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Francesca Pacini


Free Membro, Iglesias-Cagliari-Sardegna

Il Cartaro

Il cartaro, antico mestiere che consisteva nella fabbricazione manuale della carta.

La materia prima (paglia, foglie, corteccia, stracci o altro materiale fibroso) viene posta in una tinozza e viene battuta con un pesante pestello o un martello per separare le fibre. Quando queste sono state sufficientemente disgregate, vengono lasciate in sospensione, senza cambiare l'acqua della tinozza. A questo punto si forma una poltiglia semiliquida pronta per il processo di fabbricazione.

La poltiglia, viene distesa nella "formetta", una rete metallica a piccole maglie quadrate. La trama della formetta resta impressa sul foglio di carta finito.

La formetta viene inserita in un telaio di legno e immersa nella tinozza per prelevare la mezza pasta. La maggior parte dell'acqua cola attraverso le maglie della formetta, e si forma il foglio di carta; questo però è ancora troppo bagnato, e non ha la coesione sufficiente a consentire la rimozione della cornice: viene quindi lasciato scolare al fine di acquistare consistenza.

Dopo che il telaio è stato rimosso dalla formetta, questa viene capovolta con cautela su una lastra di feltro, in modo che il foglio di carta, ancora bagnato e pesante, si stacchi e si posi sul feltro. Sul foglio viene quindi posto un altro feltro, e su questo un altro foglio e così via. La pila formata da fogli di carta e feltri alternati viene sistemata in una pressa idraulica e sottoposta alla pressione di circa 100 tonnellate, in modo da espellere quasi tutta l'acqua rimasta nella carta. I fogli vengono quindi separati dai feltri, impilati e pressati più volte, modificandone ogni volta la posizione e l'ordine, per evitare stiramenti e distorsioni.

La fase finale della fabbricazione è l'asciugatura: i fogli, a gruppi di quattro o cinque, vengono accavallati su delle corde, in un apposito locale ben aerato e a temperatura controllata, finché l'umidità residua viene del tutto eliminata.

Iglesias, Monumenti Aperti 2008

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