“b&w in un interno_172” di PIETRO DE ANGELIS è la nuova selezione per la GALLERIA DELLO STAFF

LO spazio dedicato alla GALLERIA DELLO STAFF  ha un nuovo ingresso. Si tratta di “b&w in un interno_172” di PIETRO DE ANGELIS

Uno studio di nudo indoor, che fa parte di una serie a cui il nostro Autore si sta dedicando da tempo.

“Bianchi scultorei formano, come trama e ordito, il drappo morbido, intrecciandosi tra loro e restituendone tutta la delicatezza. Perfetta la posa, e adeguata all’atmosfera, un raccoglimento che si riflette sulla posizione del capo, inchinato e chiuso, come le palpebre, in pensieri segreti. Le linee spezzate delle gambe, del tronco e delle braccia conferiscono ulteriore sinuosità, morbidezza visiva. L’inquadratura  lascia un respiro più ampio al contorno e allo sfondo in ombra. In questo modo le tonalità dei grigi del corpo risultano in evidenza, dolcemente toccate dalla luce che arriva dall’alto. 
Ci sembra così di guardare l’essenza della donna, più che il suo corpo. 
Magia della Fotografia.”

GIORGIO MONTANI con le sue immagini in una mostra personale a cura di FELIPE MARTINEZ PEREZ a BOLIVAR (Argentina)

Tornano le collaborazioni tra utenti di diverse nazionalità, questa volta tra FELIPE MARTINEZ PEREZ , per la pagina spagnola e GIORGIO MONTANI per la pagina italiana, entrambi  amici di Fotocommunity.

Una collaborazione  che ha prodotto una mostra in BOLIVAR  (provincia di Buenos Aires , Argentinaesposte  nella galleria di Felipe Martinez Perez, alla Camera di Commercio e Industria della città, che proseguirà per tutto il mese di Febbraio 2019, e che è stata documentata da un video di presentazione trasmesso dalla emittente locale. 

Le immagini di Giorgio presenti in mostra (qui di seguito una piccola selezione) hanno come protagonista principale la neve, nei paesaggi meravigliosi che l’Autore da tanto tempo ci regala, sia in bianco e nero sia a colori.

Complimenti per questa collaborazione tra amici di Fotocommunity.

 

LA GALLERIA DELLO STAFF ha una nuova selezione: “Resterò qui…” di GIOCHI

La GALLERIA DELLO STAFF aggiunge un’ altra immagine nello spazio che si affianca alla Galleria che tutti conosciamo, a cui si accede dopo una votazione degli utenti.

Al contrario la GALLERIA DELLO STAFF   ospita le foto scelte dallo staff,  senza passare dal voto degli utenti, che saranno accompagnate da una recensione che ne spieghi il valore e la scelta. Ultima in ordine di tempo ad essere selezionata è “Resterò qui…” di GioChi

 

La resa della luce, difficile e tecnicamente impegnativa, costruisce un effetto scenografico notevole.
I neri chiusi dello sfondo che circondano la barca, sono un abbraccio protettivo in cui tonalità scurissime  non fanno paura, reggono, al contrario, come un velluto soffice, la composizione situata tutta nella parte bassa del fotogramma, così da rendere il soggetto più vicino a chi osserva, più amico, e meno estraneo.
In acqua  riverbera una luce frantumata in mille riflessi, che racconta di una grande pace, di un silenzio che avvolge l’aria e l’acqua, pare giusto sentire il leggerissimo sciabordio del remo, e il sussurro dei suoi pensieri quieti.
La notte disegna i suoi segreti.

Vi invitiamo a visitare qui le ultime selezioni

“HEALING GAME” di RobyB. è la nuova selezione per l’ ARCHIVIO DELLE MUSE a cura di ann mari cris aschieri

La nostra amica ann mari cris aschieri   curatrice dello spazio l’ ARCHIVIO DELLE MUSE  ha scelto e recensito una immagine di RobyB.dal titolo healing game…”.

Dunque… guardando bene, questa non è la semplice foto di una comune piazza della solita Venezia popolata da turismo anonimo.
Guardando meglio appunto, sapendo che questo Fotografo non fa mai scatti casuali, si nota sull’angolo l’insegna di un caffè che prende il nome dal vicino ponte Rialto e laggiù, sul fondo del perimetro, eretta nel bel mezzo, una statua bronzea, opera del 1883 di Andrea Dal Zotto.
La Piazza è Campo San Bartolomeo, e la statua raffigura l’esimio Carlo Goldoni, cittadino della Repubblica di Venezia, avvocato, commediografo e soprattutto rifondatore del teatro italiano. Questa prospettiva urbana,  com’è ripresa dal Fotografo, potrebbe rappresentare il teatro ideale de “ La bottega del caffè”, commedia goldoniana messa in scena per la prima volta nel 1750. 
Tutta l’azione ruota attorno alla caffetteria, luogo di ritrovo di avventori abituali e forestieri. La “bottega” è collocata proprio al centro della piazza che, con i suoi edifici circostanti, funge da scenografia naturale. Vi si anima un microcosmo di umanità visto nel suo continuo andirivieni, fatto di pettegolezzi, voltafaccia, tradimenti, su cui vengono costruite le alterne dinamiche tra i personaggi, il cui interesse ruota comunque principalmente intorno allo “zecchino”. 
Dall’alto del suo piedistallo Goldoni sembra ancor oggi essere il regista che continua a sorvegliare la compagnia di attori, controllando che il copione venga rispettato nella forma e nei contenuti. 
Per capire meglio va precisato che a lui si deve la grande riqualifica del teatro, avvenuta in Italia nella seconda metà del ‘700 ( 150 anni più tardi di quanto era avvenuto in Francia con Molière) , una vera e propria riforma in seguito a cui lo spettacolo non era più costituito soltanto da una trama abbozzata con dialoghi affidati all’improvvisazione dei commedianti, ma diventava un vero e proprio testo letterario, con caratterizzazioni ben definite, e le cui parti venivano imparate a memoria dai commedianti. 
Con Goldoni il testo torna ad assumere il ruolo pedagogico che già si era prefissato di avere il teatro classico, e ridona importanza ai valori morali di ciascun personaggio. 
Le sue commedie attingono riferimenti, allusioni e richiami alla vita quotidiana, mettendo in scena rappresentanze dei diversi ceti della popolazione cittadina: dall’aristocrazia alla borghesia, fino al popolino, illustrando in modo satirico i conflitti che possono sorgere dalla convivenza delle varie classi sociali. 
Come tutti i geni, Goldoni non fu compreso a fondo in un’ Italia costituzionalmente di mentalità antica e ostile alle novità, i cui tempi non erano maturi per accogliere e condividere una visione meno classista della società. 
Per le sue idee morali, democratiche, egualitarie, Goldoni può essere oggi considerato un pre-illuminista e pre-rivoluzionario. La sua acuta rappresentazione della realtà sociale non mancò di essere per lui fonte di scandalo e guai allorchè i nobili, oggetto delle sue satire, si riconoscevano nei personaggi portati alla ribalta.
Indebitato dagli oneri accumulati per la causa del teatro, emigrò in Francia dove insegnò l’Italiano alla corte di Versailles, fino allo scoppio della Rivoluzione.
Non ebbe altre fortune in vita e morì povero.
Ingrata sorte che troppo spesso colpisce chi si dimostra anticipatore dei tempi. 
I Veneziani un secolo dopo gli resero onore con questa statua:
http://www.arte.it/luogo/campo-san-bartolomeo-1113

Grazie

(ann mari cris aschieri)

Complimenti a RobyB.

“I RIFLESSI DELL’ ANIMA” il nuovo progetto fotografico dell’associazione IMAGOMENTIS, dal 15 Giugno al 15 Luglio a SELVAZZANO (PD)

IMAGOMENTIS presenta un nuovo progetto fotografico: “I RIFLESSI DELL’ ANIMA”

un viaggio tra parole e immagini.

Da una intuizione di ALESSANDRA DI SIBIO, con FABRIZIO CARON, IVANO MERCANZIN e TANIA PIAZZA

Leggiamo dal comunicato stampa:

Affrontiamo spesso, anche in modo scientifico, il legame tra corpo e mente. Sondiamo i fondamenti del loro dialogare costante. Analizziamo il nesso tra la loro relazione e ogni azione volontaria e involontaria dell’esistenza.

Ma dimentichiamo spesso il terzo protagonista di questo dialogo. Quell ’elemento irrazionale capace di influenzare con forza le azioni umane. Dimentichiamo l’anima.

Raramente ci chiediamo cosa significhi essere anima. Una domanda che apre il baratro dell’incertezza e lascia un sapore di incompletezza.

Ciascuno è chiamato a fare storia sulla terra. Ciascuno si sente chiamato alla responsabilità e all’ attenzione per gli altri, per il futuro del mondo e dell’universo intero. Questa è l’anima che cerchiamo. La componente spirituale che orientala coscienza umana al rispetto di sé stessi e del suo modo di stare sulla terra.

Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te è il vero grido di salvezza. È un’invocazione che nasce da quell’ anima universale che vogliamo svelare con questo progetto.

L’anima che rivela la sua bellezza nella semplicità. Che illumina con intuizioni radiose i momenti bui. Che ispira la vita. Che libera corpo e mente.

Lo scopo del progetto fotografico è ambizioso:riuscire a cogliere l’anima della vita nella sua apertura verso il mondo everso tutte le sue creature. E offrirne l’immagine a quegli occhi che ancora non riescono a vederla.

Così oggi ti ho prestato i miei occhi. Per farti vedere ciò che amo guardare, questo scorcio meraviglioso. E dagli occhi, se si imbocca la via giusta, si arriva più in basso in quel luogo chiamato “anima” che conosce pochi avventori e che per questo si conserva pressoché intatto nel tempo. Ecco, ti ho portato lì, e ne hai visto i colori.

Tania Piazza

 

La mostra, che vede esposti i lavori di 22 Autori, si terrà come prima tappa a PALAZZO MAESTRI , a SELVAZZANO (PD), dal 15 Giugno  al 15 Luglio 2019

 

Conclusa la MINIGARA di GENNAIO 2019: ANGELO ALOISI, MAURIZIO MARTELLA e LYSA ZAGO i vincitori

La MINIGARA DI GENNAIO 2019 a tema “COLORE: DIVISIONE DI COLORI” si è appena conclusa con le votazioni degli amici partecipanti, e il nostro curatore ANGELO FACCHINI  ha stilato la classifica delle foto arrivate nelle prime posizioni, che avranno l’accesso in homepage, se non ci sono già precedentemente passate.

Al primo posto: “Eco – reflex” di ANGELO ALOISI una colorata geometria di paesaggio e riflessi

Al secondo posto: “Two colors” di MAURIZIO MARTELLA una composizione dall’effetto tridimensionale.

Al terzo posto “Fire” di LYSA ZAGO un controluce che usa il cielo come una tavolozza di colori.

Complimenti a tutti i partecipanti e ai tre vincitori.

Vi aspettiamo per la MINIGARA di FEBBRAIO!

“Io voglio bene agli alberi” di ILMONDODIELIOT (Cristina Finotto) entra nella selezione per L’ ARCHIVIO DELLE MUSE

ARCHIVIO DELLE MUSE è lo spazio di Fotocommunity dedicato alla selezione e commento fatti da Ann Mari Cris Aschieri di fotografie che a suo parere per carattere, stile e contenuti risultino affini a lavori espressi dalle arti figurative, dalla letteratura, dalla musica.

Ultima in ordine di tempo è “Io voglio bene agli alberi” di ILMONDODIELIOT (Cristina Finotto) 

“Strano, vagare nella nebbia! 
Solo è ogni cespuglio ed ogni pietra, 
né gli alberi si scorgono tra loro, 
ognuno è solo. 
Pieno di amici mi appariva il mondo 
quand’ era la mia vita ancora chiara; 
e adesso che la nebbia cala 
non ne vedo io più alcuno. 
Saggio non è chi non conosce il buio 
che lieve, implacabile da tutti lo separa. 
Strano, vagare nella nebbia! 
Vivere è solitudine. 
Nessun essere conosce l’altro: ognuno è solo.”

Questa poesia è tratta dal “Canto degli alberi” di H. Hesse, ma potrebbe essere frutto di un pensiero della nostra ElioT, amica degli alberi e della nebbia.
Il libro raccoglie anche brevi prose e racconti che si saldano tra loro nel tema comune degli alberi. Querce, betulle, tigli, peschi, cipressi e faggi sono compagni delle sue riflessioni e vengono da lui evocati come veri e propri esseri viventi . 
Simboli della caducità e dell’eterna rinascita, gli alberi sono santuari di spiritualità : chi sa parlare con loro è come se pregasse, e chi li sa ascoltare conosce verità che altrimenti ignorerebbe.
Una Verità ricercata dai treehugger, ossia gli “abbracciatori di alberi” convinti che il contatto con il loro tronco, con le radici che affiorano, con i rami e il fogliame infonda nuove e primordiali energie, unite a consapevolezza e solidità. E ciò in forma tanto più potente quanto più l’albero è vecchio.
A questo proposito un censimento degli alberi secolari è stato ordinato dal Ministero delle Politiche Agricole, la cui lista è consultabile anche on line. La lista si è recentemente arricchita della scoperta di un pino loricato nel Parco del Pollino in Calabria la cui età è stata stabilita in oltre 1200 anni. 
Tra le regioni che possono vantare la maggior ricchezza di alberi monumentali spicca ovviamente la Sardegna, risaputa per il rispetto e la difesa del suo territorio, seguita a distanza dal Friuli Venezia-Giulia e dal Piemonte. 
Il capostipite di tutti questi alberi vetusti ha dimora a Luras in Gallura (Sardegna) e si chiama S’Ozzastru. 
E’ un ulivo selvatico che vanta dai 3 ai 4mila anni di vita, e possiede una circonferenza di tronco superiore agli 11 metri.
Si può andare a vederlo e fotografarlo con l’ausilio di una guida; però attenzione: il Grande Vecchio non si lascerà abbracciare, ma soltanto ammirare da rispettosa distanza.
https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/18448-ulivlo-antico-luras-sardegna

Grazie

(ann mari cris aschieri)

“Il tango è un dialogo tra Anime” di ANGELO TRAPANI è stata selezionata per la GALLERIA DELLO STAFF

La foto “Il tango è un dialogo tra Anime”  di ANGELO TRAPANI è stata selezionata per LA GALLERIA DELLO STAFF 

Uno spazio bianco e vuoto a lato dei  ballerini: la danza è un territorio virtuale, un luogo dove vivere in due, dai confini fatti di musica e istinto. 
Gli abiti fluttuano sensuali, i colori sono ai lati opposti di una ipotetica scala di cromie, come sono opposti loro che danzano,  ma ugualmente vellutati allo sguardo, e soffici nel movimento come petali di rosa. 
Dialogano tra loro le gambe, dettaglio significante e parte del tutto che non ha bisogno di altro per essere, esserci, e rappresentare per gli occhi ciò che la musica sarebbe. 

Complimenti!

“Horses 8687” è il titolo della foto di ERAS PERANI, selezionata per la GALLERIA DELLO STAFF

La composizione, ripresa frontalmente, poggia su un piano più chiaro, come su un piedistallo virtuale, a sorreggere tutta la scena . 
Alberi dai fusti sottili, con rami chiari fanno da fondale vivo, movimentato dalla diversa quantità di ombra che vi insiste  e ne fa  un archetipo di Natura imponderabile e misteriosa.
Un cavallo cerca qualcosa da mangiare, o forse annusa solamente, tranquillo, dentro quella casa fatta di alberi, che lo protegge.
La struttura formale dell’immagine  trasmette un senso di  pace, di privilegiato isolamento fatto da un b/n in cui rivivono reminescenze di altre scene pastorali, di altre rappresentazioni naturali. 
Non c’è stato un prima, e non ci aspettiamo un dopo. La scena autoesaustiva ci consola e ci culla nel pensiero che forse qualcosa rimarrà, e nel tempo  immutato.

“Horses 8687” di ERAS PERANI è stata selezionata per la GALLERIA DELLO STAFF. 

 

Complimenti!

“Terre da vino – sottozero” di LATO NORD, è la nuova selezione per la GALLERIA DELLO STAFF

“TERRE DA VINO” di LATO NORD è la nuova selezione per LA GALLERIA DELLO STAFF

La grafica creata dalle infinite linee che  tracciano il terreno e ne disegnano i confini, anche curvi, sovrapposti, in successione visiva grazie al punto di ripresa frontale;  i colori , pochi, chiari e pastellati che aumentano la sensazione di “pulizia” di semplicità di composizione.
Una immagine che sembra creata e colorata da occhi bambini, un panorama costruito sullo schiacciamento da teleobiettivo, e sulla disposizione della casa e dei pochi alberi. 
Ecco un inverno che non fa paura, una  terra come una coperta patchwork, una sensazione di serenità, proprio come un gioco.

Complimenti!