CARLO FERRARA premiato per la sezione FOTOGRAFIA, nella tredicesima edizione del premio internazionale di arte contemporanea ARTE LAGUNA PRIZE 2019

CARLO FERRARA è tra i 25 finalisti della tredicesima edizione del premio internazionale di arte contemporanea, che ha luogo nell’affascinate location dell’Arsenale,  ARTE LAGUNA PRIZE di VENEZIA, per la sezione FOTOGRAFIA.

La foto premiata è intitolata “Border”, e, racconta l’amico Carlo “nasce da una idea di confine ed esprime la sensazione di sospensione che ognuno di noi vive, quando deve attraversare un confine, fisico o mentale. In quel momento si è in una sorta di limbo e non si sa se quello che si lascia sia il giusto o lo sbagliato, ne’ quello che si sta per vivere. Una domanda senza risposta perchè nessuno potrà mai dirlo. ”

L’inaugurazione è fissata per il 30 Marzo alle ore 17 e nello stesso evento ci sarà la premiazione.

Complimenti a Carlo!

 

 

4 pensieri su “CARLO FERRARA premiato per la sezione FOTOGRAFIA, nella tredicesima edizione del premio internazionale di arte contemporanea ARTE LAGUNA PRIZE 2019

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  1. Dopo le parole di Vincenzo posso solo aggiungere anche i miei complimenti!!!

  2. grazie a te, per essere con noi!

  3. Così arrossisco. La gentilezza di Lucy e le parole di Vincenzo sono due cose che mi riempiono di gioia. Davvero le parole per ringraziarvi in modo consono sono poche quindi le riassumo in un immenso grazie. La costanza e l’impegno che metto in ciò che produco è alimentata da persone come voi. Grazie grazie grazie.

  4. Le fotografie di Carlo sono sorprendenti, nel senso che mi hanno sorpreso per bellezza, intelligenza ed ironia ma soprattutto perché – mi par di capire – Carlo non si ferma davanti al “già visto” dell’osservatore che aspetta “il momento giusto” per scattare, ma è lui stesso a “scattare al momento giusto”! Il suo occhio non è un passivo sguardo sull’esistente, ma un colpo d’ala che gli consente di entrare nell’immagine, di partecipare all’esistente nel tentativo di viverlo fino in fondo: con ironia, arte e tempo. E magari di modificarlo a suo piacimento, senza particolari intenti se non quello di “una ossessiva passione” che gli permette di volare – pardon di saltare – sopra le cose e le persone. Con grazia e saper fare. Perché il punto è qui: saper fare una buona fotografia è altra cosa che scattare una bella fotografia. Se comprendessimo che la conoscenza del mezzo è imprescindibile dalla buona pratica, avremmo fatto un “salto in avanti” alla maniera di Carlo.
    Complimenti.