Hurricane ( uragano ...è il mio nome )

Hurricane ( uragano ...è il mio nome )

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Andrea Minichini


Premium (Pro), Napoli

Commenti 7

  • ann mari cris aschieri 03/09/2018 21:38

    SELEZIONATA PER L’ARCHIVIO DELLE MUSE
    http://www.fotocommunity.it/temi/archivio-delle-muse/20562

    Splendida foto, presentata in quella tua speciale cifra stilistica che smuove sempre sentimenti profondi e coinvolgimento.
    La vitalità di questa bambina è davvero travolgente: é preziosa come una stella che brilla nel firmamento e si vorrebbe fermare l’attimo incantato, come hai fatto tu con la macchina fotografica, perché non smetta mai di rilucere, né tanta gioia di vivere vada mai in frantumi.
    Proprio per questo viene da chiedersi : se le nostre leggende stanno andando in pezzi e all’orizzonte non si delineano ancora nuove narrazioni, cosa raccontiamo ai nostri bambini?.
    Mille anni fa la gente non aveva la minima idea di cosa fosse il futuro….si potevano però prevedere guerre e cambi di regime, invasioni e pestilenze nei casi più malaugurati … Non ci sarebbero però stati dubbi che la maggior parte delle popolazioni avrebbero ancora lavorato come contadini e tessitori, che i governanti avrebbero continuato ad impiegare uomini nei loro eserciti e nelle loro burocrazie, che le Chiese avrebbero ancora esercitato il loro dominio sugli uomini e altrettanto gli uomini sulle donne, che l’aspettativa di vita sarebbe stata di circa 40 anni e che il corpo umano sarebbe nato, cresciuto e morto in modi sempre uguali. Pertanto i poveri insegnavano ai loro figli a coltivare e tessere, a votarsi al clero o arruolarsi, darsi alla pastorizia o al brigantaggio. I genitori più ricchi insegnavano ai figli maschi a leggere, a scrivere e andare a cavallo e alle femmine, l’umiltà e l’obbedienza. Queste erano le competenze necessarie che era legittimo proiettare verso un futuro avanti di 50 anni.
    Ma oggi non possiamo prevedere come sarà il mondo già nel 2050.
    Non sappiamo come farà la gente a procurarsi da vivere, in che modo funzioneranno le società e la burocrazia, quale sarà la cultura e le lingue predominanti, i costumi, le religioni, i governi. Il mondo potrebbe subire una rivoluzione senza precedenti grazie alla bioingegneria per cui potremmo avere un’aspettativa di vita media e in buona salute allungata a oltre 100 anni, e le interfacce cervello-computer potrebbero rendere superflua l’applicazione allo studio e alle abilità generiche. Dunque gran parte di ciò che stiamo insegnando ai bambini oggi potrebbe dimostrarsi obsoleto o irrilevante domani.
    Come dovremmo istruire i bambini tenendo presenti le incognite fondamentali: Dio è morto per davvero ? Sarà risolto il problema del cambiamento climatico? Saremo invasi dall’Islam? O dagli UFO, dagli immigrati? Sbarcheremo su qualche pianeta? La nostra cultura sarà cancellata da quella delle popolazioni emergenti? Ci saranno cibo e acqua per tutti? Si esaurirà il petrolio? Saremo noi gli schiavi del futuro? Una serie di domande che si è posto lo studioso Yuval Noah Harari nelle sue “ 21 Lezioni per affrontare il XXI secolo”.
    E’ lapidario quando scrive : Che cosa insegnare oggi ai nostri figli e come prepararli a un futuro su cui non abbiamo un’ idea nemmeno approssimativa di come potrà essere?
    Già arrivare a porsi questa domanda sarebbe un buon traguardo per molti, visto quanto siamo pressati da tante scadenze e urgenze come andare al lavoro, accudire i figli, il cane, il gatto, provvedere alla casa e ai genitori anziani. Siamo anche distratti da mille cose velleitarie e edonistiche, dalle false informazioni e inganni che ci piovono da ogni parte e a cui crediamo perché crederci ci fa sentire meno ansia. Ma la storia non fa sconti. Se il futuro dell'umanità viene deciso in nostra assenza perché siamo costantemente occupati e preoccupati per altro, finirà per aggredirci alle spalle e noi e i nostri figli, colti impreparati, ne subiremo le irrimediabili conseguenze.
  • lucy franco 29/08/2018 18:21

    l'uragano di dolce movimento dietro di lei, intuito dal colore, e addosso a lei, nella posa e nel sorriso.
  • Ivan Zanotti Photo 29/08/2018 17:17

    vitale  spontanea  energia

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Exif

Fotocamera NIKON D610
Obiettivo 70.0-300.0 mm f/4.0-5.6
Diaframma 8
Tempo di esposizione 1/1000
Distanza focale 420.0 mm
ISO 500

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