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If only I could break the time...

If only I could break the time...

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Giuseppe Cinà


Free Account, Palermo

If only I could break the time...

Did I see a moment with you,
In a half lit world,
I'm frightened to believe,
But I must try
If I stumble, if I fall,
I'm reaching out in this mourning air.. Ohh.

Have I got the strength to ask,
Beyond the window,
I feel this fear alone,
Until we have,
Total honesty,
If I tremble or fall,
I'm reaching out in this mourning air.. Ohh.

Should I feel the moment with you,
To softly whisper,
I crave nothing else so much,
Longing to reveal,
Total honesty,
I can feel your touch,
I'm reaching out in this mourning air.. Ohh.


---Portishead, "Mourning air"---


http://it.youtube.com/watch?v=zMfzCqs_7c0



To D.



>>> Grazie mille a Marco Lupotti per aver suggerito la visione di questa foto!

Commenti 79

  • Mariana Magnani 18/02/2011 22:30

    La voce più suggestiva del Novecento per ciò che concerne la connessione dell’arte con la verità è forse quella di Heidegger: nella sua riflessione, l’esperienza artistica si configura come quella via verso la salvezza che porta l’uomo a una ricongiunzione con il vero. Il mondo moderno è caratterizzato dal predominio della tecnica che ha dato origine a uno sfruttamento incondizionato della natura: l’uomo si pone di fronte al mondo in una posizione frontale–manipolatoria che, nei suoi aspetti più aberranti, ha portato al dominio dell’uomo sull’uomo. E’ questo il tempo della povertà; il tempo dell'incondizionato volere umano che si pone come unico fondamento della realtà. Tuttavia nasce la possibilità di una svolta che trae origine dall’esperienza estetica, e in particolare dalla poesia, unica dimensione che possa inaugurare un cammino verso la verità, attraverso una riconciliazione tra uomo e natura. Il soggettivismo che caratterizza il contemporaneo si configura come nichilismo (seppur d’accatto) ed è il risultato della filosofia occidentale: essa, da Platone in poi, si è posta come una problematica intorno all’Ente, riducendo l’essere a nulla e l’Ente a tutto; tale è il percorso della metafisica, che coincide con il movimento della storia dell’Occidente, nel quale l’Ente ha dimenticato che non può mai essere per mezzo di sé stesso, ma solo per mezzo dell’essere. Dunque occorre recuperare un rapporto con la verità, con l’essere: recuperarlo in quella “radura” in cui gli Enti diventano manifesti. Solo la poesia, in quanto “disvelamento”, può riportare l’uomo sulle tracce dell’essere obliato, nullificando il predominio della soggettività e inaugurando quel soggiorno nella natura nel quale l’uomo può cullarsi come fanno piante e animali. Coloro che possono operare un distacco dalla ragione e procedere attraverso il pensiero sono i poeti: coloro che sono investiti della missione di avviare un cammino verso il vero. La poesia è l’alternativa alla filosofia occidentale. Heidegger parte dall’elegia di Hölderlin “Pane e vino”: il poeta si domanda: “perché i poeti nel tempo della povertà?”; solo i poeti, con il loro canto, possono porsi sulle tracce della verità e rintracciare “la direzione della svolta per i loro fratelli mortali” che conduca sulla via della salvezza. Nell’epoca della notte del mondo, in cui l’uomo ha spezzato il suo legame con l’essere, non rimane dunque che affidarsi alla poesia, unica forza capace di ristabilire un rapporto con la verità; la parola poetica è il luogo dell’accadere dell’essere stesso, solo in questa regione può aver luogo quel ribaltamento che farà sì che l’occidente non sia più terra di tramonto. Il messaggio di Heidegger è un rifiuto di imbrigliare la realtà nelle strutture della rathio; la sua riflessione richiama la problematica della “morte dell’arte” annunciata da Hegel. Nell’interpretazione dell’opera d’arte si assiste a un’analisi di tipo razionale che vede il critico più sapiente dell’artista: egli rivela il poeta, lo scultore o il pittore a sé stesso, ponendo in evidenza quello che con la sua produzione voleva dire. Nell’esercizio critico, l’opera diviene oggetto di analisi, in un’indagine tesa a svelarne significati psicologici o riferimenti storico–sociali; in quest’azione scompositiva si assiste a uno smembramento che determina la morte dell’arte, fagocitata in una nullificazione operata dalla ragione. Ma nella fruizione di un’opera d’arte si verifica un fenomeno vissuto, prima di tutto, a livello affettivo: quello che Heidegger chiama lo Stoss, la scossa (o shock) determinata dal prodotto artistico. L’opera impone una riorganizzazione generale della realtà in quanto apre e fonda un mondo; nella sua fruizione si mette in discussione il modo di concepire la realtà: il mondo abituale /visu/ ci diventa estraneo e ciò determina spaesamento. Tuttavia proprio in questa crisi deve essere ricercato l’autentico legame dell’arte con il vero; solo in un turbamento che scuote radicate certezze può avvenire quella conoscenza in cui il flusso del diverso non viene mai interrotto: questo è il significato più autentico della verità nella sua connessione con l’esperienza estetica.

    Cos’è dunque la poesia?
    La dimora dell’essere e del tempo; la fucina del possibile e dell’impossibile; le parole mutate in ritmo sonoro; il punto di convergenza dei sentieri interrotti; la cura e l’oblio; il trasumanar e l’esser-ci

    Autentica ed emblematica composizione, propone molteplici rimandi.
    L'atmosfera è ermetica-oraziana.
    Tutto anela a essenze nonostante le apparenti assenze.
    Complimenti!
    M.
  • Enrico A.M. DV 12/11/2008 0:34

    bella, senza riserve!
    complimenti.
    ciao Enrico
  • Nicola Morandini 16/12/2007 20:15

    Meravigliosa!!! Adoro questo stile fotografico... è una foto che incanta. Bravissimo Giuseppe
  • Angelo Lucardi 18/11/2007 15:37

    ...ottimo disegno di chiari e scuri...l'essenza della fotografia...per me...ciao
  • Alberto Angelici 11/11/2007 8:55

    Acc...che stupido: non avevo visto la stellina! Molto molto meritata, davvero.:-) Complimenti!
    Alberto
  • Alberto Angelici 11/11/2007 8:52

    Un'immagine complessa, nella sua apparente semplicita', di grande suggestione e bellezza.
    Ogni elemento che la compone rappresenta un tassello indispensabile al completamento del tutto, a cominciare dal cerchio di luce che ne costituisce a un tempo cornice, recinto protettivo e gabbia.
    Bello il movimento della protagonista e l'ombra che lo accentua conferendogli plasticita' e dinamismo, in contrasto forte con la pietra che, con la sua durezza sottilmente pare suggerire la fragilita' della persona.
    Mah, forse ho detto un mucchio di sciocchezze pero' la trovo una magnifica foto, raffinata ed elegante.
    Una foto che puo' molto raccontare.
    Bravissimo. I tuoi scatti rivelano un'estrema sensibilita' interiore e un forte impegno di ricerca estetica, di armonia e stile.
    A.
  • toti clemente 03/11/2007 19:09

    Complimenti per la nuova stella!
    Pensavo che domenica ti saresti aggregato con Nicola & Co; ti sei perso la modella. Alla prossima.
  • Simona Arbus 29/10/2007 12:11

    stellina meritatissima... complimenti davvero! è emozionante...
    Simo..
  • Eugenia Righi 25/10/2007 23:25

    una luce straordinaria e un'atmosfera di grande intensità ed emozioni.
    Mi piace moltissimo!
    Eugenia
  • donatella gambino 25/10/2007 13:42

    è SOLO MOLTO STUPENDA....DAI NIENTE DI CHè!!!!
    :-)
  • Enrico Doria 24/10/2007 18:16

    complimenti...davvero spettacolare
  • Massimo Genovesi 24/10/2007 17:00

    Un grande ed affascinante scatto,sono d'accordo per la galleria perchè è meritata.Ottimo il viraggio.grande fotografia.
    M.G.
  • Leopoldo Civolani 23/10/2007 23:09 Commento di voto

    Pro
  • Jacky Kobelt 23/10/2007 23:09 Commento di voto

    pro

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