,quello che dici lo condivido,e lo traduco a parole mie.
La foto quanto piu' sporca è meglio è in certi casi.
Non faccio quasi mai crop ,nel b.n uso il plugin silver con effetto Holga (quello che mi soddisfa maggiormente) .
per il colore a secondo quale sensore uso,se uso S5 i colori sono piu' pastellati se uso d700 i colori piu' caldi e duri.
è vero ultimamente ho usato alle foto toys analogic per dare un colore + acido ,su questo potremmo perderci ,non dragonizzo ne faccio HDR non mi piacciono, quasi sempre uso focali corte a quasi tutta apertura ,ho una ampia gamma di pdf e un bello stacco, il contrasto credo sia necessario(non parlo di maschera di contrasto) altrimenti il digitale verrebbe troppo slavato.
Per quanto riguarda la citazione del drammatico, lo toglierei del tutto, non ho mai fatto foto drammatiche
grazie Aldo
Aldo Feroce Aldo Feroce Messaggio 15 di 23
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grazie a te Laura
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