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Difficile sintetizzare in poche parole la fotografia di Nino Cannizzaro; la sua personalità complessa si riflette nel suo modo di vedere, di riportare la realtà filtrata dal suo essere....
... Questo forse è il comune denominatore della sua produzione fotografica: egli accompagna, a volte dolcemente, spesso in modo vigoroso, l'osservatore dentro l'immagine. Non esiste più un confine tra piani d'osservazione: vediamo ciò che vede lui, percepiamo le sue molteplici sensazioni ed emozioni.
Osservare le sue Fotografie è come compiere un viaggio nel centro dell'uomo. Anzi per la precisione, nel centro di Nino. Ti rapisce con il suo modo di "sentire", ti spalanca gli occhi risvegliando sensazioni sopite ma sempre presenti. Scava con le sue fotografie; scava la natura umana, con le sue gioie e debolezze, scarnificata da qualsiasi futile orpello, che non sia l'uomo e se stesso, così come la strada e se stessa, il paesaggio e se stesso. Non è possibile scindere l'uomo dal fotografo. Nino è la sua fotografia.
Parallelamente alla sua passione per la Fotografia di strada, egli affianca un nuovo cammino, guardando ciò che lo circonda con occhi socchiusi: i contorni si fanno sfuggenti e impalpabili, sintetizzando l'essenza delle cose e del movimento. Il segno diventa ancora più vibrante, come un incisivo tratto di carboncino su una superficie ruvida; apparentemente astratte, le sue immagini colpiscono per l'efficacia e l'espressività del linguaggio, i cui tratti riportano alla memoria attimi di vita, luoghi, sensazioni. Maestrale è l'apoteosi di questo suo esprimersi. Un elemento comune, familiare, inflazionato come il mare, qui racchiuso in un quadrato dal perimetro che sembra infinito; non ingabbiato o soffocato, ma in continua espansione. Le sue onde polverose divengono velature sovrapposte di grigi dalle quali si propaga un'energia vibrante che pervade l'intera immagine, che si fa cielo, acqua, aria, traducendo gli elementi in sensazione. E l'immagine diviene l'espressione della percezione del vento e dell'acqua, snaturandosi dalla sua rappresentazione oggettiva.
Nino Cannizzaro nasce a Palermo nel 1970; si avvicina alla fotografia solo nel 2006, totalmente da autodidatta, avendo fino a quel momento studiato e lavorato in ambiti estranei all'arte e ancor meno alla fotografia.
Nel 2006 vince il Panasonic Photo Awards del mese di settembre con una delle sue prime fotografie, «Faro».
Nel 2007 espone in una personale «Dual - Fotografie» al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano di Taormina, dove spazia dalle street di una Parigi insolita agli scorci di una Sicilia dimenticata, ai paesaggi sferzati dal vento della Cornovaglia, fino alla magia delle Isole Eolie:
Nel 2008 partecipa e vince 2 volte nella categoria "Reportage" il Visual Arts Contest.
Sempre nel 2008 la sua fotografia, «Maestrale», entra nella rosa delle Editor's Choice per la categoria «Creative Vision» al prestigioso concorso «Digital Camera Magazine Photographer of the Year 2008».