Lasciamo che le bellissime parole scritte dall’autore illustrino la splendida e misteriosa mostra online di questa settimana: “Etna”, di Francesco Torrisi.
“Da siciliano e soprattutto da catanese, non posso non aprire gli occhi ogni mattina e salutare il “Gigante Buono”.
E’ così che noi, che viviamo alle sue pendici, chiamiamo il “nostro” vulcano Etna.
L’Etna è viva, noi lo sappiamo bene.
Lo sentiamo sotto i nostri piedi: vibra, sussulta, trema.
Lo sentiamo con il nostro udito: brontola, esplode ed urla.
Lo sentiamo sulla nostra pelle quando decide di coprire le nostre malefatte sotto una spessa coltre di cenere.
Noi l’amiamo sempre e comunque.
La Sicilia è per sua natura un coacervo di contrapposizioni, di noi che l’abitiamo, di colori, di suoni e di odori. Poche culture e popoli, alla stregua di noi siciliani, riescono a rappresentare perfettamente gli “opposti”: il bene ed il male, il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, il dolce e l’amaro.
Nel fare una di queste cose, noi semplicemente esageriamo.
Ecco perchè un siciliano lo riconosci sempre ed ovunque, lo abbiamo nel sangue, ci facciamo notare.
L’Etna è tutta un’altra storia.
Pur essendo in Sicilia è fatta di tutt’altra pasta. La sua roccia è sua soltanto, il resto della Sicilia è fatto d’altro.
Lei è una Signora discreta, non è vanitosa e non ama mostrarsi con colori accesi.
Lei è sempre vestita di scuro.
Solo raramente, quando è in vena e c’è parecchio freddo, esce con il suo bellissimo cappello bianco, fatto di candida neve.
Ma attenti a non fare arrabbiare i buoni.
La furia devastante dell’Etna trova forza nel più profondo della Terra, ed eccola che, anche senza preavviso, mostra tutta la sua ira con fiumi di lava incandescente.
Ma anche la sua rabbia è discreta, indomabile ma discreta.
Ti da il tempo di capire, riflettere e metterti in salvo.
Finora ha sempre fatto così.
Speriamo di non farle cambiare idea.
Questo è il mio piccolo tributo alla nostra “Etna”, in bianco e nero, senza colorati sfarzi, ma semplicemente una visione in chiave discreta.
Credo che solo così l’Etna gradisca che si parli di lei e mi perdoni per averlo fatto” (Francesco Torrisi).
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