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Cosa c'è di nuovo?

mai stanche

Queste mani! Ma saranno mai mani? Così incrociate, avvinte, serrate, non saranno forse i denti di un erpice, i rebbi di un forcone, i denti di un macchinario, usciti or ora da un solco, da uno squarcio nell'humus, dal ventre di un campo? Asciutte come un solco del Sud, segnate dai ripetuti passaggi di sole e di gelo. Bellissime. Non vi leggo l'attesa, nè la preghiera, nè una paziente richiesta, nè tempo trascorso. E se mai attesa ci fosse è solo quella di chi dice "Sbrighiamoci! C'è ancora molto da fare". Bravissimo davvero Antonio Nino nel proporci questa inquadratura strettissima, un BN particolare, che trova nel viraggio e nella "spietata" nitidezza validi alleati per esaltare un racconto forte e vero.
Commento ricevuto da: Walter Caterina

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