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IlmondodiEliot

“Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane…
(…) mani che lavorano, che si adoperano in mille mestieri, in mille azioni quotidiane, in gesti carezzevoli verso le cose più semplici ed essenziali in quel mondo fatto di terra e acqua, elementi che Cristina, assieme alla sua gente del Polesine, vivono nella loro essenza più profonda”
E silenzio suggeriscono, mentre si osservano, le immagini della Mostra on line di ilmondodieLiot (Cristina Finotto), mentre le mani, che lei usa per raccontare ancora una volta come piccoli quadri, la sua gente, la sua storia, vivificano antichi riti, oggetti simbolici, ricordi fatti di materia fragile, o semplicemente, raccolte su sè stesse, riposano.
Al centro di inquadrature ravvicinate, in un bianco e nero che ricorda le antiche tradizioni fotografiche, seguiamo il tempo usato lasciare solchi profondi in quelle mani.
Cristina li interpreta con dolcezza, li onora con le sue fotografie, li restituisce a chi guarda, offrendo la parte più nobile della loro storia: il tempo del lavoro e il tempo del riposo, di una età grazie a lei, ancora una volta sottratta all'oblio.
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