Questo sito usa cookie per offrire una serie di funzionalità, per personalizzare eventuali inserimenti pubblicitari e per analizzare gli accessi. Usando il sito di fotocommunity dai il tuo consenso all'utilizzo dei cookie. Ulteriori informazioni  OK

Cosa c'è di nuovo?

Daniele Sala


Free Membro, Vigevano

No title

Autoscatto eseguito da M.Z.
Elaborazione digitale eseguita da Daniele Sala previa gentile concessione dell'autrice.

Commenti 4

  • Margherita Garibaldi 02/04/2010 15:59

    BELLA MA UN PO' TROPPO FINTA.....
  • Roberto L. 07/09/2009 9:50

    una meraviglia, Daniele! Complimenti di cuore
    Roby
  • Geo Portaluppi 24/08/2009 3:14

    Gli alberi stanno lì immobili a guardarci. Noi umani li incuriosiamo un pochetto, per via del nostro agitarci, per via del fatto che ci muoviamo parecchio. Loro non hanno matita e blocchetto. Il loro sistema di contabilizzazione sono le foglie. Avrete fatto caso che un lato è più scuro e il retro più chiaro. Passa un giorno, sorge e cala il sole e alla fine delle ventiquattro ore, tac, girano la foglia, le cambiano di lato, e contano uno. Quando raggiungono quota 365 foglie girate, tic, nel tronco disegnano un anello, e un altro anno è passato. Ah, mi raccomando. Si deve fare attenzione agli anni bisestili: c'è una foglia in più da girare. Se non presti la dovuta attenzione poi succede qualche complicazione che ora a dirti non sto. Una decina di cerchi fa ed eravamo ancora nell'altro millennio. Sogni, speranze, ambizioni. Come sarà il terzo millennio? Bello, bello... - fa l'albero. Chiede l'uomo: Migliore di quello precedente? Risponde il legnoso: Senz'ombra di dubbio. E io, alberello, di ombre sono un esperto. Torna alla carica di nuovo l'uomo: E del millennio che veniva prima ancora? Replica la pianta: Oh, credo anche di quello, ma non c'ero. Per saperlo si dovrà domandare a qualche sequoia, la creatura più longeva della Terra, che fino a quando non tira le cuoia al mondo resta, una qua e una là, e se le prendi tutte insieme fanno una foresta.
    Martina Zavolta. Questa volta ha un volto come un tronco d'albero. Legno coriaceo, segnato da spaccature, ma la struttura tiene, è di pasta buona. Poi quando il ceppo andrà in pensione ne caveranno cellulosa, ci puoi fare dei libri, che sono tutt'altra cosa. Ci puoi scrivere sopra, pagina dopo pagina, ma sul legno le annotazioni vengono meglio. Lì ci sono i cerchi che ti invitano a stare con gli occhi aperti. Di questi tempi è d'uopo. Nell'occhio c'è del rosso, è certo un segnale d'allarme. Il tronco è duro e compatto, pare indistruttibile, ma ahimè ci sono anche le tarme.
    Ciao, sei guarito? Geo
  • Bernd1959 02/04/2009 15:45

    Tolle Arbeit. Lg Bernd