Utilizziamo cookies per personalizzare contenuti e inserzioni e per analizzare gli accessi ai nostri siti web. Condividiamo inoltre informazioni sui nostri siti web con i nostri partner per email, pubblicità e analisi. Visualizza i dettagli

Rimuovere la pubblicità? Diventa adesso Premium!
Ma quanto pazzi eravamo !

Ma quanto pazzi eravamo !

1.925 3

Ma quanto pazzi eravamo !

Qui siamo nell’ottantacinque più o meno… anni ruggenti dove il divertimento fra i giovani derivava da situazioni ben diverse da quelle dei tempi odierni.

Era un’ allegra combriccola di quattro disperati:
- Il 1° da sinistra è l’esimio Dott.r nonché meccanico Giorgio… largamente conosciuto nelle cronache di FC, dove ormai da tempo ha saputo distinguersi con fermezza e sprezzo del pericolo tra la folla di scattoni.
- Il 2° con la camicia da boscaiolo… ve lo dico subito ?… no, no, ve lo dico dopo !
- Il 3° con il fisico magrolino è il Gigi… all’epoca non un falegname comune ma Il Falegname, oggi libero agricoltore e ultimamente sottoposto a scatto mentre alla guida del suo veicolo terriero, con annessa “barosza”, sfrecciava per le vie del paese a velocità Mac2. Non pago, impresso anche di recente alle prese in qualità di capo millimetrico nella sezionatura di tronchi e giunchi, in allegra compagnia dell’esimio Peracchio maestro invece nell’accatastamento dei ciocchi.
- A destra abbiamo il Mario… era l’operario specializzatissimo di una nota fabbrica del posto, oggi libero professionista. Era il duro della combriccola, l’uomo che non deve chiedere mai, il maestro nell’arte amatoria, il sapiente e il risolvitore di ogni circostanza… LUI !
- Ora torniamo al tipo con la camicia da boscaiolo. Bello, interessante, simpatico, onesto, intelligente, colto, divertente, accomodante, serio e gran lavoratore. Una delle sue qualità migliori resta comunque e sempre la modestia !
All’epoca non era solo un calzolaio ma Il calzolaio, con la sua uno diesel (e adesso il Peracchio si sta sbellicando dalle risate) tejsi atnì cula uno disel ?!?!?!?! Oggi vestito di scuro ad impartire nozioni e ordini di servizio.

In quel tempo erano di moda i motori, praticamente erano i tempi della KTM e dalla A112 Abart. Noi, si era da tempo già usciti dal periodo delle ginocchia sbucciate e dalle catene cadute delle biciclette, ma la gioventù era di casa e trovarsi assieme era sempre una festa.
La visione del nostro futuro era la costruzione di una moto, con la quale il Peracchio avrebbe corso nel campionato di short-track… eravamo nell’ambiente dello speedway, c’era chi faceva il meccanico e chi seguiva la gara, tutti per il Peracchio ovviamente che era pilota.
Aaaaaaa carina questa, eravamo due meccanici e sulle tute avevamo scritto: MECC su una e ANICO sull’altra.

Bene… il varo della moto con foto scattata dal magniloquente fù Ugo Peracchio .

Commenti 3

  • patrizia peracchio 19/05/2009 0:30

    Ma che bei giovanotti! Non siete cambiati poi così tanto.
    Io,che ero il terzo meccanico...per fortuna somiglio alla mamma,che avrà tanti difetti,ma è un pò più bellina di te.
    w il nonno e le sue foto!
  • Giorgio Peracchio 17/05/2009 22:29

    Quello a sinistra io, che tanto assomigliavo a James Deen, a destra Mario che assomiglia sputato al figlio che ora la la sua età di allora, il Gigi che tanto assomiglia a Ficarra !!!!
    Ahh quello con la camicia a quadri ????
    Si, Si aveva una bellissima Uno Disel, il disgraziato l'ha cambiata con una Prinz !!!!!!!!
    Ma come fai ad evere sta foto che io non ho ??????????
    Ciao Os !!
  • DANIELA Pasquetti 17/05/2009 21:30

    Lo so a riguardare certe foto dopo un pò di tempo
    fa quest'effetto! Però bello avere qualcosa per cui
    dire: che matti!
    Saluti
    Daniela