"Ma questa foto l'hai ritoccata!"

Partecipa nella discussione! Registrati gratuitamente!
Registrati gratuitamente
Noi trattiamo i tuoi dati con la massima cura!
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 1 di 84
0 x grazie
Link
Riprendo direttamente il titolo di un mio post su ImagoVeritatis, del quale riporto una sintesi di seguito per facilitare la discussione, invitandovi comunque a leggere il post per intero, senza tralasciare i commenti che sono seguiti. Lo trovate qui:
http://imagoveritatis.blogspot.com/2011 ... ccata.html

Come si evince dal titolo il tema della discussione che vi propongo è, ancora una volta, il rapporto tra la fotografia e la realtà, trasferito però nell'era digitale.
L'avvento delle nuove tencologie ha, tra l'altro, insediato una sorta di diffidenza congenita verso una determinata categoria di immagini, che si caratterizzano per una esposizione particolarmente bilanciata, altamente leggibili sia nelle ombre che nelle alteluci, oppure di fotografie dai colori particolarmente coinvolgenti, difficili da trovare in natura "as is".

Si tratta insomma di immagini che raffigurano soggetti noti in un modo diverso da come quegli oggetti sono apprezzabili a occhio nudo, e che per ciò stesso rendono la fotografia artefatta, non reale, agli occhi di una nutrita schiera di soggetti (generalmente profani, ma non sempre). Lo stesso fenomeno, come ha sottolineato uno dei commentatori del post, si verifica meno o per nulla in relazione ad immagini che volutamente si distaccano dalla realtà, poggiando la loro esistenza sulla palese costruzione per fotomontaggi e tecniche avanzate di fotoritocco (si veda ad esempio www.erwinolaf.com).

Ora, premesso che a mio avviso non è possibile fare distinzioni assolute, nel senso che è probabile che anche di fronte ad immagini come quelle di Olaf qualcuno venga fuori con la frase del titolo (tutto dipende dalla cultura personale), io mi chiedo cosa si cela dietro all'affermazione in questione.

In realtà la risposta potrebbe essere sin troppo semplice: dal momento che la fotografia è la più mimetica tra le arti e il cui noema sarebbe il fatidico "ça a été", ogni qualvolta ciò che vi è raffigurato appare irreale ecco che scatta l'insinuazione del fotoritocco.
Tuttavia, a mio modo di vedere le cose, ritengo che tale risposta sia tutt'altro che soddisfacente, almeno per le seguenti ragioni.

1) Se è vero che il noema della fotografia è il "ça a été" (ciò che in buona parte condivido), il fatto di avanzare l'insinuazione di fotoritocco implica, giocoforza, il fatto che l'insinuante osservatore abbia riconosciuto quella immagine come fotografia. Che vi abbia riscontrato, in definitiva, un grado di mimetismo tale da classificarla come fotografia. Se ciò è, allora perchè insinuare il fotoritocco (tralasciando tutto il discorso sul corretto utilizzo di questo termine)? O è fotografia o non lo è, e se si accetta che sia fotografia l'insinuazione è totalmente fuori luogo, dal momento che nel ragionamento dell'insinuatore il fotoritocco inficia e snatura il mimetismo della fotografia, la sua corrispondenza al reale e, dunque, al vero. Invece no, egli la classifica come fotografia ma poi pretende che si ammetta che essa è stata "ritoccata", come se questo cambiasse o giustificasse qualcosa.

2) Il legame tra la fotografia e il reale, se da un lato è forte perchè - proprio come sostiene Barthes - "ça a été" (il soggetto si è davvero trovato di fronte all'obiettivo), dall'altro lato cela una inevitabile rottura con esso. Ogni fotografia è, in definitiva, ritoccata perchè le leggi ottiche e fisiche che sottendono all'atto fotografico (analogico o digitale che sia) impediscono una perfetta e assoluta riproduzione del reale, di talché ogni fotografia non è che una parte di un reale, trasfigurata, appiattita e immobilizzata su un pezzo di carta (o una serie di numeri). Ciò che nella realtà ha un peso, una dimensione, una profondità, un profumo o un sapore, diviene in fotografia una serie di chiaroscuri, talvolta conditi da sfumature cromatiche, ma pur sempre una successione di toni e tonalità. Si può parlare di reale? Dunque perchè alcune immagini devono pagare questo scotto e essere in qualche modo sminuite dall'assurda pretesa che esse siano "ritoccate" (e mi soffermo ancora sulla necessità delle virgolette)?

Date queste premesse io credo che immagine e fotografia siano differenti: la seconda ha un legame stretto e imprescindibile con il reale, pur non essendone una copia. Una volta classificata una immagine come fotografia tutto il resto è superfluo, significa che qualunque intervento fatto in fase di sviluppo (quindi postproduzione) non è stato tale da rompere quel legame con il reale: rimane una fotografia, punto, non c'è altro da aggiungere.

O no?
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 2 di 84
0 x grazie
Link
Ammetto di essere rimasto deluso. Ho iniziato questo argomento ieri sera all'una e in 14 ore di tempo pensavo che almeno un utente sarebbe intervenuto, anche solo per dire che trova l'argomento noioso. Invece nulla...

Sarà che non si parla di inciuci e battibecchi?
ennio valotto ennio valotto   Messaggio 3 di 84
0 x grazie
Link
Forse hai ragione ...non si parla di scemenze ed allora la community si eclissa , io la penso come te e per me che ritoccavo tagliandole a mio modo anche le diapositive , il tuo ragionamento non fa una grinza , Poi non mi inoltro in altre considerazione troppo distanti dalla mia cultura fotografica. Spero che ci siano molti interventi che se ne parli , parli , parli , propio per sentire e capire che aria tira.
Ennio
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 4 di 84
0 x grazie
Link
Lo spero anche io Ennio, intanto grazie per il tuo intervento...
Rosario Corrao Rosario Corrao Messaggio 5 di 84
0 x grazie
Link
Ciao Giancarlo .ho letto tutto quello che hai scritto sul sito ImagoVeritatis...
condivido tutto quello che tu dici .
Vorrei dirti che leggo spesso i tuoi articoli e ne faccio tesoro ..quindi continua ... grazie
ciao Ross.;-)
laura fogazza laura fogazza Messaggio 6 di 84
0 x grazie
Link
...caro Giancarlo...instancabile, preparato, intelligente...tenace...

...i punti caldi...sono sempre quelli...il concetto di soglia...di cui parlava V.O.G. nel suo 3d (anche quello miseramente in abbandono...)

http://www.fotocommunity.it/forum/read. ... 05&t=40105

...e l'annosa questione tra "la fotografia" e la "non-fotografia"

...io credo...che non si sappia più...cosa sia o dovrebbe essere il reale...

viviamo in così tante finzioni...anche inconsapevoli...che...il discrimen tra l'una e l'altra è davvero impercettibile...i nostri tempi...sono intrisi di finzioni...e la fotografia...come ogni linguaggio che si interroga e che interroga il mondo...si chiede ormai da tempo...cos'è il reale...

c'è un film di Win Wenders...dove i protagonisti...trovano un modo per "materializzare" i loro sogni...e ne rimangono...schiavi...dipendenti...come i drogati...

siamo tutti un po' così...in questo mondo...di consumismo...di velocità lenta e vorticosa cieca e assordante...

...secondo me la fotografia non è mai stata la trascrizione del reale...ma del mio reale...del mio modo di vedere il reale....

...V.O.G. ama cita re spesso Ghirri e le sue Lezioni di fotografia...bé ad un certo punto, all'inizio, Ghirri scrive: "Io invece credevo -credo ancora- in una differente intenzionalità (...), consiste nel guarddare alla fotografia come a un modo di relazionarsi col mondo, nel quale il segno di chi fa fotografia, quindi la sua storia personale, il suo rapporto con l'esistente, è sì molto forte, ma deve orientarsi, attraverso un lavoro sottile, quasi alchemico, all'individuazione di un punto di equilibrio tra la nostra interiorità - il mio interno di fotografo-persona - e ciò che sta all'esterno, che vive fuori di noi, che continua a esistere senza di noi e continuerà ad esistere anche quando avremo finito di fare fotografia. (...) alla ricerca di quello strano e misterioso equilibrio tra il nostro interno e il mondo esterno".

...che c'entra questo col fotoritocco...

c'entra e non c'entra...

ora vado...più tardi...cercherò di spiegarmi...
Ciro Prota Ciro Prota   Messaggio 7 di 84
0 x grazie
Link
L'inevitabile domanda a cui si é sottoposti quando si espongono le proprie fotografie....e ormai sono abituato a questo tipo di curiosita' da parte dell'osservatore: sono argentique o numerique.....la mia risposta é sempre la stessa: sono fotografie.
La trasformazione di un'immagine in seconda fase,postproduzione (si dice?),é gia' di per se qualcosa di "artefatto e(oserei dire) freddo.....piu' si " tocca" il file piu' ci si allontana dalla realta' cosi' come l'ottica l'ha immortalata,e purtroppo devo dire che anche se si opera la sola trasformazione in bn per me si tratta di fotoritocco,é inevitabile....a meno che non si scatti direttamente in bn e si adoperasse il file cosi' com'e'( ovviamente parlando del digitale/numerique).....
Per quanto mi riguarda,le mie immagini sono quello che vedo,quella porzione di mondo che in quel momento osservo con piu' interesse,e credo che l'essere in quel momento in quel determinato posto é sempre un privilegio alla vita stessa, e cogliere precisamente quello che voglio é una "chance" a cui non posso e non devo rinunciarvi.....
Insomma il " ritocco" ci circonda. ( sfortunatamente)
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 8 di 84
0 x grazie
Link
concordo con le parole di ciro facendo un piccolo distinguo .. a mio avviso è accettabile la post produzione possibile come da regolamento dei più prestigiosi premi ( WPP, Barnack, etc..) in cui gli interventi ammessi sono limitati al solo miglioramento delle caratteristiche intrinseche del file.

è vero che la conversione in bn è un fotoritocco ma a mio avviso accettabile ... si faceva pure in analogico io ad esempio stampavo in bn sia le dia che il colore...

l'unica macchina che ho provato in grado di dare un buon bn direttamente in fase di scatto è la leica M9 ... tutte le altre , almeno le mie nikon, sono un po' limitate in questo ... sarà anche che io scatto e basta e di tanta elettronica non so che farmene anche perchè non sono capace ad usarla.

tutti gli altri interventi sono cose che fanno si che la fotrografia perda il suo valore e diventi solo carta per chi sa usare un pc. da questa analisi però bisognerebbe fare un distingui sulla fotografia pubblicitaria in cui le esigenze di comunicazione del messaggio , anche solo aggiunte con un testo che evidenzi la marca del prodotto, indirizzano l'immagine fotografica ad una comunicazione differente da quella propria della fotografia



Messaggio Modificato (8:29)
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 9 di 84
0 x grazie
Link
Salve amici, interessanti interventi che mi inducono a replicare e a puntualizzare.

Intanto vorrei specificare che l'oggetto di questa discussione non è "fino a che punto posso postprodurre", cioè la solita tiritera interminabile. Qui si parla di interventi di "sviluppo" del file raw che, sebbene attraverso le nuove teconologie, non hanno nulla di diverso da tutta la procedura di sviluppo e stampa dei negativi argentici. Nulla di diverso non tanto quanto a risultati (ovviamente diversi per via della diversità di strumenti) quanto a base ontologica. Detto più chiaramente: il negativo si sviluppava prima e si sviluppa ora.
Per questa ragione l'uso che faccio del termine "ritoccata" è relativo al solo sviluppo del raw.

Chiarito questo, riporto il discorso nei ranghi che mi ero prefissato. Si prendano ad esempio le mie immagini che trovate al link che ho messo sopra: accade che di fronte ad immagini di quel tipo l'osservatore medio pretenda l'ammissione di un non meglio specificato fotoritocco, come se volesse giustificare una validità dell'immagine che solo con l'inganno è possibile ottenere.
Il mio punto di vista è proprio l'assenza dell'inganno, in quanto quella validità è parte della fotografia stessa, dei suoi meccanismi e del suo procedimento. E' fotografia insomma, non è realtà.

Mi spiego?
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 10 di 84
0 x grazie
Link
sul raw non posso dire niente .. io scatto solo in jpeg... intanto mi vengono benino lo stesso senza tanta fatica

sinceramente non mi ritrovo molto nelle immagini che hai messo quali esempi nel tuo blog ... "io sono piccolo" come scriveva giacomelli e voglio rimanere tale con la semplicità di ciò che vedo ... mi paiono, quelle immagini, troppo "grandi", troopo "perfette", un po' autoreferenziali... mio pensiero naturalmrente non condivisibile

non concordo con quanto scrivi al punto 2) del tuo blog ... assolutamente , non è vero a mio avviso che il digitale e cito testualmente" abbia ampliato il ventaglio delle possibilità del fotografo, fornendogli strumenti molto potenti per fare cose prima impensabili o a limite della possibilità."
casomai ha permesso di ottenere certi risultati a mio avviso falsi o falsati con minore dispendio di energie e con minore proffesionalità in campo fotografico.
se fai fotografia gli strumenti li hai da sempre , forse sono più complessi ma se utilizzi un banco ottico con lastra 20 x 25 ti assicuro che non c'è digitale che tenga il confronto ... naturalmente se si vuole fare fotografia e non fumetti a mio avviso un po' anacronistici.
naturalmente queste attrezzature non sono indirizzate ad una fotografia amatoriale .. ma non credo che questo sia il punto.
ho usato alcune volte macchine a banco fino al 10 x 12 ( ora solo il 6 x 6 per mia comodità) ma ho visto e molto attentamente stampe a contatto fatte con lastre di dimensioni ancora più grandi e ti assicuro che se utilizzi ad esempio per una fotografia panoramica una Linhof Tecnorama il risultato, senza perderci ore dopo, è di un livello irraggiungibile. naturalmente te la devi far stampare da uno che sa il fatto suo , ma se il negativo è corretto il risultato è abbastanza scontato.

ma risultati apprezzabili li riesci anche ad ttenere con un 6 x 6 ad esempio con una hasselblad SWC... la macchina utilizzata da mimmo jodice per la sua raccolta intitolata " mediterraneo".


una cosa ... tu chiudi il tuo intervento dicendo " combattiamo questo fenomeno" e leggo in questa tua affermazione una posizione critica nei confronti dell'usa del digitale , mi chiedo allora perchè hai scattato la foto n° A e C in cui la tecnica del fotoritocco è esasperata???



Messaggio Modificato (10:35)
Gero Merella Gero Merella   Messaggio 11 di 84
0 x grazie
Link
Mi introduco per ora solo con una semplice domanda.
Qualcuno mi spieghi,dopo che ho letto gli interventi, perchè quello che GENERA la Polaroid è considerata Fotografia vera quando in effetti altera completamente la realta' e la stravolge in tutto e per tutto.
Non effettua forse nella fase di sviluppo un esasperato (automatico e anche abbastanza casuale) fotoritocco?
Voglio dire
Se io scatto una foto a colori normalmente poi lavoro sul bilanciamento dei colori,contrasto etc..e ottengo una foto tipo polaroid(non per voler imitare ma per voler interpretare) mi sento dire che la foto è taroccata e quindi assolutamente tutto tranne che una foto artistica.
Se la LASCIO FARE alla Pola invece è arte.

Luca(VOG)
Scattando in jpeg non otterrai mai un ben Bn dalla Nikon. Quando stampi le tue foto o i libri dall'analogico lo fai dai provini o dal negativo?
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 12 di 84
0 x grazie
Link
lo faccio fare dai negativi. se stampo fotografie che mi servono quello chi mi stampa scansiona con un Imacon se invece mi servono per un libro io consegno i negativi e poi chi stampa per l'editoria fa prima le pellicole in off set e poi alcune prove al torchio con diversi tipi di settaggi su cui poi si sceglie il tono ritenuto migliore . le prove solitamente me le fanno su alcuni fogli che corrispondono ai sedicesimi di stampa, io scelgo su quali fotografie fare le prove tra quelle più " difficili" e poi solitamente, soprattutto per questioni di costi, quanto viene deciso si applica su tutte le immagini. se invece le fotografie sono in digitale di solito io faccio una sorta di provino (20 x 30 ad alta risoluzione in bn) per definire il taglio e la tonalità che vorrei ottenere nel caso sia previsto e consegno il file come è stato scattato ... loro fanno tutto dalla conversione fino ad una stampa che può prevedere anche mascherature fino perpoi fare le prove al torchio sulla carta che verrà effettivamente utilizzata e sulla base delle quali io scelgo ... poi il flusso di lavoro segue l'iter normale.

io credo a proposito della polaroid che sia estremamente importante e soprattutto congruo allo spiritooriginario di Land che non vi sia una manipolazione successiva allo scatto . la fotografia è quello che è stato "registrato" senza alcuna possibilità di ulteriore intervento anche se questo non è del tutto vero perchè alcuni trattamenti di "transfer" dell'immagine polaroid sono possibili, così come altri interventi manuali di tipo "artistico" ( graffi, schiacciamenti dell'emulsione in fase di fissaggio etc.) .. uno che so si ottiene ad esempio immergendo immediatamente la fotografia in acqua calda e stampare a " contatto " su carte molto particolari quali tipo certe carte giapponesi di cui non mi ricordo il nome .. ma non l'ho mai provato.

il simil polaroid ottenuto in digitale è una mistificazione anzi un falsoma non solo per il risultato ma perchè contrario allo spirito nativo del progetto polaroid innanzitutto perchè l'immagine non è unica ma può essere riprodotta, poi non esiste l'originale stampato su quel tipo di supporto e poi perchè attua una uniformità dell'immagine secondo parametri preimpostati che sono l'esatto contrario allo spirito originario dwella polaroid . ad esempio se sul formato sx o 600 togli la protezione il supporto mostra l'emulsione oltre l' immagine e questa è sempre unica, non potrà mai essere uguale . lo stesso vale pure per il formato 100 ( tipo Fuji FB) in cui il bordo nero perimetrale talvolta anzi spesso non è mai uniforme ed è sempre differente. in secondo luogo sul grande formato polaroid ottieni un negativo su cui si può stampare per contatto cosa non possibile con il digitale.

ottenere in digitale l'effetto polaroid a mio avviso è culturalmente poco sensato.. e mi viene da ridere quando si vedono le finte polaroid in cui il bordo di protezione presenta una leggero effetto di "martellinatura" come se fosse in cartoncino che non è mai esistito in quelle vere, almeno io non l'ho mai notato
Gero Merella Gero Merella   Messaggio 13 di 84
0 x grazie
Link
Non parlavo infatti di ottenere un polaroid in digitale.(forse mi sono espresso male)
Parlavo di ottenere determinati effetti bilanciando o sbilanciando i colori.
Cosa che fa la polaroid (ribadisco automaticamente)
Era anche ovvio )e sperabile)che tu non stampassi da provini.
Con quella frase volevo dire che non puoi pretendere di ottenere un buon Bn scattando solo in jpeg.

In sostanza la mia cruda opinione è questa:
Le foto fatte con la polaroid sono taroccate tanto quanto una foto elaborata al computer.
Con la differenza che a parte alcuni accorgimenti(per altro controllabili solo in parte) il risultato è sempre lasciato alla macchina.
Utente cancellato Utente cancellato Messaggio 14 di 84
0 x grazie
Link
non credo che le polaroid diano un prodotto taroccato ... forniscono solo, forse, una rappresentazione differente da quella canonica a cui siamo abituati .è come prendere una vecchia folding 6 x 9 di 60 anni fa e scattare la fotografia sarà " differente" rispetto a quella che rappresenta una digitale moderna forse solo per questioni ottiche e costruttive. forse questa differenza è ancora maggiormente acuita dall'uso di pellicole che puntano, per esigenze commerciali, ad un risultato "artistico" quali sono le Impossible project. quelle in formato 4 x 5 della fuji forniscono risultati perfetti se con tale termine ci si riferisce alla rispondenza tra quanto ripreso e quanto riportato.
la polaroid ha l' allure di macchina che confeziona risultati più artistici è vero ma questo era lo spirito che alimentava anche quel tipo di "progetto di assistenza" ( non mi ricordo il nome esatto) che messo a punto da Land ha fatto si che si formasse la Polaroid Collection ed in cui venivano offerte delle agevolazioni a tutti quei fotografi emergenti che la utilizzavano in modo creativo .
The polaroid Book ,un bellisimo libro della Taschen che costa solo 9,90 eurozzi , riporta in un testo di Barbara Hitchcock tutta la vicenda. D'altra parte però se si osservano le Polaroid di Ansel Adams o di Newton, tanto per citarne due a caso, queste sono "perfette" se con tale termine assumiamo quel tipo di fotografia in cui è maggiore se non ossessiva la rispondenza tra il reale ripreso e la sua riproduzione. se per reale rispondenza assumiamo il parametro attuale offerto dal livello delle odierne macchine l'utilizzo di mezzi e tecnologie tecnologie differenti che forniscono risultati differenti possono essere interpretati come artistici
Gero Merella Gero Merella   Messaggio 15 di 84
0 x grazie
Link
Resto fermamente della mia idea...
Chiuderei (per quanto mi rigaurda) qui il capitolo Polaroid (che per altro ho ma siccome non sono ricco le pellicole non le compro...ehehe)
Per non andare fuori tema.

:-)

Interverro' in seguito sulle foto di Gian e sul resto del discorso.
Partecipa nella discussione! Registrati gratuitamente!
Registrati gratuitamente
Noi trattiamo i tuoi dati con la massima cura!
vers
le haut