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Marco Campagnoli


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"Tizio" il gatto

Ripresa interna del 1985 ca. Pellicola Agfachrome 100, Nikon F e 50mm Nikkor.

Commenti 2

  • Heike E. Müller 29/08/2011 14:01

    Ode al gatto

    Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano
    si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono néi, grazia, volo. Il
    gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente
    rifinito, cammina solo e sa quello che vuole.

    L'uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali, il
    cane è un leone spaesato, l'ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia per
    rondine, il poeta cerca di imitare la mosca, ma il gatto vuole solo esser
    gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo,
    dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

    Non c'è unità come la sua, non hanno la luna o il fiore una tale coesione: è
    una sola cosa, come il sole o il topazio, e l'elastica linea del suo corpo,
    salda e sottile, è come la linea della pruna di una nave. I suoi occhi
    gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte.

    Oh piccolo imperatore senz'orbe, conquistatore senza patria, minima tigre da
    salotto, nuziale sultano del cielo delle tegole erotiche, il vento
    dell'amore all'aria aperta reclami quando passi e posi quattro piedi
    delicati sul suolo, fiutando, diffidando di ogni cosa terrestre, perchè
    tutto è immondo per l'immacolato piede del gatto.

    Oh fiera indipendente della casa, arrogante vestigio della notte,
    neghittoso, ginnastico ed estraneo, profondissimo gatto, poliziotto segreto
    delle stanze, insegna di un irreperibile velluto, probabilmente non c'è
    enigma nel tuo contegno, forse non sei mistero, tutti sanno di te ed
    appartieni all'abitante meno misterioso, forse tutti si credono padroni,
    proprietari, parenti di gatti, compagni, colleghi, discepoli o amici del
    proprio gatto.

    Io no. Io non sono d'accordo. Io non conosco il gatto. So tutto, la vita e
    il suo arcipelago, il mare e la città incalcolabile, la botanica, il gineceo
    coi suoi peccati, il per e il meno della matematica, gl'imbuti vulcanici del
    mondo, il guscio irreale del coccodrillo, la bontà ignorata del pompiere,
    l'atavismo azzurro del sacerdote, ma non riesco a decifrare un gatto. Sul
    suo distacco la ragione slitta, numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

    ( Di Pablo Neruda)
    ~~~~~~~~~~~
    Cari saluti, Heike




  • Ewa.P 25/06/2011 12:46

    Un ritratto stupendo del bellissimo micietto!Complimenti!ciao Ewa