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Cosa c'è di nuovo?

Mauro Borbey


Pro Membro, Charvensod ( Aosta )

Le discrete abitanti del bosco:

Pouillayes mt. 1800 - ( Bionaz ) - Valle d’ Aosta. - Maggio 2008.

Piove, la nebbia che avvolge delicatamente, come una tela di ragno, tutto il bosco non accenna a diminuire e lascia intravedere solo le silhouette dei larici e degli abeti che fanno da contorno al piccolo pascolo adiacente al vecchio alpeggio, appena al di là del torrente.
Io sono nascosto in una parte della stalla rimasta ancora in piedi (due muri lunghi 5 o 6 metri disposti ad angolo retto con ancora una parte di tetto che fungeva da copertura (il resto è crollato oramai da parecchi anni, per l’incuria e per il peso della neve che ha rotto il trave maestro, facendo cadere anche i muri lungo quasi tutto il perimetro della lunga stalla).
Tra il trave del tetto e il muro si apre un buco che guarda a occidente sufficientemente grande per piazzare il teleobiettivo. Dopo aver coperto lo spazio vuoto con un pile grigio (lo stesso colore delle pietre del muro) sono perfettamente mimetizzato alla vista degli animali, i caprioli, per i quali ero lì da un po’ di tempo.
Improvvisamente le fronde degli alberi incominciano a oscillare delicatamente, la leggera brezza che si è alzata dissolve in un attimo la tela del ragno, ora c’è una buona visibilità e in più soffiando verso di me, la brezza nasconde il mio odore al finissimo olfatto dei caprioli che, uscendo da ovest, verranno a pascolare proprio davanti a me la nuova e tenera erba dal bel verde brillante.
Accucciato vicino a me il mio Zar si è appisolato ( tanto sa che da lì non potrà muoversi, fino a che non usciremo dal nascondiglio).
D’un tratto di fronte a me tra due grossi massi che delimitano il bosco, percepisco un piccolo movimento, ci siamo!! Da un momento all’altro sogno di vedere comparire la sagoma del maschio di capriolo dal bellissimo trofeo che, di tanto in tanto, passava di lì e che però quest’anno non sono riuscito a fotografare. Al posto del capriolo però, dal grosso masso ( a sinistra), con mia grande sorpresa, sono sbucate due graziose Cerve, la madre ( quella più lontana ) e la figlia dell’anno scorso chiamata, scientificamente, Sottile.

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