... Antonio Turi

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lucy franco lucy franco   Messaggio 1 di 32
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Grandissimo spazio nella fotografia ha avuto e ha il paesaggio, e spesso questo soggetto polimorfo e onnipresente si trasforma e diventa agli occhi di chi lo vive, paesaggio concettuale, come terra straniera da decifrare, anche se natia, da far diventare proprio luogo di ricerca e visione.
modella la sua Terra, la trasfonde in immagini dove essa continuamente viene esplorata, vissuta, fatta propria e descritta con sentimento, mettendo a nudo il “sé” da cui nasce il suo inconfondibile tratto.

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lucy franco lucy franco   Messaggio 2 di 32
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lucy franco lucy franco   Messaggio 3 di 32
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D -- Hai un modo di restituire il paesaggio che presuppone un alto livello di ricerca, anche motivazionale. Quali le ragioni che ti hanno spinto verso questo genere fotografico?

R -- In parte credo sia stato solo un caso. Nel 2008 decisi di seguire un corso base di fotografia presso il locale fotoclub. La prima volta che vi entrai, per iscrivermi, chiesi informazioni sulla carta da stampa cosiddetta metallica. Mi dissero che uno di loro aveva delle stampe appena fatte e lo andarono a chiamare. Quest'uomo arrivò con una scatola scura, la aprì e tirò fuori dei paesaggi dell'Umbria. Io non avevo mai visto la terra senza il cielo, o non ci avevo fatto mai caso probabilmente. Quei colori e quelle composizioni mi hanno semplicemente fulminato, ho deciso che se avessi proseguito in questa passione quella sarebbe stata la mia strada principale, o almeno ci avrei provato in ogni modo, possibilmente a modo mio.
Da ragazzino mio papà mi portava spessissimo in giro per campagne qui, nei dintorni. Quando ci vado adesso e le guardo, come tu stessa hai scritto in un commento, penso di esserci passato dentro centinaia di volte, ma di non averle mai viste. Questo per me è affascinante.
lucy franco lucy franco   Messaggio 4 di 32
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D -- Mario Giacomelli nel libro “ La mia vita intera” ( a cura di Simona Guerra , edito da Bruno Mondadori) racconta “ Il paesaggio vero nasce nel momento in cui ho capito che la terra era la grande Madre, non solo mia ma di tutti noi. Una grande Madre con le braccia aperte, sempre calda, sempre pronta ad abbracciarci.”
Il tuo legame con la tua Madre terra è evidente: può essere anche Matrigna questa terra?

R -- A vent'anni ho deciso di andare via dalla mia città, sono andato a vivere in un altro posto ed ho trovato un lavoro stabile. Poi sono tornato per altri motivi, ma il fatto stesso di essere "partito" per cercare qualcosa da fare significa che nella mia terra non c'era molto. Tuttavia, con sommo rammarico, non posso non notare che noi stessi "cittadini" di questo magnifico posto non facciamo nulla, dico nulla, per preservarne le caratteristiche, neanche cose semplici, tipo evitare di buttare immondizia in un posto dove, in fondo, tu stesso tornerai magari a sedertici la sera seguente. E' vero, la terra può essere Matrigna, ma la terra siamo noi, il posto dove vivi rispecchia quello che tu sei. Devo dire che si potrebbe e si dovrebbe fare di meglio. Di certo non si è tutti uguali, bisogna sperare che le nuove generazioni si rendano conto di cos'hanno per le mani ed imparino a valorizzarlo. Ma chi gliel'insegnerà?
Personalmente posso solo dirti che quando vado tra le colline a fare un giro e qualche foto, in genere ad orari inusuali, mi stupisco ogni volta quando guardo questi spazi immensi, in alcuni punti talmente vasti che persino le decine e decine di pale eoliche ormai presenti ovunque paiono solo moscerini su un immenso dorso....o ventre..
è la nostra Terra, meriterebbe il meglio di noi.
lucy franco lucy franco   Messaggio 5 di 32
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D -- Ancora Giacomelli ( nello stesso libro ) sentenzia, a proposito sempre del paesaggio “ Si vede la differenza tra l’uno e l’altro: le cartoline e le non cartoline, chi interpreta e usa la terra per dire i propri pensieri sulla natura e sulle cose, e chi invece riprende quello che ha di fronte e basta, tutto lì.” Tu cosa cerchi nei segni della terra, oltre la materia e i solchi?

R - - Credo nella paesaggistica esista da sempre questa distinzione tra foto - cartoline e "fotografie". Credo che le cosiddette cartoline abbiano una precisa collocazione nel mondo commerciale. Se il turista desidera un'immagine del posto che ha visitato vorrà di certo una panoramica chiara, che mostri il più linearmente e gradevolmente possibile questo luogo. Non acquisterebbe mai la foto di un insieme di solchi nel terreno, per quanto affascinanti possano essere.
Spostandoci nel campo amatoriale più evoluto, magari la cartolina non è bene accetta, perchè probabilmente viene identificata con una scarsa capacità creativa. Francamente non ho un opinione precisa su questo argomento. Ammetto di non guardarli molto i grandi panorami lineari, a meno che non presentino condizioni particolari di luce o altri elementi che diano quella spinta in più alla composizione.
Credo di non sapere bene cosa cerco, o se cerco qualcosa. Tendenzialmente quando guardo un grande scorcio panoramico prima me lo godo con gli occhi, respirando ne sento l'odore, mentre magari, ahimè, fumo una sigaretta. Poi comincio a sottrarre, ormai mi viene naturale suddividerlo in tante piccole zone, cercare di guardarlo come è impossibile ad occhio nudo.
Questa continua sottrazione è andata aumentando proporzionalmente ai mm delle mie ottiche. Attualmente, passando al pieno formato ho perso alcune centinaia di mm dal mio tele preferito, per via del sensore non più ridotto.
Questo mi ha portato ad utilizzare un duplicatore di focale che giaceva inerte da mesi, accanto al tripod che ho dovuto adottare per la perdita dell'autofocus. Però mi ha aperto la strada agli 800 mm e valori di diaframma in chiusura "astronomici", questo ha, diciamo, creato nuove possibilità nella mia composizione, mi ha spinto verso i puri segni, lontano dal paesaggio più classico. In buona sostanza mi piace guardare quello che non si potrà mai vedere senza una scrematura massiccia dal "tutto", se non lo si cerca, ecco, tutto qua.
Tuttavia non disdegno assolutamente il paesaggio meno astratto, più classico. Ogni tanto ne riesco a prendere uno decente, generalmente li posto col titolo "standard" seguito dal numero progressivo.
lucy franco lucy franco   Messaggio 6 di 32
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D -- Quanto di insostituibile c’è , nel colore in un paesaggio, e quanto di insostituibile in un paesaggio in b/n ?

R -- Tendenzialmente il paesaggio lo vedo a colori. Di insostituibile ci sono, direi, i suoi colori. Sono quelli che, oltre alle sensazioni che si spera di trasmettere, possono spiegarti già tanto al primo sguardo. Che stagione era, magari anche il mese. Dove, se è presente qualche elemento qualunque molto riconoscibile, pensiamo ad esempio alle immagini di Castelluccio di Norcia. Questo solo riferendosi alla composizione, se passiamo alla luce allora le informazioni aumentano. Sapremo l'ora in cui è stata scattata la fotografia, questo renderà la sensazione di presenza ancora più forte, se conosciamo il posto potremmo anche immaginarne l'odore in quel momento. Infine la combinazione, forse non sempre sensazionale, ma di certo sempre unica, di quella luce e quei colori, insieme, in quel momento.
Il b/n lo trovo ugualmente fantastico, certamente più creativo.

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Personalmente, di certo in maniera indegna, lo scelgo spesso quando i colori non sono molto belli, la luce invece si. Oppure quando la grafica del terreno può esprimere qualcosa di interessante senza i colori, o semplicemente a volte mi piace di più.
Non sono molto schematico, mi piace guardare e fare tutto, ogni genere fotografico. Se non pratico molto oltre il paesaggio è solo perchè non ne sono capace o non ci ho mai provato, non perchè io sia contro concettualmente. Lo stesso è riguardo al colore o b/n nel paesaggio. Per me personalmente è solo nell'immagine che può esserci qualcosa di insostituibile, non nei parametri scelti per scattarla.
lucy franco lucy franco   Messaggio 7 di 32
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D -- Sicuramente c'è una tua fotografia a cui sei particolarmente legato: raccontaci perchè.

R -- ...invece non è facile scegliere una fotografia. Prima di rispondere a questa tua domanda sono andato a farmi un giro tra le immagini. In realtà quello che mi viene in mente guardandole sono i posti ed i momenti in cui le ho scattate. Le ho prese in molti periodi e luoghi diversi, ogni circostanza ha una sua rappresentante speciale. Se proprio dovessi fare una scelta opterei per "l'isola che non c'è" ,


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non perchè sia la mia preferita per motivi precisi, ma perchè, come spiegato nelle didascalie, l'ho scattata lontanissimo dal mio ambiente naturale. Era una giornata climaticamente non ideale, non ho scattato molto, ma ho portato a casa questo e, per un paesaggista a volte è una conquista portare a casa anche una sola foto passabile. Detto questo, resta comunque difficile per me pensare ad una sola immagine come la mia preferita, anche se me lo chiedessi riguardo immagini di altri, per adesso almeno!
lucy franco lucy franco   Messaggio 8 di 32
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D -- Hai un Maestro di riferimento , che è stato importante nel tuo percorso? O una fotografia di un altro fotografo che ti ha particolarmente ispirato?

R -- In parte ho già dato una sorta di risposta a questa domanda, a proposito del paesaggista del locale fotoclub che mi mostrò le stampe metalliche dei paesaggi umbri. Il resto è venuto un pò alla volta, prima ho tentato di catturare qualche immagine per acquisire la tecnica e familiarizzare con i tele e le loro caratteristiche, tra cui una delle più evidenti nonché quella che credo di sfruttare maggiormente, il forte schiacciamento dei piani. Portati a casa i primi abbozzi appena guardabili ho cominciato a documentarmi di più sui fotografi paesaggisti nello specifico. Ho guardato un sacco di fotografie ed ho acquistato vari libri. Diciamo che ho svolto un percorso inverso a quello che si dovrebbe fare, forse perchè quando cominci a fotografare ti occupi più della tecnica, di capire a cosa servono tutti quei pulsanti sulle fotocamere, che della parte creativa. In definitiva non ho una figura di riferimento, cerco di guardare tutto ed assorbire idee e guizzi di questi Mostri per poter magari qualche volta poterli adottare in qualche situazione e rendere migliore un "mio" scatto. Visto che lo hai citato tu, devo dire che Giacomelli certamente è uno che "segna", queste immagini tiratissime e così grafiche per me sono decisamente affascinanti.


D -- il tuo prossimo progetto in agenda

R -- Onestamente in questo momento non riesco a guardare molto lontano. Posso dire che di certo mi piacerebbe riuscire ad organizzare nuovamente una mostra. Credo non ci sia cosa più bella per un fotografo, amatoriale o no, è emozionante affrontare le reazioni e le domande dei visitatori, è un'esperienza unica, diversa ogni volta. Ma, ancora prima, desidererei riuscire a fotografare di più, è un pò che non riusciamo a tornare padroni del nostro tempo....ma io non dispero!
lucy franco lucy franco   Messaggio 9 di 32
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Un ringraziamento sincero a Antonio, per averci portato tra i segni dolci della sua Terra, con cortesia e disponibilità; lo sarà altrettanto nel rispondere ad ogni domanda che gli verrà posta.


Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti come solida base culturale, in seguito pittore, illustratore, grafico… affascinante oratore professa l’ espressione artistica, tutta, come mezzo e unico fine per sperimentare, comunicare.

“ (la fotografia) acquisisce la realta' restituendone un frammento... rende immaginaria la realta'. Per realizzare una foto occorrono luce e buio, ma non possono mai essere presenti uno per volta. La luce massima come il buio piu' profondo, non producono risultati. Se non il nulla, come prova ovvia.”

Un altro straordinario Ospite, la settimana prossima, un altro illuminante appuntamento da non perdere,
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 10 di 32
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Grazie infinite cara Lucy per avermi ospitato in questo spazio, grazie per la gentilezza e per tutto quanto. È stato bello rispondere alle tue domande, spingono all'introspezione, il che non è mai male :-)))))))
Maurizio Moroni (UKPhoto) Maurizio Moroni (UKPhoto)   Messaggio 11 di 32
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Ciao Antonio! Innanzi tutto grazie per il tuo fantastico escursus e grazie a Lucy per averti portato in questo bello spazio, cosa che conoscendo la tua riservatezza e modestia... penso non sia stata opera da poco... :)
Abbiamo avuto modo di conoscerci, ormai quasi un annetto fa e devo ammettere che per me è stato un grande incontro... mi hai subito affascinato per la tua curiosità viva e la tua simpatia anche in un ambiente per te alieno e claustrofobico come la brumosa Milano...
Quando guardo le foto dei tuoi paesaggi non vedo semplicemente dei geoglifi tipici di un terreno vivo e vivifico che tanto spartisce con l'uomo... ma sembra quasi che quei solchi e linee improvvise siano tracciati dal tuo andirivieni creativo ed umano per la tua terra, esplorata palmo a palmo eppure ancora capace di celare sempre nuove scoperte come tu dicevi poco fa... ed è proprio questo che vorrei domandarti... tu cosa vedi? Ti ho osservato essere molto selettivo e preciso con le inquadrature... quindi credo che un paesaggio debba comunicarti qualcosa perchè tu lo possa considerare degno di essere immortalato... Qual'è la molla che ti fa dire aprioristicamente "qui c'è qualcosa di mio che voglio vedere attraverso il mio obbiettivo!"? E qual'è poi, in generale, la sensazione quando riguardi i tuoi scatti?
Ti ringrazio ancora per la tua testimonianza e per l'amore per questa nostra terra troppo spesso scambiata per discarica e abusata dall'egoismo umano!
Grazie anche a Lucy per lo sforzo più che produttivo fatto! :)
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 12 di 32
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Grande il mio amico Turi, che ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere in una giornata speciale che resterà per sempre nel mio cuore, felice che il mio fiume ti abbia meravigliato con la calma e la solitudine del mio territorio che tu hai saputo raccontare con le tue poche immagini ma bellissime, ricorderò quel giorno come un dolce racconto, una piccola fiaba di vita, con i tuoi momenti tristi, ma che non fai mai vedere perchè il coraggio e la forza stanno in te, fanno parte del tuo Dna ed io posso dire di avere imparato molto da te. Onorata di avere in casa tre delle tue splendide immagini, stampate su carta speciale, perchè lui non sapete, ma non fa le cose per caso, ha precisione, professionalità e anche la stampa la ritiene importantissima per non dire essenziale. Il tuo modo di fotografare, caro Antonio, è un cammino segnato da riprese spettacolari, ormai lo so, che le tue magnifiche macchine fotografiche sono dotate di ali:)) e tu ci fai sognare e volare ogni volta, narrandoci quella tua Terra così immensa dove ci si perde, dove ancora l'uomo sembra averne cura, lavorandola con un ingegno geometrico e matematico quasi. Non ho domande particolari da chiederti, magari solo una che ho fatto anche a Ciro Prota; quanto ti costa vendere qualche tua stampa, oltre all'orgoglio personale di sapere che una tua immagine viene richiesta, magari da qualche collezionista, quanto ti costa separartene sapendo cmq che quella foto la potrai ristampare. Sei "geloso" in qualche modo delle tue fotografie?
Ti lascio ora un caro abbraccio amico, buona fortuna per tutto e buona fotografia. Ti voglio bene:)
Andrea Minichini Andrea Minichini Messaggio 13 di 32
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turi....amico mio...:-). Complimenti all'uomo che è nella scorza che ti porti?. :-)
Una domanda l'avrei...
Perché non applichi la tua klasse fotografica ...a paesaggi urbani...??
.potrebbe essere una cosa eclettica ed interessante comprimere angoli di piazze su strade.....su palazzi..:-) :-)
.?..
Che ne pensl?

A
:-)
Ti abbraccio
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 14 di 32
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Guardando la tua piacevole galleria salta all'occhio come l'elemento "uomo" nei tuoi scatti sembri marginali anche nelle vedute più ampie. Se ne vede l'azione nell'aratura dei campi o in una casetta dispersa e schiacciata da tanta natura, nei filari di pali o in una strada che sembra solo una cicatrice del terreno come le altre ma difficilmente lo si vede muoversi in prima persona in quella natura come non si vedono i suoi strumenti come macchine o trattori. Questa scelta mi incuriosisce e mi chiedevo quali radici avesse.
Un saluto e complimenti per l'originale stile! Valentina
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 15 di 32
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Uuuuhh, cari amici, grazie per essere intervenuti e per le belle domande che mi avete posto. Voglio scusarmi per il ritardo ma ho messo piede in casa adesso e, con l'aiuto di una bella tazza di caffè fumante ed una sigaretta accesa tenterò di rispondere :-)

@Maurizio

In effetti non era la prima volta che venivo a Milano per "sfizio", devo dire che in altre occasioni sono stato così a disagio da andare via prima del previsto, quasi scappando. Non saprei perchè, ma è andata così. Se quando mi hai conosciuto stavo così bene è di certo merito vostro, mi avete accolto e trattato come uno di voi da sempre, nonostante sconosciuto e....terrone :-))))))))
Venendo alla tua domanda, la cosa che più mi attira in un vasto panorama è la pulizia. Più è privo di elementi di vario tipo e meglio si addice alla mia, chiamiamola così, visione. I primi tempi avevo maggior bisogno magari di qualche rudere, albero o comunque qualcosa che mi permettesse di creare una certa composizione. Poi, col passare del tempo ho cominciato a guardare oltre, che in questo caso non significa verso l'alto o l'Infinito, ma oltre i casolari ed ogni altra cosa, cioè direttamente a terra. Mi sono reso conto che là è pieno di colori e sfumature che se isolate dal contesto hanno un loro senso, una loro vita che non risulta evidente ma bisogna individuare, cercare di valorizzare con una composizione che provi a rendere evidente qualcosa che a occhio nudo può passare inosservato. Tutto questo, naturalmente, è solo il mio approccio alla foto paesaggistica. In sintesi, prima di ogni altra cosa, io la Terra la guardo, la guardo a lungo, e mi piace moltissimo stare lì a farlo!!
Quando guardo le immagini poi, inizialmente c'è una grossa curiosità. Io non scatto molto, raramente torno a casa con più di ottanta scatti, dopo ore ed ore di giri per campagne :-) Quindi spero che le cose siano andate come io volevo ed incrocio le dita! Certo, a volte fai delle foto che possono andare, altre volte riesci a portare a casa uno scatto migliore degli altri, raramente una cosa oltre le tue aspettative....ed allora è fantastico :-))))
Spero di aver risposto amico mio, ti ringrazio ancora per essere qui, anche per me è stato importante incontrarti, "ascoltarti" parlare è stato certamente un privilegio....a presto!!
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