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Diabolica

Una strada come tante un'idea che prende forma una visione espressa con i colori della notte

Tratto dalla raccolta onirica
Racconti sotto il cuscino

Titolo: Diabolica

Tiranna e funesta la mia festa di compleanno,
si erge lugubre davanti al mare che si sgretola,
sulle onde delle barbare vettovaglie da me personalmente scelte spicca un’immensa tavola imbandita,
il suono di candele spente, prende il sopravvento,
il vento puzzolente degli stoppini spenti mi rende omaggio
e, in un soffio si infrange su mille lacrime e sulle rocce
il mio voler perire di una agonia assai fine.
Odo un sordo rumore di grida,
che si attutisce con il passar delle ore,
e poi via riprende possente trasformandosi in un cupo rancore,
si annerisce la mia festa così modesta,
ma che dico! maldestra così priva di ossigeno e di aria,
arriva la noia, ma per fortuna,
il beato fragore, di pentole e tazze rotte apposta dai miei ospiti,
inebria come la neve al sole, il delicato mio scheletro
ghigno, sono stanco, covo odio e vendetta
per l’organizzatore di questa festa che sinceramente trovo infernale, banale, occasionale, giuro che questa volta gliela farò pagare.
Diabolica è la tua arte o mio interlocutore,
Io sono il diavolo non mi vedi?
Orsù, fatti da parte con le mie corna torte dirigo l’universo,
mi impadronisco di altrui anime altrimenti felici,
come un vampiro, mi nutro della linfa umana che,
la vita mi offre, procurando a chi mi aggrada,
una sublime morte.

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