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A mio babbo, che trovo sempre nei mei sogni e che sara' sempre con me...
SCOMPORRE NEI MINIMI PARTICOLARI UN ISTANTE, NEL FLUSSO DEL TEMPO......
Ognuno di noi sente l'esigenza di cercare, e lo fa per tutta la vita, l'equilibrio tra elementi opposti. Mi sono sempre stupito di come le entità siano separate, nella vita: l'uomo e la donna, il marito e la moglie. Risalendo indietro nel tempo all'essenza della visione - io sono un "visionario" - all'inizio del Tutto, troviamo un Uno che a un certo punto si è diviso in due entità. Sto pensando a Esiodo e alla Teogonia. Luce e ombra, quindi, e nell'uso dell'uno e dell'altro ho visto la possibilità di simboleggiare tutti gli opposti, tutti i contrari, tutte le diversità.(STORARO)
Coglietelo sempre quel maledetto attimo fuggente.. non lasciatelo consumare e svanire,perchè potrebbe anche essere la più grande cazzata di tutta la vostra vita, ma se anche solo una piccolissima parte di voi dice "siiii" allora non pensateci troppo, perchè la ragione in questi casi proprio non serve. perchè mentre lo assaporerete quel maledetto attimo tutto sembrerà altro, l'attimo si farà eterno, la paura diverrà felicità e voi non sarete più gli stessi...
Un artista fissa la sua immaginazione in una forma tangibile chiamata fotografia.
Nella sua fotografia, un artista cattura lo spirito di un posto o di una persona, veri o immaginari, e chi la osserva capisce immediatamente questa logica.
Un artista è sempre padrone dei suoi strumenti. Quando crea l'arte, un artista trascende l'esistenza comune mentre il suo spirito vola in alto per incontrare ciò che sta catturando nell'immagine. Può esercitarsi ed imparare gli strumenti mentre non sta creando. Ma quando crea, la macchina fotografica diventa una estensione della sua mente. E' un virtuoso: crea fotografie senza pensare consciamente a questioni tecniche.
Per fare un'analogia con la musica, un musicista può esercitarsi molto suonando le scale musicali, ma quando improvvisa non pensa a dove mette le dita per creare le note. E' assorbito dalla passione del momento.
Proprio come i surfisti professionisti che hanno una dozzina di tavole o i chitarristi professionisti che hanno 23 chitarre, un artista può avere una valanga di macchine fotografiche, ognuna per uno scopo diverso.
Allo stesso modo, altri artisti hanno una sola macchina, o nessuna. Non è importante.
I bravi artisti spesso si imbarazzano a mostrare il loro lavoro a qualcuno, a meno che non abbia molta confidenza con loro. Questo perché in fondo il loro lavoro è la loro anima.
Gli artisti usano qualsiasi tipo di apparecchiatura fotografica compresi usa e getta, pinhole camera, o grande formato.
Usano qualsiasi strumento serva loro per creare quello che vogliono.
Cosimo Mancioli, toscano. Si innamora della fotografia quando il giorno della sua Comunione gli viene regalata una piccola AGFA.Da allora la voglia di fermare le emozioni non lo ha piu' lasciato. Perito agrario,vissuto nella campagna toscana fino al 1990,oggi si diverte a fotografare il paesaggio che lo circonda, , gira l'angolo di casa e comincia a studiare il territorio, come se si trovasse sempre in un nuovo posto. E'particolarmente attratto dalla fotografia sperimentale e digitale, sviluppa il suo concetto di colore,sperimentando su ogni immagine i vari strumenti per fotoritocco digitale.
"Fotografo naturalista dallo stile classico e creativo nello stesso tempo, Mancioli si spinge raramente in eccessi interpretativi. Pur amando il forzato utilizzo del colore, egli riesce a produrre immagini intense ed emozionanti, con composizioni equilibrate e grande attenzione per il “punto di vista”. Una caratteristica indubbia traspare costantemente dalle sue immagini: la grande e profonda emozione che riesce a trasmettere."
"Un oggetto o un corpo dall’aspetto comune, se osservati con vera attenzione, si trasformano in qualcosa di sacro. La macchina fotografica può rivelare i segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono , sparisce tutto tranne quello che viene messo a fuoco con l’obiettivo. La fotografia è un esercizio d’osservazione e il risultato è sempre un colpo di fortuna: tra le migliaia di negativi che riempiono diversi cassetti del mio studio quelli eccezionali sono veramente pochi. La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà. Alcune volte, mentre lavoro su un’immagine nella mia camera oscura, fa la sua comparsa l’anima di una persona, l’emozione di un evento o l’essenza vitale di un oggetto, e allora il cuore mi trabocca di felicità e libero il pianto, non riesco a farne a meno.
da "Ritratto in seppia" di Isabel Allende
Le fotografie di Cosimo Mancioli, non sono un semplice scatto di un rullino, ma istantenee che arrivano direttamente dal profondo della sua anima. Spesso fotografi professionisti, sono apprezzati solo per il loro nome, per il fatto di essere famosi. Cosimo Mancioli, nato a Montelupo Fiorentino il 30 luglio del 1964, non sarà un professionista del settore, ma poco ci manca. Tanti sono i soggetti ritratti dallo scatto della sua immancabile macchina fotografica, anche se Mancioli predilige molto i paesaggi e la natura, scenari dove spesso ama rifugiarsi per ritagliarsi un angolo di tempo fuori dal consueto vivere quotidiano. Paesaggi non fini a se stessi, ma angoli di vera e propria solitudine del suo sentire. Tristezza, malinconia, lontananza quasi principesca dal Mondo: un vecchio adagio dice che le cose più belle sono in realtà quelle più tristi. Equazione che si sposa a pennello negli scatti di Mancioli. La prova lampante arriva direttamente dall'album fotografico relativo alle fotografie scattate al Padule di Fucecchio, luogo dove la natura sembra vivere ancora incontaminata e non intaccata dal progresso. Sfidiamo qualsiasi persona a prendere una semplice macchina fotografica e scattare quel genere di foto. Gli ignoranti del settore potrebbero anche pensare che scattare una fotografia sia la cosa più semplice da fare: errata convinzione. Gli scatti del Padule sono dei veri e propri ritratti in arte, un momento del tempo fermato per sempre in un'immagine. Colori tendenti spesso al grigio, forse richiamanti alla mente del fotografo, quell'innata solitudine ancestrale del suo essere e una vena di malinconia tale da trasformare lo scatto in poesia. Fotografie dove non si può definire bene con esattezza la stagione, ma da un'attenta analisi, l'occhio cade su alberi spogli, scenari invernali, freddo, brina. E gli uccelli, che sono i padroni assoluti del Padule, nelle foto di Mancioli sembrano quasi degli spettatori di tutto quel palcoscenico che è la vita offerta della natura. Fotografie che esprimono quindi un sentire profondo dell'anima, spesso offuscata dalle nevrosi del quotidiano. E suscitano emozioni vere, sincere, lo sguardo viene catturato da un insieme di fattori che non sono combinati a caso, ma hanno la loro origine in un momento. Un momento che, nasce come un impeto d'amore, come un continuo ricrearsi che trova in Cosimo Mancioli un degno esponente dell'arte fotografica.
(Alessandro Sansoni giornalista de "LA NAZIONE")
"Antonio Danieli, 26.01.2008 alle 11:32
sempre emozioni dalle tue immagini
credo sinceramente che tra tanti fotografi bravissimi su questo sito, tu sia il mito.
lo stile inconfondibile, la ricerca dell'esenza, l'opera di un artista.
grazie per la tua richiesta di amicizia non ho ancora avuto il tempo di vedere tutte le tue foto ma le poche che ho visto mi hanno aperto un nuovo modo di intendere la fotografia. per adesso ciao