Un giorno qualsiasi, una città qualsiasi, una piazza qualsiasi, una vita qualsiasi.....(RELOADED)

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Carlo Atzori


Premium (Pro), Simaxis (Oristano)

Un giorno qualsiasi, una città qualsiasi, una piazza qualsiasi, una vita qualsiasi.....(RELOADED)

http://www.youtube.com/watch?v=3eoW2WRepCI

Lettera, vera, di una pensionata di 74 anni:
«Egregio Presidente del Consiglio,

è la prima volta che Le scrivo, ma non si preoccupi: non voglio chiederLe nulla. Lei in realtà mi dovrebbe tutto, visto che il Suo mestiere di premier sarebbe provvedere a noi italiani, specie a quelli che sono ultimi o penultimi.
Io sono anziana, pensionata minima, calabrese; dopo di me ci sono forse solo gli invalidi, gli anziani non autosufficienti, le mamme single extracomunitarie. O forse no: la linea degli ultimi non si vede mai con chiarezza, ma in compenso si vede molto bene la linea dei primi.
Per carità, non pensi che sono invidiosa: ho capito che non abbiamo le stesse idee su cosa significa essere felici e fortunati, io e Lei (lo sa che siamo coetanei? Anch'io ho 74 anni. Però, a differenza di Lei, io sono giovane sul serio: è una questione di cuore, di anima e quindi di pelle, e non posso spiegarglieLa a parole Sue).
Le scrivo per dirLe che ho sbagliato. Credevo, in questi 74 anni, d'aver costruito un altro Paese. Un Paese che non ha paura della realtà, tanto da nascondersi nelle bugie e nella tivù. Un Paese che non ruba ai vecchi per non dare ai giovani. Un Paese dove le donne vengono riconosciute per quello che sono: i pilastri e il sale della Terra.
Ho sbagliato e, a differenza di Lei, mi prendo le mie responsabilità: mi dimetto da cittadina di questo Suo Paese.
Probabilmente non ho lottato abbastanza, visto che le regole in cui credevo non valgono più nulla, e Lei offende ogni giorno la mia intelligenza pretendendo che creda a ogni menzogna perché Lei “è stato scelto dal popolo”: io sono il popolo, e non L'ho mai scelta. Ma con la legge truffa Lei s'è preso i voti di tutti, e s'è eletto il Suo, di popolo. Ecco, io non voglio starci. Accetti le mie dimissioni».
Firmato: zia Mariella, Calabria, Italia. Un'altra Italia.

Il mio pensiero a riguardo:
"""Nelle parole di questa splendida donna, l'amarezza di una vita dietro illusioni e sogni che qualcuno chiama, vanamente, "ITALIA", questo paradiso per pochi eletti, gli altri devono spaccarsi la schiena per tentare di finire il mese, per pagare mutui, affitti, cercare di far tornare i conti per poter mangiare, vestirsi, illudersi che tutto va bene, poi dall'altra parte ci sono questi "signori", che hanno preso a mani piene, derubato l'Italia di chi lavora davvero, giorno per giorno, per tutta la vita, cercando di risparmiare qualcosa per poter far studiare i figli, per poi vederli disoccupati, arrancare inutilmente da un concorso all'altro, vedendo i figli di "papà" e gente con le opportune conoscenze passargli davanti, soffiargli i posti di lavoro e poi un altro concorso e un altro ancora, viaggi e treni e notti insonni, per poter sperare in un concorso, un'altro e via così.....poi si diventa "disillusi", passa la poca voglia che rimane, sperando in un domani migliore, in un colpo di fortuna che non arriverà mai.
Intanto i signori con la cravatta e le parole inutili, parlano in tv, dicono che va tutto bene, che l'Italia, se ci pensiamo bene, sta "OTTIMAMENTE", che le tv, i magistrati e la sinistra parlano a vanvera, sono catastrofisti......che skifo, mi vergogno per tutti quelli che davvero, giorno per giorno, sputano sangue per tirare avanti, ma che non cambierei con nessuno di questi "signori" pieni di se stessi e di vana gloria.""""""""""

Spero sempre in un domani migliore, specialmente per i nostri ragazzi, un futuro un pò più sereno.

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Fotocamera NIKON D70
Obiettivo ---
Diaframma 13
Tempo di esposizione 1/500
Distanza focale 62.0 mm
ISO 200

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