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Caratteristica costruzione progettata e costruita fra il 1956 ed il 1958 da uno dei più noti studi d'architettura del '900 milanese: BBPR, sigla di Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers. Costruita in un'area residenziale distrutta da una bomba del 1943, di circa 9.000 mq, la prima stesura del progetto voleva realizzare un volume di circa 143.000 metri cubici.
Con 26 piani in cemento armato, la sagoma si distingue per il fatto che i piani superiori al 18° hanno la base planimetrica maggiore degli inferiori; per questo motivo strutturale risulta un interessante esempio di edificazione in calcestruzzo armato.
La Torre Velasca si colloca in un momento della storia architettonica italiana in cui alcuni architetti della prima generazione moderna, tra cui appunto i BBPR, Albini, Gardella, si trovano a condurre un processo di rivisitazione linguistica degli stilemi dell’ormai consolidato razionalismo internazionale. L’edificio milanese in questione, frutto di una rigorosa applicazione dei dettami del movimento moderno, si pone al tempo stesso in stretto rapporto col contesto milanese in cui sorge, dialogando in particolar modo col Duomo, i campanili della città, ma soprattutto col Castello Sforzesco.
La torre, con la sua caratteristica forma "a fungo" si erge nel cielo della città integrandosi con le emergenze tradizionali dello skyline del centro di Milano: palazzi, torri, cupole, campanili. Essa si rifà alla tradizione lombarda richiamando la mole ed il profilo dei torrioni medioevali, ma anche riproponendo la struttura del palazzo medievale che vedeva allineati su un piano arretrato i piani inferiori, generalmente adibiti a magazzini, laboratori o botteghe mentre i piani superiori, generalmente residenziali, sporgevano retti da mensole in legno o pietra.
La stessa ripartizione funzionale è riproposta nell’edificio dei BBPR: i primi diciotto piani, più due sotterranei riservati agli impianti, sono infatti occupati da negozi, uffici e servizi vari, mentre i successivi piani aggettanti, fino al ventiseiesimo, sono occupati da appartamenti.
Il caratteristico profilo della torre, tuttavia, più che un puro esercizio stilistico è la conseguenza di un lungo intrecciarsi di studi e ragionamenti fondati sulla ricerca di risposte logiche e funzionali alle condizioni spaziali in cui inserire la torre. L'edificazione è stata costretta in uno spazio ristretto alla base, ma libera di espandersi nei piani superiori, vincolata dai regolamenti edilizi che imponevano volumetrie specifiche a seconda delle destinazioni d’uso ed alle esigenze della committenza che preferiva una destinazione mista in vista del nascente Quartiere Direzionale destinato esclusivamente ad uffici per grandi aziende.
Per la complessità tecnica e tecnologica, l’edificio nasce anche da un lavoro di équipe che per circa dieci anni vede un team di ingegneri strutturisti, esperti di impianti ed economisti stretti attorno al gruppo di architetti nell’intento di progettare un edificio organico e coerente.