VINCENZO GALLUCCIO è l’autore del nuovo PORTFOLIO scelto e recensito da ERAS PERANI, dal titolo “La perfetta imperfezione”

Un nuovo PORTFOLIO è stato scelto e recensito dal nostro prezioso collaboratore ERAS PERANI  che va ad arricchire lo spazio dedicato su Fotocommunity.it

Si tratta di 6 foto di VINCENZO GALLUCCIO  che costituiscono il PORTFOLIO “La perfetta imperfezione  che vi invitiamo a visitare.

E questa la recensione dell’amico Eras che accompagna le foto:

La perfezione nell’ imperfezione, dove la ricerca cromatica si associa al possibile non luogo, dove l’importante non è “cos’è” ma “cosa sembra che sia”.

Quando guardo le fotografie di Vincenzo, ho la conferma che “il viaggio è nella mente”, trascende il reale per inoltrarsi là dove il nostro immaginario trova le risposte più surreali, consapevoli di esserlo.

Viaggiare in questo “inconscio” credo sia la nota più caratteristica di Vincenzo, che sa prenderci per mano accompagnandoci nelle sue visioni per raccontarci come Alice abbia trovato la strada per il Paese delle Meraviglie e ancor più la via del ritorno.

Non voglio andare oltre, rischierei di distorcere le sue visioni.

2 pensieri su “VINCENZO GALLUCCIO è l’autore del nuovo PORTFOLIO scelto e recensito da ERAS PERANI, dal titolo “La perfetta imperfezione”

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  1. …che dire? grazie Eras, grazie Giorgio.Queste fotografie “imperfette” stanno tra le mie preferite, un po’ perché sono le ultime , un po’ perché appartengono a quelle fotografie immaginate, cercate e trovate. L’attimo da cogliere esiste, ma non è il solo tempo con il quale si possono fare fotografie, a volte bisogna aspettare, altre volte cercare. La fotografia “Polaroid 86” scattata a Stromboli, l’ho pensata due giorni prima, quando avevo visto la ragazzina. Ho avuto due giorni per pensarci e circa mezz’ora per farla; poi la luce, la spiaggia, la sabbia nera del vulcano sono le cose che ho messo al centro della fotografia, per cui una fotografia rettangolare è diventata quadrata, giusto per chiudere in un “imperfetto cerchio” una immagine imperfetta. Ma c’è un altro motivo che mi spinge a fare questo genere di fotografia: io mi muovo con la macchina appesa al collo, cercando il tempo lungo più giusto, avvicinandomi ed allontanandomi dal soggetto, muovendo la macchina in orizzontale o in verticale, cercando di entrare nella scena per coglierla o per modificarla, scattando decine di fotogrammi per poi sceglierne uno, se c’è. Se non c’è quello che avevo cercato non mi dispero e cestino tutto. Cestinare è l’unico modo per produrre delle buone fotografie.
    A presto, Vincenzo

  2. Solo applausi per questa serie di immagini di Vincenzo Galluccio e per la presentazione competente di Eras Perani. Personalmente, prima di chiedermi se uno scatto mi piace o non mi piace, mi domando quali emozioni mi procura, al di là di qualsiasi significato che il primo impatto possa trasmettermi. L’associazione cromatica, l’equilibrio dei chiaro-scuri, il titolo e il messaggio che l’autore vuole trasmettere, sono gli elementi che cerco di analizzare. A volte mi riesce facile ,a volte mi ci vuole un po più tempo. Ma alla fine , se i valori positivi prevalgono su quelli negativi il risultato è per me scontato.
    A questo proposito mi torna in mente uno stupendo quadro di Claude Monet “Impressione, levar del sole” 1872. In realtà soltanto il secolo successivo questa tela con il sole che sorge e tanti altri quadri di Monet otterranno il riconoscimento che meritano. Questo a dimostrare che il tempo che si dedica all’esame di un’ opera non è mai troppo.
    Lo dice uno che sotto il profilo fotografico si considera un banale riproduttore della natura, in tutte le sue caratteristiche, ma che non tralascia di ammirare chi, attraverso altre tecniche o con programmi post produttivi, arriva a questi risultati. Complimenti Vincenzo!