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Varanasi, India
filtro: idrato di cellulosa con foro
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Tradizionalmente il popolo indiano è prettamente maschilista, la donna non è altro che un'eterna inferiore, dipende prima dal padre, poi dal marito e infine dai figli. In ogni caso, il matrimonio è il destino di ogni donna indiana. Con il matrimonio la donna diventa “proprietà del marito”: deve stare in cucina, accudire la casa e i figli e servire il marito, oltre a lavorare per procurare alla famiglia i mezzi di sostentamento.
Accade sovente che suocere e mariti si sbarazzino delle mogli, simulando incidenti domestici, liberandosi così dal vincolo del matrimonio, altre volte, giovani donne, esasperate dalle pressioni della famiglia, vengono spinte al suicidio.
Da un rapporto di Amnesty International, si stima che in India il 45 % delle donne sposate subiscono violenze fisiche e morali dai loro mariti. Il divorzio è legalizzato, ma per una donna questa scelta è molto difficile e rischiosa: significa spesso essere ripudiata dalla famiglia di provenienza, perdere la custodia dei figli e soprattutto essere emarginata senza possibilità di ricostruirsi una vita.
Inoltre la donna, dal punto di vista religioso, non ha nessuna possibilità di salvezza, di conseguire direttamente il moksa (la salvezza), ma deve garantirsi, con i propri doveri di moglie devota, la rinascita come uomo per poter finalmente intraprendere il cammino per la libertà.
...intollerabile...tutto...lo strazio dell'immagine e quello della condizione della donna indiana così come chiaramente descritta da Mauro...
...una grande...sensibilità...
laura