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14. Febbraio: V. Caniparoli

Ottobre 1971, Versilia, Toscana.
Bassista per diletto, astrofilo e fotografo per passione.
A 16 anni ho avuto il mio primo strumento, una chitarra, aveva solo cinque corde.
Sei mesi dopo ho aggiunto la sesta, accordarla era un disastro.
Adesso ho una fotocamera che mi porta dentro e fuori questo paese delle meraviglie...
e sto ancora cercando di rimanere accordato.
L'inizio della mia esperienza fotografica è legato senz'altro alla passione per l'astronomia.
Sono sempre stato affascinato dal cielo stellato, una delle pochissime immagini della mia primissima infanzia è quella di mio padre che mi indica una stellina vicina alla Luna, in una sera di una caldissima estate tarantina, e mi dice tenendomi in braccio "Guarda, quella è l'astronave americana che va sulla Luna".
Ovviamente all'epoca io non sapevo niente di navi spaziali o razzi verso la Luna e ovviamente quella indicata da mio padre non era affatto l'astronave, ma una stella. Già, una stella tra le stelle, un oggetto che poi mi accompagnerà negli anni successivi, fino ad oggi.
Fu così che venticinque anni dopo realizzai la prima esperienza fotografica proprio in un genere "esotico" come l'astrofotografia.
Progressivamente i soggetti sono mutati, divenento molto più “terrestri”, e la mia fotografia si è man mano liberata da eccessivi approfondimenti tecnici, per dare il massimo spazio al messaggio fotografico.
Il mio interesse è rivolto principalmente all'espressività caratteristica del supporto analogico, in particolar modo al bianco e nero.
Se ben rappresentata, la fotografia riesce sempre ad esprimere l'idea e l'attimo, a prescindere che sia in bianco e nero o a colori. La mia predilezione per il monocromo nasce dall'idea, dall'immagine sviluppatasi in me da ragazzino che fotografia vera, artistica equivalga proprio a bianco e nero.
Questa presa di coscienza, questa consapevolezza prende corpo grazie al film di Sydney Pollack “I tre giorni del Condor”: la visione delle bellissime foto in bianco e nero, appese alle pareti dell'appartamento della fotografa interpretata da Faye Dunaway, fa diventare per me quella tipologia lo stereotipo della fotografia con la effe maiuscola, in senso artistico e non d'occasione.
A livello personale trovo che la fotografia in bianco e nero sia molto potente, emozionale, cinematografica; mi piace il particolare mood che richiama le pellicole cinematografiche del primissimo dopoguerra, il neorealismo, i film degli anni '40, '50, '60, Fellini, Visconti, Bergman; soprattutto nelle mie fotografie analogiche, con la holga in particolare, attraverso l'obiettivo rivivo questa emozione e cerco in qualche modo di ricrearla.
In senso generale non c'è situazione, occasione o soggetto che debba essere rappresentato in un modo piuttosto che in un altro. La tinta della fotografia, monocromatica o a colori, è dettata da una scelta personale di carattere espressivo, fatta sempre dall'autore.
La mia idea parte da una riflessione personale: la cosiddetta realtà, così come noi la percepiamo, è caratterizzata da tre aspetti, ovvero è tridimensionale, in scala reale ed è a colori. Quando si scatta una foto, la scala passa da reale a ridotta e le dimensioni spaziali vengono compresse da tre a due; questo processo di riduzione è accompagnato da una certa componente drammatica, acquista pathos.
Nella fotografia a colori questa alterazione tocca due dei tre aspetti, mentre nel bianco e nero li riguarda tutti e tre, in quanto la cosiddetta realtà viene privata anche della sua componente cromatica.
Ottenere una così ampia varietà di contenuti emotivi con il colore credo sia molto più difficile.

La mia fotocamera mi accompagna in molti momenti della vita, ma non ho ancora realizzato se poter vivere o meno senza di essa. Nella mia vita mi sono sempre occupato ed interessato di molteplici cose, nel momento attuale è la fotografia ad appassionarmi in maniera particolare, ma non saprei dire se sarà così anche nel futuro più o meno prossimo.
La mia avventura fotografica potrebbe durare per tutta la vita come finire domani.

Sito web : http://www.vincenzocaniparoli.com
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